MAGGIO 2018 PAG 20 - NAV 2018, sinergia tra mondo accademico e industria



Torna a Trieste dopo trenta anni NAV, la conferenza triennale sulla ricerca navale organizzata da Atena. Giunta alla XIX edizione la manifestazione presenta una serie di novità rispetto agli anni passati, puntando ad una maggiore impronta internazionale e a favorire la collaborazione a livello di sistema paese dal punto di vista industriale e scientifico, attraverso un inedito Comitato d’Onore composto da importanti personalità del settore (tra questi il presidente della locale AdSP, il Capo di Stato Maggiore della Marina, presidenti e AD delle principali realtà produttive locali e nazionali del cluster marittimo) che fungeranno da ambasciatori durante la tre giorni di lavori (20-22 luglio).
Frutto di un lavoro preparatorio durato due anni, NAV 2018 vedrà per la prima volta la collaborazione contemporanea delle Università Navali di Genova, Napoli e Trieste che hanno vagliato i temi che alimenteranno un ricco programma composto da 125 contributi scientifici, distribuiti su 20 sessioni parallele, 6 workshop, programmi alternativi per coinvolgere la cittadinanza.

“Abbiamo ottenuto dal punto di vista della partecipazione scientifica un grande riscontro,” sottolinea il Prof. Vittorio Bucci dell’Università di Trieste e segretario della conferenza. “Il programma degli interventi trae origine dagli oltre 180 abstract che abbiamo ricevuto per una platea di autori che provengono da 18 paesi diversi. L’obiettivo finale è raggiungere una media di circa 250 partecipanti qualificati a giornata. Allo stesso tempo ci siamo sforzati, anche grazie alla fattiva collaborazione di Regione e Comune, per avvicinare la gente comune ad un settore tanto importante per l’economia della città e di tutta l’Italia, quanto poco conosciuto”.

A questo proposito fin da gennaio sono partiti una serie di appuntamenti di divulgazione che hanno coinvolto le scuole e la cittadinanza. “Una ventina di incontri, dalle scuole elementari agli istituti tecnici che culmineranno il giorno 21 in una gimcana acquatica all’interno di una piscina montata a Piazza Borsa che vedrà protagonisti una serie di piccoli robot acquatici”. A cadenza settimanale, presso il Comune, sono state organizzate anche conferenze dove, con un linguaggio semplificato, i ricercatori che parteciperanno al NAV hanno spiegato alcuni dei temi portanti della manifestazione. “Iniziativa che replicheremo durante la tre giorni di lavori ospitando in una tensostruttura, con traduzione simultanea annessa, i relatori internazionali”.

Completa la gamma delle problematiche e dei temi affrontati dalle 14 track individuate dal Comitato scientifico. “Da aspetti tradizionali come la costruzione navale nei segmenti commerciali, turistici e militari – spiega il presidente del Comitato, Prof. Alberto Marinò – all’idrodinamica, dalla stabilità e manovrabilità delle strutture alle nuove tecnologie. Con un particolare interesse per temi caldi come l’ambiente, i nuovi carburanti e la cyber security”.

Struttura nuova anche per i workshop pensati non più come presentazione commerciale ma come vere e proprie discussioni sullo stato dell’arte del settore. “Tra questi – continua Marinò – uno sarà dedicato al gas naturale liquefatto che rappresenta il futuro a breve della navigazione, almeno nel periodo della transizione a fonti di energia rinnovabile”. Una sezione in cui saranno sviscerati tutti gli elementi che da qui a pochissimo dovranno affrontare le flotte mondiali: le nuove normative ambientali sui combustibili marini, l’uso di motorizzazioni duel fuel, le difficoltà tecniche da risolvere in termini di spazio a bordo per la propulsione di grandi unità e per la gestione delle infrastrutture di rifornimento. “Una delle sperimentazioni più interessanti in questo campo riguarda il CNL – Compressed Natural Gas in cui lo stoccaggio avviene tramite l’applicazioni di pressioni fino a 300 atmosfere: un livello enorme che presuppone un’ulteriore sviluppo tecnologico per evitare l’eccessivo peso delle strutture di contenimento”. Ma il futuro sarà appannaggio dell’idrogeno, assicura Marinò. “Per quanto pulito il gas non assicura la decarbonizzazione dell’economia. La nuova frontiera, di cui pure discuteremo, è costituita dalla celle a idrogeno. Anche in questo caso il problema da risolvere riguarderà la grandezza e le potenze che sono necessarie per far muovere le navi”.

Che cosa ci si aspetta più da questo NAV 2018? “Una sinergia tra mondo accademico, centri di ricerca e industria,” rivela Bucci. “Lo scopo di tutte le novità apportate alla conferenza è infatti quella di favorire per quanto possibile il contatto tra realtà che pur chiamate a collaborare tra loro operano e guardano ai problemi in maniera differente. Essenziale anche la capacità di puntare un riflettore su quanto la ricerca navale possa rendere benefici all’economia del paese”. Una potenzialità che si scontra con la scarsa attenzione rivolta al mondo universitario. “Anche il nostro  settore – conclude Marinò – soffre il male comune a molte attività di formazione: mancano le risorse e la burocrazie soffoca anche quel poco che si potrebbe fare. Eppure, basti pensare solo alla vocazione industriale marittima di Trieste, si potrebbe fare molto di più per supportare ulteriormente un indotto già di altissimo livello”.   
  Giovanni Grande