“Dai nostri associati pragmatismo ed investimenti, sono la ricetta per favorire la transizione ecologica del trasporto e rendere competitivo l’intero sistema produttivo-distributivo, sempre più inserito nelle dinamiche del commercio globale”.

UIR l’associazione delle infrastrutture logistiche terrestri di interesse nazionale lavora quotidianamente, insieme a tutti gli associati, per garantire la promozione e lo sviluppo dell’intermodalità nel trasporto e nella logistica. Il mix treno-camion è la principale leva strategica con cui poter assicurare un futuro migliore alle nuove generazioni, ma in generale tutti gli investimenti sono rivolti alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza e alla tutela ambientale nelle strutture, alla modernizzazione e digitalizzazione dei processi”.

Così ha affermato il Presidente dell’Unione Interporti Riuniti Matteo Gasparato, commentando alcuni dati, resi di recente di pubblico dominio, durante lo svolgimento dell’assemblea confederale.
“Da un’indagine dell’Ipsos è emerso che gli italiani hanno una visione generale più consapevole e positiva del settore della logistica, seppur permane un pregiudizio negativo sul trasporto, descritto con aggettivi come obsoleto e costoso. Senz’altro è una valutazione superficiale che i consumatori hanno di questo mondo, ma è comunque indicativo constatare che tutti sanno di cosa si parla, non fosse altro perché da utenti sono divenuti attori protagonisti nei nuovi modelli di consumo, caratterizzati da sistemi distributivi che portano i beni direttamente a domicilio. Ecco allora che tracciabilità, booking e tempi di transito sono ormai concetti con cui tutti hanno a che fare. 

Nessuno o pochissimi, invece, conoscono i primati della logistica nazionale, nonostante sia un comparto trainante per il Pil del paese, secondo solo a quello manifatturiero. Si fa fatica a credere che il nostro Paese primeggi su scala globale nella digitalizzazione dei processi tecnico - amministrativi, nel trasporto marittimo a corto raggio o per la qualità dei servizi complessivi in ambito aeroportuale. Tra i primati c’è anche quello di alcune infrastrutture interportuali che sono sui gradini più alti di una speciale classifica a livello continentale sugli inland terminal. E mentre in ambito comunitario ci sono Paesi che, condizionati da elementi strutturali, in una logica di sviluppo della diversione modale, vorrebbero emulare il nostro, il primo che in una logica di modernizzazione del sistema logistico nazionale ha creato un’armatura a rete ben distribuita sull’intero stivale, per garantire interoperabilità tra i vari modi di trasporto, c’è ancora chi pensa che l’intermodalità ferro-gomma serva solo ed unicamente per attraversare l’arco alpino.

Un’analisi basata unicamente sui flussi che non tiene in debito conto della morfologia, che caratterizza il nostro bel paese, dei vantaggi ambientali e sociali che possono scaturire da un riequilibrio di quel intermodal divide che il progetto ‘Connettere l’Italia’ aveva ben fotografato e si prefiggeva di mitigare. Una stagione politica, quella di cui faceva parte questo elaborato, in cui sono stati lanciati una serie di investimenti e contributi cha hanno avuto un effetto benefico sul settore innescando un’inversione del trend.
Il processo di modal shift, per consolidarsi, ha bisogno di continuità e l’attenzione verso il riequilibrio modale non deve cessare. Solo così l’intermodalità potrà contribuire significativamente alla riduzione delle emissioni di gas serra dovute al trasporto. Purtroppo, politicamente, siamo rimasti fermi al palo per troppi mesi.

Le iniziative intraprese dal nuovo ministro De Micheli hanno ridato un po’ di ottimismo all’intero comparto. Noi come associazione garantiremo il massimo supporto al dicastero ed in generale a tutti gli enti governativi, ma allo stesso rivendicheremo con maggiore fermezza la necessità di portare a compimento un processo di riforma, quello in materia di Interporti, che ha già subito troppi stop&go.   
È fondamentale che le Istituzioni comprendano il loro ruolo di volano e che di conseguenza mettano in campo interventi di sistema orientati alla revisione del quadro legislativo e alla promozione di incentivi e stimoli per gli operatori economici”.

                                                                                                                                         RedMar