Unctad, i rischi per lo shipping internazionale

L’impatto della pandemia sui volumi del commercio marittimo nel 2020 è stato meno grave di quanto inizialmente previsto anche se sta innescando una serie di fenomeni strutturali che potrebbero cambiare radicalmente l’assetto dell’industria dello shipping. È quanto emerge dal Rapporto UNCTAD Review of Maritime Transport 2021. Lo studio evidenzia un quadro di pressioni senza precedenti nelle catene di approvvigionamento globali, picchi drammatici delle tariffe di trasporto, aumenti significativi dei prezzi all’orizzonte per consumatori e importatori e potenziali cambiamenti nei modelli commerciali dovuti a tensioni commerciali e alla ricerca di più resilienza. Desta preoccupazione inoltre la persistente crisi sui cambi di equipaggio, con blocchi, chiusure delle frontiere e mancanza di voli internazionali che lasciano centinaia di migliaia di marittimi bloccati in mare, impossibilitati a essere sostituiti o rimpatriati. Il rapporto rileva che il commercio marittimo si è contratto del 3,8% nel 2020, riflettendo uno shock iniziale, ma è rimbalzato più avanti nel corso dell'anno e si prevede che aumenterà del 4,3% nel 2021. Le prospettive a medio termine per il commercio marittimo rimangono positive ma soggette a “crescenti rischi e incertezze”.

VIMC, nuovo servizio nel sud est asiatico

La compagnia statale Vietnam Maritime Corporation ha inaugurato una rotta container di collegamento tra Vietnam, Malesia e India. Il servizio riduce i tempi di trasporto verso i gateway dell’India di almeno dieci giorni ed è stato concepito come una risposta all’aumento dei costi di spedizioni che stavano mettendo in difficoltà l’export vietnamita. VIMC ha effettuato il primo attraversamento dello Stretto di Malacca lo scorso 26 ottobre inaugurando la sua attività nei mercati del sud – est asiatico.   

Nuova legislazione in Ucraina per l’intermodale

Il Parlamento dell’Ucraina ha adottato un progetto di legge per lo sviluppo del trasporto multimodale nel paese. L’obiettivo è semplificare e ridurrei costi logistici per l’economia attraverso la riduzione della pressione burocratica e lo sviluppo di corridoi multimodali specializzati. Il governo ucraino prevede di aumentare il livello di containerizzazione su ferro e nei porti fino al 20% nei prossimi tre anni. 

Libia, ripartono i collegamenti ro-ro

Il terminal di Misurata in Libia sta avviando i collegamenti ro-ro passeggeri per la Turchia e la Tunisia, con l’obiettivo di estendere le rotte fino all’Egitto. La prima rotta con Izmir è stata coperta con la nave Kevalay Queen, con una capacità di 810 passeggeri, 2.000 tonnellate di merci, 340 auto e 30 camion. L’attività del terminal è supportata da un progetto di partenariato pubblico-privato di Privatization and Investment Board (PIB).

IMO, giornata dedicata alle donne dello shipping

Il Consiglio dell’IMO ha deciso di istituire una “giornata internazionale delle donne del mare”, da celebrare il 18 maggio di ogni anno. La proposta passerà al vaglio dell’Assemblea dell’organizzazione che si terrà alla fine di quest’anno. Per il segretario generale Kitack Lim si tratta di un ulteriore sforzo da condurre per raggiungere la parità di genere e contribuire a realizzare un ambiente senza barriere per le donne, in modo che tutte possano partecipare pienamente, in sicurezza e senza ostacoli alle attività della comunità marittima, compresa la navigazione e la costruzione navale.

Cresce la movimentazione nei porti cinesi

I porti cinesi hanno registrato un incremento dell’attività nei primi dieci mesi di quest’anno. Secondo dati resi noti dal ministero dei Trasporti da gennaio a ottobre il flusso di merci negli scali del Paese asiatico ha raggiunto 12,87 miliardi di tonnellate, il 7,8% in più rispetto all’anno precedente. Durante il periodo, la movimentazione di container è aumentata dell’8,4%, attestandosi a 235,48 milioni di TEU.  Nel mese di ottobre i porti cinesi hanno gestito oltre 1,32 miliardi di tonnellate di merci, mentre il flusso dei container è stato di 24,52 milioni di TEU.

Intermodalità, accordo tra Serbia e Bulgaria

Bulgaria e Serbia costruiranno un hub intermodale al confine tra i due paesi. È quanto prevede un accordo tra i due governi che contempla anche la continuazione delle trattative per la gestione congiunta della stazione ferroviaria di Tsaribrod. I ministri dei Trasporti di Sofia e Belgrado hanno evidenziato la necessità di snellire e migliorare le procedure tecniche per la sostituzione della motrice dei treni, ottimizzare gli orari e minimizzare i danni ambientali promuovendo il trasporto ferroviario e intermodale. I due paesi faranno una proposta congiunta all’Unione europea per aggiungere la sezione di trasporto Dragoman-Nis alla rete di trasporto transeuropea (TEN-T).

Sudafrica, proposto il primo hub per il GNL

Transnet, la Zona Economica Speciale di Coega e il Fondo Centrale per l’Energia hanno proposta la costruzione di una struttura galleggiante per lo stoccaggio e la rigassificazione del GNL presso il porto di Ngqura, nella provincia del Capo orientale in Sudafrica. Si tratterebbe del primo terminale per l’importazione e la distribuzione del gas naturale del Paese e, nelle intenzioni del governo, dovrebbe consentire di aumentare il contributo di questa fonte di energia dall’attuale 3% al 16% dell’approvvigionamento energetico complessivo del Paese. Il terminal includerà tutti i servizi integrati compreso la distribuzione per i veicoli su strada e i collegamenti alla rete di gasdotti nazionale. 

