FEBBRAIO 2020 PAG. 6 - NEWS DAL MONDO







Scambi commerciali, giù gli indicatori della WTO
La WTO ha registrato nel terzo trimestre del 2019 una flessione dello 0,2% degli scambi commerciali e, nonostante la crescita attesa del dato relativo al quarto trimestre, non prevede alcuna indicazione di una evidente ripresa per il 2020. Il peggioramento rilevato dal Goods Trade Barometer (il cui indice a fine anno si è assestato a 95,5 rispetto al valore base 100 e rispetto all’indice 96,6 registrato a novembre 2019) deriva principalmente dall’ulteriore flessione degli indici relative alle spedizioni marittime containerizzate (risultato pari a 94,8), e alle materie prime agricole (90,9) nonché dall’appiattimento dell’indice relativo ai prodotti automobilistici (100,0). Precisando che gli indici degli ordini all’esportazione (98,5), al trasporto aereo delle merci (94,6) e ai componenti elettronici (92,8) sono tutti al di sotto del valore base la WTO ha evidenziato che ogni componente del Goods Trade Barometer sarà influenzato dall’impatto del coronavirus sull’economia e dall’efficacia degli sforzi per curare e contenere la malattia.

Decarbonizzazione, il position paper di ESPO
La diversità strutturale dei porti europei suggerisce di affrontare la sfida della transizione energetica attraverso tabelle di marcia adeguate alle proprie peculiarità. In merito agli interventi per ridurre le emissioni dell’intera catena del trasporto marittimo andrebbe sviluppato un approccio graduale partendo dalle banchine che sono prossime alle aree urbane e focalizzando anche l’attenzione su specifici segmenti del trasporto marittimo come quelli delle crociere e dei traghetti. Sono alcuni dei punti contenuti nel position paper presentato da ESPO – l’associazione europea dei porti – sul processo di decabonizzazione intrapreso dall’Ue che prevede una riduzione delle emissioni del 50% entro il 2030. Tra le soluzioni indicate dal documento l’adozione del cold ironing e la necessità di riconoscere il LNG come combustibile utile a consentire la transizione energetica e di assicurare il sostegno ai relativi investimenti effettuati dal 2021 sino ad almeno il 2027. L’associazione esorta Bruxelles ad aumentare le pressioni in ambito IMO, alla luce della natura internazionale dell’industria dello shipping, e salvaguardare la competitività del settore nel caso di proposte come l’introduzione di un sistema di scambio di quote di emissioni o di una tassazione o di un fondo per l’innovazione.

Trasporti all’idrogeno sul Corridoio Reno-Alpi
E’ stata denominata RH2INE (Rhine Hydrogen Integration Network of Excellence) l’iniziativa promossa da Olanda e Land della Renania Settentrionale-Vestfalia per la promozione dell’uso dell’idrogeno come combustibile per le attività di trasporto sulla direttrice che attraversa i rispettivi territorio inclusi nel Corridoio Reno-Alpi. L’intesa prevede la realizzazione di siti di produzione di idrogeno lungo il Reno, tra Rotterdam e Colonia, affinché dal 2024 entrino in servizio almeno 10/15 navi cisterna fluviali con propulsione alimentata ad idrogeno. L’iniziativa comprende il progetto Hy3 incentrato sulla generazione di idrogeno verde da parte di turbine eoliche offshore, il cui studio di fattibilità sarà presentato entro un anno. Tra i partecipanti all’accordo anche le Autorità Portuali di Rotterdam e di Duisburg. RH2INE, aperta ad ulteriori adesioni, sarà presentato all’Ue al fine di ottenere fondi per portare avanti ulteriori ricerche.

BER, ribadite le ragioni del no
Spedizionieri, operatori logistici e terminalisti portuali hanno ribadito la loro contrarietà alla proroga quadriennale della BER - Consortia Block Exemption Regulation, l’attuale regolamento di esenzione per categoria a favore dei consorzi tra compagnie di navigazione. Secondo CLECAT (European Association for Forwarding, Transport, Logistics and Customs Services), ESC (European Shippers’ Council), ETA (European Tugowners’ Association) FEPORT (Federation of European Private Port Companies and Terminals), esisterebbero una serie di “vizi di forma” negli argomenti avanzati dalla Commissione europea a favore della proroga della misura. Tra questi “mancanza di dati, ipotesi unilaterali sugli incrementi di efficienza che non tengono conto di parametri non legati ai noli, mancanza di una definizione adeguata dei mercati geografici rilevanti al fine di valutare le quote di mercato e una completa incapacità di identificare i residui benefici a vantaggio degli utenti se il CBER venisse prorogato”.

Oltre un miliardo di euro dalle attività dei rimorchiatori europei
Le attività di rimorchio portuale assistono l’80% delle merci che arrivano nei porti europei. È quanto emerge dallo studio “Economic impact of the European Towage sector” presentato dall’associazione europea di categoria – European Tugowners Association – nell’ambito dell’European Shipping Week. Tra i dati emersi lo studio rileva che il settore impiega direttamente più di 11mila lavoratori, l’83% dei quali sono membri dell’equipaggio. Il comparto è essenzialmente europeo in quanto la maggior parte degli operatori sono locali e il 99% dei dipendenti hanno nazionalità Ue. La rilevanza economica del settore è illustrata dal suo fatturato annuo: oltre 1,2 miliardi di euro, cifra che rappresenta il 4% del fatturato del mercato europeo del trasporto marittimo.

