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FEBBRAIO 2021 PAG. 41 - Crescono i collegamenti ferroviari in Asia centrale


 Dall’Afghanistan alle ex repubbliche sovietiche, il 2021 si apre all’insegna di iniziative e progetti che puntano a far crescere la connettività dell’area. Anche senza la partecipazione diretta di Pechino. 

Le conseguenze negative della pandemia sull’andamento economia mondiale hanno rallentato l’espansione delle iniziative della BRI. Pechino sta puntando decisamente sul sostegno allo sviluppo del mercato interno, distraendo parte delle (forse eccessive) risorse destinate all’iniziativa in altre direzioni. Ciononostante il 2021 ha riservato due importanti novità, sotto l’aspetto dei progetti infrastrutturali, nell’area strategica dell’Asia centrale. Iniziative che sebbene non partecipate direttamente dalla Cina andrebbero ad infittire ulteriormente la connettività dell’area, rafforzando proprio la visione tipica della BRI di ponte tra le masse euroasiatiche. 

I governi di Afghanistan, Pakistan e Uzbekistan hanno infatti firmato un piano comune per la creazione di una nuova ferrovia trans-afgana lunga 573 chilometri che collegherà il quadrante centroasiatico con i porti che affacciano sul Mar Arabico. In base all’intesa i contraenti studieranno il percorso più favorevole, insieme con un’analisi preliminare sulla fattibilità dell’opera.
La tratta dovrebbe originare da Mazar-i Sharif, città afghana nel nord del Paese, passando per Kabul fino a Peshawar, in Pakistan, per collegarsi all’attuale linea transfrontaliera, inaugurata nel 2012 che da Termez nell’Uzbekistan offre un collegamento ferroviario diretto tra il Pakistan e la capitale uzbeka di Tashkent. Il nuovo corridoio offrirebbe sia servizi passeggeri sia trasporto merci e punterebbe a risolvere il problema secolare di Afghanistan e Uzbekistan, paesi senza sbocchi verso le rotte marittime. La nuova ferrovia, inoltre, andrebbe a innestarsi sulla linea transfrontaliera di 112 km da Atamyrat nel Turkmenistan ad Andkhoy nell’Afghanistan e Peshawar nel Pakistan il cui ultimo tratto è stato inaugurato alla fine dello scorso gennaio. L’accordo sul progetto segue un’altra iniziativa congiunta per reperire sul mercato del credito circa 4 miliardi di euro.  
Più concreta invece l’iniziativa che ha visto l’apertura il 29 gennaio di una tratta commerciale ferroviaria diretta tra Ankara e Mosca che sfrutta le ferrovie internazionali preesistenti Baku-Tbilisi-Kars e il Corridoio Nord-Sud per il collegamento attraverso il Caucaso tra Anatolia e Russia in soli otto giorni. 

A rendere possibile la linea Ankara – Baku - Mosca proprio la recente apertura, nell’ottobre 2017, della Baku-Tbilisi-Karks (BTK), ferrovia da 826 chilometri fra Azerbaigian, Georgia e Turchia. Frutto dell’esigenza delle ex repubbliche sovietiche di sviluppare collegamenti commerciali in grado di alleviare la dipendenza dall’ingombrante vicino russo l’opera ha superato varie vicissitudini, comprese le complicazioni legate alla guerra russo – georgiana.  
Essenziale, sotto l’aspetto geo-economico, la BTK rappresenta un tassello fondamentale per il successo prossimo futuro della BRI. Oltre a rendere possibile l’interscambio commerciale tra Anatolia, Caucaso e Asia centrale rappresenta un essenziale pivot infrastrutturale sulle lunghe distanze verso Russia, Iran, Pakistan, India e Cina. Non è un caso che sulla tratta siano stati già implementati una serie di collegamenti, come quello tra Mosca e Xi’n, mentre se ne progettano per Taheran e Islamabad.

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