AGOSTO 2019 PAG. 18 - Formazione, valore aggiunto per lo shipping italiano



Ribaltare il tradizionale ordine dei fattori organizzando l’attività di formazione come servizio mirato alle compagnie piuttosto che al singolo marittimo. “Il valore del capitale umano rappresenta un asset strategico per il mondo dello shipping, allo stesso modo delle navi. Investire sulle competenza dei propri equipaggi non è un mero costo ma una scelta di valorizzazione su un mercato sempre più competitivo e alle prese con i cambiamenti strutturali imposti ai modelli di business dall’irrompre delle nuove tecnologie e dall’emergere di paradigmi inediti in tema di responsabilità sociale e ambientale”.

Fabrizio Monticelli, CEO di IMAT sintetizza in questi termini la rivoluzione copernicana impressa al settore dalla società con sede operativa a Pinetamare (Castel Volturno). Punto di riferimento a livello nazionale – oltre 15mila i marittimi formati ogni anno – e centro d’eccellenza europeo, una cinquantina le compagnie contrattualizzate: dietro il successo di IMAT c’è innazitutto una visione. Fatta di investimenti ingenti, competenza tecnica e manageriale e della capacità di immaginarsi, in un contesto non sempre facile, come motore di sviluppo territoriale.

Quando comincia la svolta di IMAT?   
Nel 2013 acquisiamo il Grand Hotel Pinetamare. Una struttura da 165 stanze, dotata di grandi spazi esterni che sottoponiamo a una radicale ristrutturazione. Ricaviamo così la quarantina di aule che mano a mano ospitano il sistema integrato dei nostri simulatori dotandoci di tutto ciò che serve per l’attività di addestramento dei marittimi, compresi, ovviamente, tutti i servizi di vitto e alloggio per i nostri ospiti. Una scommessa che si è subito rivelata vincente innescando una positiva evoluzione anche per l’area urbana circostante. Intorno ad IMAT hanno cominciato a svilupparsi fin da subito una serie di attività a supporto della piccola comunità che anima quotidianamente e per tutto l’anno il nostro centro.

Quali sono gli ingredienti alla base della vostra ricetta vincente?  
Abbiamo puntato a ribaltare l’impostazione seguita fino ad allora nel settore della formazione marittima. Il certificato conseguito e curato, per quanto atteneva al suo implementamento, dal singolo marittimo aveva portato ad una crisi di vocazione dell’attività formativa. L’unico discrimine, in molti casi, era rappresentato dall’ottenimento del certificato col minimo sforzo e a costi il più bassi possibili. Poi è arrivato l’incidente della Concordia che ha rappresentato una sorta di spartiacque. È emersa la consapevolezza della non sostenibilità del sistema. A quel punto abbiamo rafforzato la nostra strategia intesa a coinvolgere nel processo le compagnie marittime. Abbiamo puntato sulla valorizzazione del capitale umano in un ciclo continuo di perfezionamento delle competenze e delle attitudini che continua incessantemente.

Su quali aspetti puntate maggiormente? 
Riuscire a contrattualizzare grandi companie ci ha permesso di sviluppare un discorso più articolato con la nostra controparte alimentando un work in progress che sta coinvolgendo mano mano anche le autorità. L’obiettivo è la creazione di un sistema circolare che si autoalimenta delle necessità e delle esigenze proponendo soluzioni operative. Oltre alla parte obbligatoria, che fisiologicamente risente dei ritmi con cui avviene l’armonizzazione degli standard normativi imposti a livello internazionale, la nostra offerta guarda allo sviluppo di un secondo livello formativo più orinetato alla qualità.

Come si articola questa parte della vostra attività?
L’accelerazione tecnologica, l’introduzione di nuove normative, le questioni ambientali, di security e di safety, mettono le compagnie davanti alla necessità di poter contare su equipaggi costantemente aggiornati. Il portfolio di competenze che mettiamo a disposizione contempla i processi di company profile, vessel profile e function profile. Questo significa innazitutto investire in tecnologie e competenze tecniche. Non a caso, IMAT può contare su alcuni dei simulatori più avanzati a livello europeo oltre a uno staff che su 120 dipendenti conta una cinquantina di istruttori. In più abbiamo un project office composto da sei persone, tra ingegnieri e specializzati in scienze della navigazione, che lavorano sugli aspetti mandatory, per essere sempre più aggiornati sotto l’aspetto della didattica e per la parte voluntary che va sempre più configurandosi come core business.

Quali sono i vantaggi offerti alle compagnie?    
Un equipaggio formato e aggiornato rappresenta un vero e proprio plus in termini di valore sostanziale. Si pensi solamente agli aspetti legati alle attività assicurative o alle valutazioni sull’affidabilità di una compagnie. Spesso si sottovaluta che lo shipping non è solo un’attività capital intensive ma anche labour intensive.

Come sta cambiando il mondo dei marittimi alla luce di questo scenario?
Le navi diventano sempre più complesse. In un sistema di gestione delle responsabilità in cui ogni soggetto della catena dipende dall’altro alcuni fattori come la sicurezza diventano strategici. Il personale è chiamato a valutare secondo logiche che cambiano repentinamente. Il mondo sta mutando a grandissima velocità e insieme alle questioni tecniche comincia ad affacciarsi anche un tema transgenerazionale. Le compagnie preferiscono personale disposto a sottoporsi ad una formazione continua, lunga tutto il periodo della carriera lavorativa. Un atteggiamento che mette ad esempio in crisi i lavoratori più anziani che non sono disposti “a tornare sui libri”. Ma apre per gli stessi disposti ad abbracciare i nuovi paradigmi nuove opportunità perché nel loro portfolio possono mettere insieme capacità continuativa di certificare le competenze ma anche un valore senza prezzo come l’esperienza.
Giovanni Grande


Fondata nel 2005 dalla Scinicariello Ship Management, società del Gruppo CA.FI.MA. IMAT è accreditata da Maricogecap per tutti i corsi STCW; dal Ministero della Salute in convenzione con l’AOR Cardarelli, per i corsi Medical Care e First Aid (in via di sviluppo una collaborazione per la creazione di test psicometrici per i marittimi); dal MISE per i corsi GMDSS; dalla Regione Campania come Ente di formazione. Convenzionata con più di 70 tra Enti e ITS tra i quali l’Accademia della Marina Mercantile di Genova, Caboto di Gaeta, e numerosi ITLN che svolgono i programmi di Alternanza Scuola/lavoro, IMAT detiene la più avanzata Area antincendio a livello europeo di tipo “green flag” (emissioni zero in tutti i suoi processi) e la prima piattaforma per la gestione dei mezzi di salvataggio (MAMS e MABEV). Stulteriormente investendo in infrastrutture con il recente acquisto, sempre nel comprensorio del Comune di Castelvolurno,  di un terreno di 86mila metri quadri di cui  20mila sono rappresentanti da un lago.