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LUGLIO 2021 PAG. 14 - Logistica: bilanci e proposte nella Tre Giorni di ALIS

 


L’inserimento da parte del MIMS della Tre Giorni di ALIS di Sorrento tra gli eventi degli stakeholders quale contributo italiano all’Anno Europeo delle Ferrovie 2021 testimonia del peso crescente conquistato in questi anni dalla kermesse. Appuntamento che mette insieme orgoglio identitario di un settore che si considera e vuole essere considerato strategico per lo sviluppo del Paese. Occasione per fare il punto sullo stato dell’arte, sulle proposte da avanzare, sullo scambio di idee. Cinque ministri, due leader politici, un governatore di Regione, dieci sottosegretari, cinque viceministri. Più rappresentanti delle associazioni del cluster e delle varie AdSP italiane (nelle pagine di seguito gli interventi raccolti a margine della manifestazione). Il parterre riunito in una delle località più suggestive del Sud Italia, a dispetto delle difficoltà contingenti imposte dalla pandemia, rende giustamente orgoglioso Guido Grimaldi, presidente di ALIS. 

“Abbiamo avuto il coraggio di organizzare un grande evento in presenza - spiega a Porto&interporto - Dopo un anno abbiamo tracciato un bilancio di quello che abbiamo realizzato. Abbiamo portato gli obiettivi e i target di quello che intendiamo fare nel futuro, con proposte concrete. Mi auguro per l’anno prossimo di poter vedere portati a casa risultati in grado di gratificare gli imprenditori che lavorano in Italia e che vogliono rimanere in Italia. Credo fermamente nella virtù del dialogo tra pubblico privato”.

Svariati gli argomenti trattati nel corso della Tre Giorni che hanno messo sul tavolo tutti i temi che riguarderanno il futuro del settore del Paese: dal PNRR alla transizione ecologica; dalle grandi opere alla necessità delle semplificazioni; dall’innovazione tecnologica agli strumenti da mettere in campo per avere una logistica, e un’economia, più competitive.

Spiccano, al di là di tutto, i risultati della ricerca realizzata da ALIS e SVIMEZ, incentrati sugli effetti della pandemia e sul ruolo giocato in questo difficile periodo dalla galassia di aziende messa insieme dall’associazione. Vera e propria fotografia sulle potenzialità e gli indirizzi da seguire per favorire una ripresa economica duratura.

“Grazie all’impegno di tutti i soci ALIS nel 2020, nonostante la crisi e le perdite di fatturato registrate, pari a 2,1 miliardi di euro, oltre il 70% delle imprese associate del nostro cluster non ha fatto ricorso in alcun modo alla cassa integrazione, neanche durante la fase più emergenziale del lockdown, pur lavorando in sofferenza”, ha sottolineato Grimaldi, commentando i punti più salienti dello studio nel suo intervento.

Un ulteriore dato da rimarcare è il risultato raggiunto in termini di sostenibilità e intermodalità. Le aziende aderenti ad ALIS hanno sottratto dalle strade italiane oltre 5 milioni di camion, che partono dalla penisola e proseguono attraverso direttrici intermodali marittime e ferroviarie in tutta Europa; hanno spostato 125 mln di tonnellate di merci, favorendo un abbattimento di emissioni di oltre 4,4 mln di tonnellate di CO2; consentito risparmi pari a 2,5 milioni di euro per chilometro percorso ovvero due miliardi di euro annui di costi di esternalità. Ancora più rilevante il fatto che la scelta dell’intermodalità marittima e ferroviaria abbia determinato, su un tragitto medio di 800 km, un risparmio del costo del trasporto pari a 1,7 miliardi. 

Più nel dettaglio, nel 2020 attraverso il mare sono stati eliminati dalla strada circa 1,7 milioni di camion che trasportavano 47,2 milioni di tonnellate di merci abbattendo così 2 milioni di tonnellate di CO2; trasferiti dalla strada al ferro circa 2,1 mln di mezzi pesanti, quindi circa 47,8 mln di tonnellate sono state spostate dalla rete stradale a quella ferroviaria abbattendo le emissioni di CO2 per 1,4 milioni di tonnellate.

“Tutto questo è straordinario, considerando che lo abbiamo fatto contando solo sulle nostre forze con ristori insufficienti o talvolta inesistenti per l’intero settore, previsti dai vari decreti governativi emergenziali dello scorso anno, nonostante stessimo affrontando difficoltà legate a una riduzione di liquidità, una riduzione del carico di trasporto legato a perdite di volumi e fatturato e, come sappiamo, un regime fiscale troppo severo. Abbiamo lavorato in perdita MA, comprendendo la  difficoltà del momento e l’essenzialità del nostro lavoro svolto per la vita di tutti i giorni e per l’approvvigionamento di apparati sanitari e medicinali fin dall’inizio della pandemia, abbiamo deciso di non fermarci perché l’Italia è fatta di grandi aziende ma soprattutto di uomini e donne che hanno dimostrato il loro valore ancor più durante la fase emergenziale”.

L’importanza di questo sforzo “è stata fondamentale e vitale anche per la continuità territoriale che, attraverso i soci ALIS del comparto marittimo ha fatto risparmiare al Governo circa 45 mln di euro all’anno a fronte dei precedenti 72 che venivano erogati a favore di un solo operatore marittimo”.

Nell’analisi delle politiche messe in campo per il rilancio del Paese lo studio evidenzia una possibile debolezza nelle misure previste dal PNRR per il settore dei trasporti. Dei 62 miliardi destinati agli interventi sulle infrastrutture, sulla mobilità e sulla logistica sostenibili contenuti nel Piano, la maggior parte sono destinate alle infrastrutture, solo 8,4 miliardi riguardano il rinnovo di treni, autobus e navi. Il rischio è di creare delle infrastrutture a vantaggio degli operatori appartenenti a Stati che, diversamente dall’Italia, hanno invece sostenuto pienamente il settore del trasporto e della logistica”.

Al fine di scongiurare questa criticità ALIS ha proposto al governo tre misure: il potenziamento di marebonus e ferrobonus (“tale misura incentivante ha confermato la propri valenza strutturale in quanto esplica una ricaduta positiva sul consumatore, poiché genera una riduzione del costo finale del servizio di trasporto”); una strategia industriale basata su idrogeno e su bio-lng e sull’incentivazione al rinnovo delle flotte e dei parchi circolanti (“per incrementare la competitività del settore nel pieno rispetto dell’ambiente”); detassazione e decontribuzione del costo del lavoro e incentivi alla formazione professionale nel trasporto e nella logistica (“per sostenere la forza lavoro rendendola competitiva con percorsi professionalizzanti”).

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