Nel corso dell’ultimo mese si è svolto un importante appuntamento che ha posto l’economia blu al centro delle iniziative italiane ed europee. L’Emilia-Romagna, regione per la quale l’economia del mare ha una grande importanza, ha rilanciato l’idea di una Capitale Europea della Blue Economy grazie a SEALOGY, il Salone della Blue Economy che si è svolto a Ferrara da giovedì 18 a sabato 20 novembre. L’evento è stato salutato positivamente ed stato reso possibile grazie anche all’impegno e al supporto della Commissione Europea, che ha fornito importanti linee guida e orientamenti operativi sulla programmazione comunitaria 2021/2027 a favore dei settori economici del mare: produzioni ittiche e seafood in generale, turismo balneare e costiero, trasporti marittimi, energie rinnovabili ma anche cantieristica navale, nautica, biotecnologie e off-shore. Nei padiglioni della Fiera di Ferrara, sono state tante le aziende presenti pronte a far conoscere le proprie potenzialità, promuovere prodotti e diffondere le varie innovazioni e iniziative. La Blue Economy ha una rilevanza strategica per il sistema economico italiano, sia in termini di innovazione che di sviluppo sostenibile. Basti pensare che le nostre caratteristiche geografiche e la presenza di coste lungo tutto il territorio favoriscono e alimentano una serie di attività che valgono oltre il 9% del Pil nazionale. Alla comprensione di tali dinamiche non fa eccezione l’Europa, dove si conosce benissimo l’importanza di mari e oceani per i quali si parla di Blue Growth per sottolineare le aspettative di crescita di settori che già generano un fatturato di oltre 650 miliardi di euro e offrono occupazione a circa cinque milioni di persone. Durante i lavori è emerso che le best practice societarie e aziendali stanno crescendo e diffondendosi nel nostro Paese, da quelli che rafforzano il capitale sociale, a quelli che posizionano meglio le loro comunità per adattarsi ai cambiamenti climatici o resistere agli effetti delle diverse crisi, come l’emergenza sanitaria, dimostrando come le associazioni, le imprese della logistica, della blue economy e gli individui locali si stanno innovando per costruire un nuovo futuro sostenibile per le loro comunità e per il benessere del mare. 


Tra le realtà industriali più interessanti presenti a SEALOGY, importante è stata la presenza di Petroltecnica, società di servizi manutentivi ed impiantistici operante nel settore petrolifero che nel tempo è divenuta una società di servizi per l’ambiente. Oggi, la società opera nei settori ambientali, gestione dei rifiuti, diagnostica, bonifica dei serbatoi e delle infrastrutture industriali e portuali. L’attuale missione di Petroltecnica è quella di supportare lo sviluppo sostenibile contribuendo alla prevenzione e risoluzione delle problematiche ambientali del suolo e del sottosuolo, offrendo servizi specialisti e integrati con l’impiego di sistemi innovativi e tecnologie brevettate, nel rispetto e nell’ottica dei principi legati all’economia circolare e alla sicurezza per l’uomo e l’ambiente. Tra le ultime innovazioni della realtà societaria, presentate durante i lavori di SEALOGY, ritroviamo il progetto “CATSORB”. 


Il CATSORB è un sistema brevettato a livello internazionale, realizzato con il patrocinio del Comune di Rimini, istallato per la prima volta in Italia, proprio a Rimini, per tutelare la preziosa area locale a vocazione naturalistica, storica e culturale dell’invaso del ponte di Tiberio, nel canale che collega il parco XXV Aprile al Porto. Il sistema brevettato blocca e contiene i rifiuti galleggianti, le microplastiche e gli idrocarburi provenienti dal canale del Porto locale. Un sistema importante poiché intercetta anche le schiume e i detersivi industriali provenienti dagli scarichi non controllati. Una barriera intelligente che cattura gli idrocarburi nelle “feritoie”. Un progetto pensato per le realtà industriali e portuali, adattabile in tutti i contesti legati all’acqua, al fine di intercettare e catturare le plastiche, i rifiuti galleggianti, i detersivi industriali e gli idrocarburi, tutelando l’area fluviale e protetta del Marecchia e dell’invaso millenario del ponte di Tiberio. 


Il sistema, sfruttando il moto della corrente, convoglia elementi dannosi verso una “trappola”, intercettando i materiali plastici e galleggianti dispersi nei corsi d’acqua. Un sistema di raccolta essenziale per numerose realtà locali, nazionali e internazionali adattabile al variegato mondo logistico, industriale e dei servizi lungo i corsi d’acqua.

Domenico Letizia