18 Marzo. La decisione europea di allargare il registro internazionale alle bandiere comunitarie è un’occasione da cogliere. Così come le risorse del PNRR vanno utilizzate per sostenere concretamente gli sforzi per rinnovare la flotta italiana. Sono le due priorità indicate da Assarmatori al ministro Enrico Giovannini nel Webinar organizzato con Conftrasporto e Confcommercio-Imprese per l’Italia, “Lavoro marittimo e investimenti nello scenario post Covid: Shipping, un motore per la ripresa e per il lavoro”. 


«La modifica del regime di aiuto imposta dalla Commissione europea permetterà un adeguamento del settore alle reali esigenze del mercato, rilanciando l’occupazione italiana,» ha sottolineato Stefano Messina. «È necessario attrarre investitori, senza eccessivi timori per la bandiera italiana ma escludendo dagli aiuti le imprese che non hanno radicamento territoriale». 

Messina ha chiesto attenzione anche «per la flotta traghetti più grande del mondo che garantisce la continuità territoriale a oltre 6 milioni di persone». Un settore in sofferenza che necessita della leva pubblica anche per rilanciare i settori collegati come la cantieristica pubblica e privata. Ma per lo scopo «i 500 milioni previsti dal Dm 52 non bastano». «Non sono risolutivi dei problemi tantomeno di quelli relativi alla transizione energetica. Un sostegno adeguato può generare una leva in grado di garantire il rinnovo di decine di navi». 

Il ministro Giovannini ha evidenziato le differenze di impostazione tra il vecchio PNRR e quello attualmente in gestazione: «rispetto alla precedente versione, stiamo lavorando con il ministero della Transizione ecologica proprio sul tema dei porti». Nel Sud – avverte in ministro – saranno impiegati «il 47% dei 48 miliardi di competenza del ministero. «Ma se andiamo a guardare le risorse aggiuntive, la percentuale sale al 58%. Nel contempo stiamo collaborando per le ZES con l’obiettivo di rafforzare gli investimenti su aree strategiche per il Paese, il Mezzogiorno e per l’intera connessione dei porti». 

Sugli interventi che riguardano lo shipping Giovannini si è soffermato sul capitolo “cold ironing”. «Le risorse non dovranno essere elargite a pioggia ma concentrate su quei porti che possono ospitare navi pronte a ricevere elettricità dalle banchine. Sappiamo che su questo punto c’è anche un tema tariffario significativo». 

Infine gli investimenti che andranno a intervenire solo in quelle situazioni «in cui è in atto un cambiamento di paradigma dello sviluppo». «La nuova Commissione che si insedierà al ministero si occuperà degli strumenti di finanza per le infrastrutture sostenibili. Questo dovrebbero aiutare a velocizzare i processi che verranno innescati dal PNRR e incentivare gli investimenti dei privati: per la riconversione dovranno fare la loro parte».