Emissioni, Intertanko anticipa la strategia dell’IMO

Il Consiglio INTERTANKO ha confermato l’impegno dei suoi membri a raggiungere zero emissioni di Co2 entro il 2050, guardando anche oltre il livello stabilito nella Strategia iniziale dell'IMO che attualmente prevede che il trasporto marittimo internazionale riduca le proprie emissioni del 50% entro il 2050. A tal fine, l’organizzazione continuerà a incoraggiare la partecipazione di tutte le parti interessate allo sviluppo di tecnologie e combustibili necessari affinché lo shipping internazionale raggiunga questo obiettivo in sicurezza. Inoltre, il Consiglio ha anche raggiunto un accordo sul sostegno a un meccanismo basato sul mercato delle imposte sul carburante (MBM) come l’opzione più praticabile per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni.

Le compagnie continuano a macinare ricavi

Nel periodo luglio-settembre di quest’anno tutte le compagnie marittime di linea globali hanno registrato un rilevante aumento dei ricavi a fronte di volumi di trasporto che per un gran numero di vettori si è contratto. Lo spiega Sea-Intelligence, società di ricerca specializzata nell’analisi della supply chain globale, confrontando i risultati economici operativi registrati nel terzo trimestre di quest’anno dai principali player del settore containerizzato. In termini di utile operativo, nel solo terzo trimestre del 2021 le compagnie hanno realizzato un profitto di 37,24 miliardi di dollari. Assieme all’utile operativo di 42,10 miliardi ottenuto nel primo semestre del 2021 si raggiunge la cifra record di 80 miliardi di dollari di utile operativo (per l’intero periodo 2010-20 la cifra è stata di 37,8 miliardi). 

USA, FTC indaga su interruzioni supply chains

La Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti ha annunciato l’avvio di un’indagine sulle continue interruzioni della supply chain e sulle sue ricadute su consumatori e competitività complessiva dell’economia americana. Nove grandi catene di rivenditori, grossisti e fornitori di beni di consumo (tra questi Amazon, Walmart e Procter & Gamble) saranno chiamate a rendere conto di queste disfunzioni. L’indagine, nello specifico, valuterà eventuali responsabilità nella generazione di colli di bottiglia, carenze di beni, pratiche anticoncorrenziali. 

PSA fa shopping negli Stati Uniti

Il gruppo PSA International di Singapore ha siglato un accordo per l’acquisizione dalla società di private equity Greenbriar Equity Group dell’intero capitale della BDP International, società di logistica statunitense che ha 133 uffici in tutto il mondo ed opera a servizio di diverse multinazionali gestendo supply chain complesse. Per PSA si tratta della prima acquisizione di una società che non opera attività portuali o attività logistiche direttamente connesse alle operazioni portuali.

Tuas, a breve operativa la prima area

Il ministero dei Trasporti di Singapore ha annunciato la fine della realizzazione delle opere infrastrutturali previste nell’ambito della prima fase di costruzione della nuova grande area portuale di Tuas. A breve il gruppo PSA potrà iniziare ad operare le prime due banchine dell’area, la cui realizzazione è stata decisa nel 2012 e i cui lavori sono stati avviati nel 2015. Il nuovo scalo occuperà complessivamente 1.337 ettari, avrà una capacità di traffico containerizzato annua pari a 65 milioni di TEU. La sola prima fase dell’area, distribuita su 414 ettari, avrà una capacità annua di 20 milioni di TEU.

UK, no alla fusione Konecranes - Cargotec

La Competition & Markets Authority Regno Unito ha dato parere negativo alla progettata fusione delle aziende finlandesi Konecranes e Cargotec, entrambe produttrici di mezzi di movimentazione e sollevamento. Secondo l’untitrust inglese l’operazione comporterebbe una notevole diminuzione della concorrenza in questo mercato a seguito di una serie di effetti unilaterali orizzontali essenzialmente nel segmento dei mezzi ad uso portuale in Europa, incluso il Regno Unito. Tra le categorie di mezzi per le quali si verificherebbe una riduzione della concorrenza l’ente ha infdicato le rubber tyre gantry crane, le automated stacking crane, le shuttle carrier e straddle carrier, gli empty container handler, gli heavy duty forklift truck, le reach stacker e gli automated terminal tractor.

Investimenti emiratini in Turchia

Abu Dhabi Ports ha siglato assieme alla holding Abu Dhabi Development Holding Company (ADQ) un memorandum of understanding con il fondo pubblico turco Türkiye Wealth Fund. L’intesa prevede l’avvio di una cooperazione strategica e l’istituzione di un fondo di investimento tecnologico, mentre l'accordo con AD Ports prevede investimenti nei settori dei porti e della logistica.

Progetto per la produzione a bordo di idrogeno

Wärstilä Corporation, RINA, Helbio e Registro Liberiano hanno stretto un accordo con lo scopo di fornire soluzioni per l’impiego dell’idrogeno come combustibile navale. Il progetto si basa sulla combinazione di GNL e vapore per produrre idrogeno e CO2. Il gas prodotto sarà utilizzato direttamente in miscela con il gas naturale nei motori a combustione interna o nelle celle a combustibile, eliminando così la necessità di stoccare l’idrogeno a bordo delle navi. L’anidride carbonica sarà liquefatta utilizzando il flusso criogenico del GNL, che verrebbe comunque usato come combustibile, e successivamente smaltita a terra.