Sono 67 le tipologie di prodotti dell’agroindustria con denominazioni di qualità della regione Sicilia: un valore record rispetto alla media di 40 denominazioni di qualità delle altre regioni italiane. Tuttavia, i prodotti “Made in Sicilia” spesso faticano a raggiungere i mercati esteri in ragione del tessuto imprenditoriale della filiera regionale: una molteplicità di piccole e microimprese, il 90% delle quali ha meno di 15 addetti, di cui solo una minoranza è dedita all’export. 

Da un’indagine condotta su oltre 200 aziende siciliane che operano in questa filiera produttiva emerge, infatti, una bassa propensione all’internazionalizzazione che riguarda solo 40 imprese. È quanto emerso dal Convegno “Imprese di spedizioni internazionali: un valore aggiunto per la sicurezza dell’eccellenza agroalimentare del territorio”, organizzato dall’Associazione Siciliana Operatori Spedizionieri e Logistica (Associazione Territoriale siciliana aderente a Fedespedi) in collaborazione con Fedespedi e Confetra Sicilia. L’evento è stata un’occasione per fare il punto su numeri e specificità del mercato agroalimentare siciliano e sul ruolo che le imprese di spedizioni internazionali rivestono quali consulenti a 360° gradi in grado di valorizzare le potenzialità – ancora in parte inespresse – delle eccellenze del territorio sui mercati internazionali.

 I relatori Federico Cesari, Food and perishable Sector Manager di DHL Global Forwarding e Andrea Patrone, Doganalista e Responsabile Commerciale di Fresco Ship’s Agency & Forwarding Srl, hanno evidenziato il ruolo che le imprese di spedizioni internazionali rivestono nell’organizzazione delle filiere di approvvigionamento, soprattutto per filiere delicate e complesse come nel caso dell’agroalimentare. Lo spedizioniere è, infatti, il professionista che grazie a competenze tecniche e soft skill è in grado di curare la merce in tutte le fasi di trasporto e distribuzione preservandone la qualità e il valore nei mercati di destinazione e che, se coinvolto nei progetti di internazionalizzazione, può contribuire al successo dei prodotti “Made in Italy” - o “Made in Sicilia” in questo caso - caratterizzati da specificità e peculiarità che solo il ricco tessuto di piccole e medie imprese è in grado di produrre. 

Marco Di Giugno, General Counsel di ENAC, è intervenuto in chiusura del Convegno, evidenziando la necessità di potenziare il ruolo del cargo aereo nel settore dell’agroalimentare che ancora oggi è il comparto che meno utilizza la modalità di trasporto aerea, soprattutto per i flussi in export.