AGOSTO 2019 PAG. 6 - NEWS DAL MONDO



WTO, non cresce l’indice degli scambi commerciali
Nei prossimi mesi non è prevista una crescita consistente degli scambi commerciali. È quanto emerge dall’ultima lettura del Goods Trade Barometer, l’indicatore di sviluppo del commercio mondiale della World Trade Organization il cui scopo è fornire informazioni in tempo reale sul trend degli scambi. Con un valore di 95,7 l’indice, sottolinea la WTO, è inferiore ai livelli del trimestre precedente. Composto da varie componenti l’indicatore registra una forte decrescita nel settore del trasporto aereo (91,4) e dei componenti elettronici (90,7) mentre mostrano segnali di debole ripresa gli ordini  per le esportazioni (97,5), la produzione e vendita di automobili (93,5) e le materie prime agricole (97,1), tutti comunque sotto il livello di riferimento fissato a 100. In buono stato di salute permane il trasporto marittimo containerizzato con un livello pari a 99.

Aggiornato l’indice di connettività marittima dell’UNCTAD
Nel 2019 la Cina si è confermata la prima nazione in termini di connettività marittima secondo il Liner Shipping Connectivity Index, strumento elaborato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) per determinare l’accesso delle nazioni alla rete mondiale di servizi di trasporto marittimo di linea. Seguono Singapore (108), Corea del Sud (105), Malaysia (94), USA (90), Hong Kong (89), Belgio (88), Olanda (88), Regno Unito (85) e Spagna (84). L’Italia si posiziona in 13sima posizione con un indice di 73, miglior risultato dall’istituzione dell’LSCI nel 2006. Nel presentare l’aggiornamento 2019 dell’indice, il responsabile Trade logistics dell’UNCTAD, Jan Hoffmann, ha sottolineato come “la posizione di una nazione nell’ambito nel network globale di trasporto marittimo containerizzato, quindi la sua connettività costituisce un importante fattore relativamente ai costi dei suoi scambi commerciali e alla sua competitività”. Quest’anno l’UNCTAD ha modificato le componenti misurate nella determinazione dello strumento aggiungendo alle cinque preesistenti – il numero di società che effettuano servizi di trasporto marittimo, il numero di tali servizi, il numero di navi che ogni mese fanno scalo nella nazione, la capacità di carico containerizzato complessiva impiegata, la dimensione della nave più grande – una sesta relativa alle nazioni che possono essere raggiunge direttamente senza ricorrere ad operazioni di transhipment. “Poter contare su un collegamento regolare diretto per via marittima ha in pratica dimostrato che ciò contribuisce a ridurre i costi degli scambi commerciali e ad aumentare i volumi degli scambi” ha spiegato Hoffmann. In un allegato la documento i funzionari dell’UNCTAD hanno elencato alcune linee di azione per determinare il miglioramento della connettività di un porto: sviluppare la connettività digitale dello scalo; migliorare i collegamenti locali, regionali e globali eliminando le restrizioni che caratterizzano sovente le attività di cabotaggio; garantire la concorrenza; modernizzare i porti, anche attraverso la collaborazione pubblico-privato; ampliare il loro raggio d’azione nell’hinterland; promuovere la sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Koper rafforza il segmento auto
Un nuovo garage per lo stoccaggio di auto per il porto di Koper. L’Ap dello scalo sloveno ha aggiudicato l’appalto per la costruzione di un’infrastruttura in grado di ospitare 6mila veicoli. L’intervento porterà la capacità di traffico annua a 162 mila mezzi. L’anno scorso Koper ha movimentato complessivamente 754mila auto (+1,8% sul 2017), di cui 326mila in importazione (+7,8%) e 428mila in esportazione (-2,4%).

11 navi da 23mila Teu per Evergreen
La compagnia di navigazione Evergreen punterà in modo deciso sulle unità portacontainer da 23mila Teu. Il consiglio di amministrazione della societa taiwanese ha deliberato di acquistare e noleggiare sino a 11 unità di questa capacità. In particolare, è stata approvata l’acquisizione di 5-6 navi di nuova costruzione per un investimento previsto di 725 - 960 milioni di dollari ed è stato approvato inoltre il noleggio da parte della controllata Evergreen Marine (Hong Kong) di altre 4-5 portacontainer per un investimento previsto di 599 - 800 milioni di dollari. Ad oggi la flotta del gruppo conta oltre 200 navi, di cui più della metà di proprietà, per una capacità di carico containerizzato complessiva pari a quasi 1,3 milioni di Teu. Inoltre sono in corso ordini per ulteriori 61 unità che porteranno la capacità della flotta a circa 1,9 milioni di teu.

Accordo da 1,2 miliardi di dollari per porto container in Indonesia
Due accordi preliminari tra il gruppo terminalista DP World di Dubai e l’indonesiano Maspion Group prevedono di invewstire 1,2 miliardi di dollari per la costruzione di un porto container e di un parco logistico industriale a Gresik, nella provincia di East Java. Il progetto prevede la realizzazione del Maspion International Container Port, che avrà una capacità di traffico containerizzato annua pari a tre milioni di Teu, e un parco industriale e logistico di 360 ettari. Secondo le previsioni, il progetto sarà avviato entro la fine di quest’anno e le attività del nuovo hub saranno inaugurate a metà 2022.

