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APRILE 2022 PAG. 26 - Le opportunità della tecnologia per la conversione dell’energia delle onde

 


Nel corso del mese di aprile si è svolto il settimo “Wave Energy Workshop” presso il Politecnico di Torino. Un workshop estremamente importante per approfondire le opportunità della tecnologia di conversione dell’energia delle onde con un’ampia focalizzazione sulla modellazione idrodinamica ed un focus approfondito sul controllo e il miglioramento della tecnologia esistente. L’evento è stato utile per riflettere sull’importanza di concentrare l’attenzione sui costi e le opportunità relative alla conversione dell’energia delle onde, con un’ampia focalizzazione sui modelli idrodinamici, il controllo, il miglioramento della tecnologia dell’energia delle onde e l’importanza di comprendere tale opportunità con un’industria e sessioni politiche che trattino della tematica. Il moto ondoso è considerata la più grande fonte di energia rinnovabile inutilizzata del Pianeta. L’importanza del moto ondoso è quella di convertire l’energia delle onde marine in energia elettrica, rendendola immediatamente disponibile per impianti off-shore o immettendola nella rete elettrica per dare corrente alle comunità costiere. Riuscire a sviluppare comunità energetiche per rifornire le città ubicate longo le coste e per le isole è una priorità del Mediterraneo che può innescarsi con la realizzazione di parchi energetici marini provvisti di una potenza sufficiente a garantire la fornitura elettrica. Gli esperti di blue-economy e gli analisti energetici sono convinti che questo traguardo si stia avvicinando grazie anche ai recenti accordi sviluppati con Cassa Depositi e Prestiti, Fincantieri, ENI e Terna per produrre e attivare versioni su scala industriale di realtà energetiche innovative.

L’energia marina attualmente è un’enorme riserva energetica quasi inutilizzata, con un potenziale inesauribile. Se si riuscisse a sfruttare a pieno la forza di mari e oceani si coprirebbe la totalità dei consumi energetici previsti dalla International Energy Agency già entro il 2035 e nel rispetto dei punti dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Un potenziale che però si scontra con gli attuali limiti in termini di costi e replicabilità delle tecnologie necessarie. Al momento, le possibilità maggiori in termini di sfruttamento della risorsa, analizzando le prospettive più incoraggianti da un punto di vista tecnologico, riguardano il recupero di energia dal moto ondoso (Wave Energy) e dalle correnti di marea (Tidal Stream Energy). L’energia del moto ondoso è dovuta al vento che soffia sul mare, che crea il moto superficiale periodico caratteristico delle onde. Per l’energia dei flussi di marea si stanno utilizzando invece le correnti d’acqua orizzontali, che si formano come conseguenza della variazione verticale del livello delle masse d’acqua, ossia le maree. L’analogia con la tecnologia eolica ha aiutato il settore Tidal Stream a raggiungere un importante e significativo livello di maturità tecnologica. I sistemi attuali sono molto più avanzati rispetto ai wave energy converter. La formazione dei fenomeni ondosi è maggiore in superficie e diminuisce man mano che si scende in profondità, fino a scomparire del tutto nel caso di fondali profondi. I sistemi cosiddetti Wave Energy Converter recuperano energia dalle onde sfruttando diversi principi fisici. Le tecnologie Wave Energy Converter risultano molto appetibili e sono in fase di sviluppo commerciale e non è al momento ancora evidente quale tecnologia sarà la più conveniente per un utilizzo diffuso nella generazione di energia marina e sostenibile. Tuttavia, quello che appare certo è che il Mediterraneo può divenire un grande hub energetico innovativo e sostenibile, pronto a sviluppare nuove soluzioni energetiche sfruttando, con consapevolezza e cooperazione, il grande mare comune.

 

Domenico Letizia


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