Dopo una riduzione del 5,3% del volume degli scambi mondiali nel 2020, dall’inizio del 2021 è iniziata una forte ripresa del commercio mondiale e anche le esportazioni italiane hanno registrato un +5% nel valore.

Aumento delle esportazioni, significa ripresa della produzione industriale, per la quale sono indispensabili le materie prime di cui il nostro paese è povero.

Infrastrutture, logistica e trasporto marittimo sono strettamente interconnessi e fondamentali per rimettere in carreggiata il commercio globale e stimolare la ripresa post-COVID.

Voglio ricordare che, per la prima volta, grazie a Confitarma, lo shipping è entrato nel B20, la business community globale dialogante con il G20, contribuendo alle raccomandazioni su Commercio e Investimenti che, in buona parte, si basano sullo studio “Studio sul commercio internazionale e protezionismo” dell’ICS, l’associazione degli armatori mondiali a cui Confitarma aderisce per l’Italia.

I punti chiave di tale studio, condivisi anche dal Presidente Draghi nel suo discorso al Senato in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre, mirano a contrastare il protezionismo, all’apertura dei mercati e al miglioramento dei meccanismi multilaterali, alla riforma del WTO, a facilitare la partecipazione di tutte le imprese, in particolare delle PMI, al commercio globale eliminando le barriere e migliorando il loro accesso ai finanziamenti commerciali.

Il trasporto marittimo è per sua natura internazionale e sono molte e complesse le problematiche che quotidianamente le nostre navi affrontano, non solo di tipo commerciale, ma spesso derivanti da tensioni geopolitiche o da situazioni pandemiche come quella del Covid 19. È quindi evidente la forte sinergia di Confitarma con le linee politiche e le iniziative dell’associazione mondiale dello shipping, attraverso la quale la comunità marittima si rivolge con una sola voce alle istituzioni mondiali, attivandosi in campagne volte a trovare soluzioni comuni, per esempio, sulla crisi dei cambi di equipaggio, sulle vaccinazioni dei marittimi sulla riduzione delle emissioni di gas serra del trasporto marittimo.

In merito alle principali criticità italiane riguardanti le infrastrutture del trasporto e lo sviluppo dei traffici ricordo che il nostro Paese pur trovandosi in una posizione privilegiata, vera piattaforma al centro del Mediterraneo ove passa circa il 20% del traffico marittimo mondiale, è fortemente svantaggiato a causa di un gap logistico-infrastrutturale pari a circa 70 miliardi di Euro all’anno: cifra allarmante per un Paese importatore, trasformatore ed esportatore.

Da tempo Confitarma manifesta, insieme a tutto il cluster marittimo, l’esigenza di una governance unica per l’economia del mare e più volte io stesso ho evidenziato che siamo ostacolati da un sistema confuso e ingombrante che spesso non soddisfa le nostre esigenze e blocca la nostra competitività.

Per esempio, gli incentivi per il rinnovo della flotta previsti dal fondo complementare PNRR dovrebbero essere assegnati secondo criteri equi, senza distinzioni tra categorie di navi o tipi di traffico e in modo da non creare futuri problemi di competitività per le nostre imprese di navigazione.

Al momento non è così. Confitarma, che partecipa al “Tavolo Permanente del Partenariato Economico, Sociale e Territoriale” istituito con decreto del Presidente Draghi, chiede al Governo di non lasciare indietro alcune componenti fondamentali dello shipping coinvolte nel processo di transizione ecologica.

In merito alla decarbonizzazione, tema ormai ineludibile e sfida vitale per lo shipping e per il mondo intero, il trasporto marittimo è da tempo impegnato nella transizione verso nuovi combustibili a zero emissioni, ma occorrono azioni concrete – a livello nazionale e internazionale - che accompagnino l’industria in questa fase delicatissima.

Tra l’altro, Confitarma è molto attiva a Bruxelles per far sì che le nuove regole europee sulla tassonomia garantiscano una transizione energetica sostenibile per tutti i segmenti dello shipping.

È anche necessaria una grande attenzione agli investimenti nelle infrastrutture per garantire che i nuovi combustibili siano disponibili non solo nei porti di paesi con economie sviluppate ma anche in quelli in via di sviluppo. In proposito ritengo che sia importante investire nel Sud dell’Italia che ha tutte le capacità per diventare locomotiva di sviluppo per il PIL di tutto Paese.

Completare le riforme, trasformare la burocrazia in volano di sviluppo e avviare la transizione digitale ed ecologica sono solo alcune delle azioni necessarie per favorire l’efficienza e la competitività del settore marittimo italiano, anello fondamentale di tutta la catena logistica.

 

Mario Mattioli

Presidente Confitarma