Investimenti nei terminal container in Portogallo
I porti di Lisbona e Sines hanno annunciato ingenti investimenti nel settore della movimentazione container. PSA Sines, filiale del gruppo di Singapore, ha ottenuto dal governo lusitano l’autorizzazione all’ampliamento del Terminal XXI nell’omonimo scalo. L’intervento per un investimento pari a 547 milioni di euro pervede l’allargamento l’allungamento dell’attuale banchina a 946 metri a 1.750 metri e l’ampliamento dell’area di stoccaggio da 42 a 60 ettari. Il progetto sarà completato con l’installazione di nove gru super post-Panamax e l’acquisto di 30 mezzi di piazzale con l’obiettivo di portare la capacità di traffico annua da 2,3 a 4,1 milioni di Teu. Accordo anche tra l’Ap di Lisbona e il terminalista Liscont (Gruppo Yilport) per il prolungamento sino al 2038 della concessione relativa al Terminal de Contentores de Alcântara e ulteriori investimenti a 122 milioni di euro, di cui 93,5 milioni per l’acquisizione di attrezzature, 26,5 milioni per la realizzazione di infrastrutture e due milioni per infrastrutture tecnologiche. Una parte degli investimenti, pari a 44,1 milioni, sarà realizzata già nel 2020 e nel 2021.

Nuovo servizio settimanale India-Nord Europa dal prossimo ottobre
Il prossimo 26 ottobre le compagnie di navigazione COSCO Shipping Lines, Hapag-Lloyd, Ocean Network Express (ONE), Orient Overseas Container Line (OOCL) e Yang Ming inaugureranno un nuovo servizio marittimo  settimanale tra l’India e il Nord Europa che nel Mediterraneo toccherà gli scali portuali hub del Pireo e di Damietta. Sulla rotta saranno impiegate nove portacontainer da 6.500 teu. La rotazione del servizio toccherà i porti di Vizag, Krishnapatnam, Chennai, Tuticorin, Colombo, Cochin, Damietta, Pireo, Rotterdam, London Gateway, Amburgo, Anversa, Le Havre, Damietta, Jeddah, Colombo, Vizag.

Dalla Germania la proposta ai limiti dimensionali delle portacontainer
Arriva da Amburgo la proposta di introdurre a livello europeo misure antitrust contro il gigantismo navale. Ad avanzarla la Unternehmensverband Hafen Hamburg e.V. (UVHH), associazione degli operatori del settore container dello scalo tedesco che puntano a coinvolgere nell’iniziativa altre realtà portuali. “Navi più grandi – ha spiegato il presidente dell’associazione Gunther Bonz, alla guida anche di Feport, la federazione dei terminal operator privati europei – richiedono ulteriori ingenti investimenti nelle infrastrutture dei porti”. Investimenti che sono principalmente a carico dei contribuenti. Per UVHH, in particolare, bisognerebbe “congelare” l’attuale limite dimensionale delle portacontainer, agganciandolo alle unità da 23mila Teu (circa 400 metri di lunghezza per 60 di larghezza e pescaggio a -16,5 metri). Ricordando come negli USA esistano già limiti alla capacità di carico la proposta di Bonz fa leva sulla necessità da parte delle alleanze di ottenere il via libera ad operare dalle autorità per la concorrenza di Stati Uniti, Cina e Ue. L’autorizzazione europea (in scadenza il prossimo marzo) potrebbe così essere legata all’impegno a rispettare determinati limiti diemnsionali e di capacità delle navi.


Maersk, nuovo servizio combinato tra Vostochniy e San Pietroburgo
Maersk Line ha attivato un servizio combinato per il trasporto di carichi containerizzati (dry e reefer) dal porto di Vostochniy, nell’Estremo Oriente russo, al porto di San Pietroburgo. Con un transit time di 9 giorni la nuova direttrice punta a valorizzare il ruolo dei due scali come collettori e distributori di merci provenienti e destinate rispettivamente a diverse località asiatiche e ai porti dell’Europa continentale. Per Zsolt Katona, managing director per l’Europa Orientale di Maersk, AE19 (questo il nome del servizio) integra il portafoglio della compagnia “offrendo  una soluzione con tempi di transito molto interessanti per clienti con carichi sensibili al fattore tempo, pur rimanendo competitiva in termini di costi”. Maersk ha sottolineato che sulla tratta da Busan a Danzica il transit time del nuovo servizio è di 18 giorni, ovvero due volte più veloce rispetto ai servizi di trasporto marittimo che collegano le due località

Terminal intermodale a Ghent in previsione della Brexit
Un nuovo terminal intermodale nell’area di Kluizendok del porto di Ghent sarà realizzato dal gruppo logistico turco Ekol Logistics e la società belga di groupage Transuniverse Forwarding. L’hub, in previsione del flusso di traffico che si prevede in crescita dopo la Brexit,  si svilupperà su 40 ettari, di cui dieci riservati ad una piattaforma intermodale, 20 ad un terminal ferroviario e dieci ettari ad un terminal ro-ro. Attualmente Transuniverse Forwarding movimenta circa 100 camion e container intermodali alla settimana attraverso Ghent e con la nuova infrastruttura prevede di raddoppiare questo volume di traffico entro cinque anni. Da parte sua la turca Ekol Logistics prevede di realizzare 20 treni alla settimana. La gestione del terminal ro-ro sarà affidata a terzi e che a tal proposito sono già in corso trattative.