Porti franchi dopo la Brexit
Fare del Regno Unito una sorta di “nazione extradoganale” dopo la Brexit. A questo mira il piano presentato al governo di Londra dal Dipartimento del Commercio Internazionale per la creazione di porti franchi in tutto il territorio UK.  Il piano prevede di istituire sino a dieci scali con un regime doganale differente rispetto al resto della nazione, con lo scopo di favorire i commerci, attrarre investimenti, aumentare la produttività e nel contempo generare opportunità di lavoro a beneficio di alcune delle comunità più svantaggiate del Regno Unito. Il piano prevede che queste aree franche possano essere istituite sia in zone adiacenti ai porti marittimi sia nell’entroterra, comprendendo potenzialmente anche impianti produttivi già esistenti.

Rischi ambientali dai nuovi carburanti green
L’uso nel settore dello shipping di VLSFO, l’olio combustibile a basso valore di zolfo, porterà ad un massiccio aumento delle emissioni di “carbone nero” accelerando lo scioglimento dei ghiacci artici. È l’accusa che arriva da Clean Arctic Alliance, associazione formata da organizzazioni non-profit, che prende le mosse da un documento presentato da Germania e Finlandia presso l’IMO. Secondo la ricerca i nuovi combustibili conterrebbero elevati livelli di composti aromatici che, una volta bruciati, determinano un aumento delle emissioni di black carbon rispetto a combustibili più pesanti e ai distillati marini. 

Allarme dello shipping per la sicurezza nel Golfo di Guinea
ECSA e ICS, rispettivamente l’associazione degli armatori europei e la principale associazione dello shipping mondiale che rappresenta oltre l’80% della flotta mercantile mondiale hanno richiamato l’attenzione sulla grave situazione nel Golfo di Guinea dove nel 2019 si è registrato un drammatico aumento degli attacchi di pirateria (50%): in tutto 162. L’ECSA ha sollecitato la nuova Commissione europea e i singoli Stati membri a prendere provvedimenti anche introducendo la questione nell’agenda degli accordi commerciali e di partenariato con i paesi della regione. Tra gli obiettivi principali da perseguire per l’ICS la tutela dei marittimi che punta sulla necessità di una maggiore comunicazione e coordinamento tra navi e autorità, ricetta vincente laddove è stata applicata per il contrasto al fenomeno. 

India, autorizzato il porto container da 10 milioni di TEU
Via libera del governo indiano per la costruzione di uno scalo container a Vadhavan, sulla costa occidentale della nazione nei pressi di Dahanu, nello Stato di Maharashtra, per un investimento previsto di 9,2 miliardi di dollari. Realizzato in acque profonde (-20 metri) il progetto del nuovo porto ambisce ad accogliere le portacontainer di nuova generazione (16-25mila TEU) che non possono più essere movimentate dalle strutture di Jawahrlal Nehru e Mundra. A regime Vadhavan sfrutterà una capacità di traffico pari a 10 milioni di TEU secondo il modello giuridico landlord, con lo Stato che manterrà la proprietà e i servizi affidati ad operatori privati. Per il finanziamento è previsto il lancio di un apposito Special Purpose Vehicle cui parteciperà al 50% la la Jawaharlal Nehru Port Trust.

IATA, flessione del traffico cargo
L’anno scorso è stato registrato il livello più basso di domanda di trasporto cargo aereo dell’ultimo decennio. Lo conferma la IATA – International Air Transport Association – secondo cui le Freight Tonne Kilometers (tonnellate di merci trasportate per la distanza in chilometri) sono scese del 3,3% rispetto al 2018 a fronte di una capacità della flotta cargo mondiale cresciuta del 2,1%. A frenare il settore la debole crescita degli scambi commerciali mondiali (+0,9%), il rallentamento del Pil nelle principali economie manifatturiere, la diminuzione della fiducia delle imprese e dei consumatori e del calo degli ordini di esportazioni. Anche in vista delle conseguenze del coronavirus l’associazione considera il 2020 un anno in cui perdureranno le difficoltà.

Cala il traffico a Duisburg
L’anno scorso è stato registrato il livello più basso di domanda di trasporto cargo aereo dell’ultimo decennio. Lo conferma la IATA – International Air Transport Association – secondo cui le Freight Tonne Kilometers (tonnellate di merci trasportate per la distanza in chilometri) sono scese del 3,3% rispetto al 2018 a fronte di una capacità della flotta cargo mondiale cresciuta del 2,1%. A frenare il settore la debole crescita degli scambi commerciali mondiali (+0,9%), il rallentamento del Pil nelle principali economie manifatturiere, la diminuzione della fiducia delle imprese e dei consumatori e del calo degli ordini di esportazioni. Anche in vista delle conseguenze del coronavirus l’associazione considera il 2020 un anno in cui perdureranno le difficoltà.

Prima stazione a GNL in Turchia
È stata inaugurata a Sapanca, sull’autostrada Instanbul-Ankara, la prima stazione di GNL per il trasporto stradale in Turchia. La struttura è stata realizzata dalla joint venture tra Shell & Turcas Petrol e punta soddisfare la domanda crescente di carburanti alternativi su una delle principali tratte internazionali del paese. Secondo le previsioni i veicoli a GNL sulla sponda turca del Mediterraneo raggiungeranno a breve il 10% del parco camion complessivo anche grazie ad un costo minore di importazione rispetto al diesel.