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MAGGIO 2022 PAG. 44 - NEWS OBOR

 


Cresce l’interscambio Italia - Cina

Nel 2021, complessivamente, l’interscambio tra Italia e Cina è stato di 54 miliardi di euro. In crescita del 20,1 per cento sul 2020 e del 21,4 sul 2019. Più in particolare, l’Italia ha esportato merci del valore di 15,5 miliardi a fronte di importazioni di prodotti cinesi del valore di 38,5 miliardi. Pur avendo settori strategici come la moda, che esporta dal 30 al 60 per cento delle sue produzioni, l’Italia acquista dalla Cina tantissimi prodotti: dagli alberi di Natale ai giocattoli, dai fiori finti al tessile. Sono i numeri emersi da un incontro tra Mario Boselli, presidente dell’Istituto Italo Cinese “Vittorino Colombo”, e l’ambasciatore cinese in Italia, Li Junhua. Le relazioni economiche con Pechino non risultano particolarmente indebolite dalle recenti tensioni geopolitiche e neppure dalle difficoltà generate dall’emergenza Covid. Ma è ancora la Cina a fare la parte de leone. “Secondo le Dogane cinesi – precisa ancora Boselli – nel primo trimestre 2022 l’interscambio tra i due Paesi è cresciuto del 17 per cento rispetto all’anno prima: le importazioni di merci cinesi hanno registrato un +38 per cento, mentre le nostre esportazioni hanno fatto registrare una crescita negativa pari a un -8 per cento”. “Anche se la bilancia commerciale è a vantaggio dei cinesi – continua Boselli – un’economia in crescita è una grande opportunità anche per l’Italia e per la Lombardia in particolare, visto che qui si trovano l’epicentro dei distretti tessili e il quartier generale di molti marchi della moda. Business ma anche cultura”.


La BRI fa bene al commercio estero cinese

I legami economici e commerciali della Cina con i Paesi della Belt and Road si sono rafforzati in modo significativo negli ultimi dieci anni. È quanto dichiarato in una recente conferenza stampa dal vice ministro del Commercio cinese Sheng Qiuping. Sheng ha spiegato che dal 2013 al 2021, il volume annuale degli scambi commerciali tra la Cina e i Paesi lungo la Belt and Road è passato da 1.040 miliardi di dollari a 1.800 miliardi di dollari, con un aumento del 73%. Durante questo periodo gli investimenti diretti della Cina nei Paesi partner della strategia sono stati pari a 161,3 miliardi di dollari, mentre 32.000 imprese provenienti da questi Paesi si sono stabilite in Cina, con un investimento complessivo di 71,2 miliardi di dollari. Pechino ha sottoscritto nuovi contratti per un valore di circa 1.080 miliardi di dollari con i Paesi lungo la Belt and Road per progetti ingegneristici nel campo dei trasporti, dell’elettricità e in altri settori. Wang Lingjun, vice capo della General Administration of Customs, ha precisato che nei primi quattro mesi del 2022, le importazioni e le esportazioni della Cina con i Paesi lungo la Belt and Road sono aumentate del 15,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 3.970 miliardi di yuan (circa 588 miliardi di dollari), 7,5 punti percentuali in più rispetto alla crescita complessiva del commercio estero cinese. A beneficiare nel complesso di questo successo il commercio estero cinese che si è notevolmente espanso nell’ultimo decennio. Secondo la General Administration of Customs, infatti, il totale delle importazioni e delle esportazioni di beni nel periodo 2012- 21 è passato dai 24.400 miliardi di yuan (circa 3.600 miliardi di dollari) nel 2012 a 39.100 miliardi di yuan nel 2021. A partire dal 2017 la Cina è rimasta per cinque anni consecutivi il primo Paese a livello internazionale in termini di commercio di beni. 


Logistica in contrazione, Pechino interviene

Il settore logistico cinese ha registrato una crescita costante nei primi quattro mesi del 2022 secondo un rapporto di settore pubblicato dalla China Federation of Logistics and Purchasing. Stando al documento, il settore è aumentato del 3,6% su base annua nei primi quattro mesi, raggiungendo i 106.200 miliardi di yuan (circa 15.950 miliardi di dollari). Su base mensile, il tasso di crescita si è però ridotto del 3% ad aprile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a causa della nuova ondata di casi di Covid-19. Ai risultati positivi legati al comparto agricolo ed energia fanno da contraltare la contrazione nella produzione industriale, del volume logistico totale del 2,9% su base annua, la prima contrazione rilevata da marzo 2020. Nei primi quattro mesi del 2022, le vendite al dettaglio di beni online sono aumentate del 5,2% rispetto all’anno precedente mentre il volume d’affari del settore dei corrieri è cresciuto del 4,2% rispetto all’anno precedente. È anche sullo scorso di questi dati contrastanti che Pechino ha stilato una serie di misure volte a stabilizzare e migliorare il commercio estero, nel tentativo di mantenere stabili l’economia e le catene industriali e di approvvigionamento. Secondo linee guida pubblicate dal Consiglio di Stato saranno potenziati i servizi per le imprese chiave del commercio estero e saranno messe in atto misure al fine di assicurare una logistica senza intoppi per le merci destinate al commercio estero. Stando alle indicazioni ufficiali, verranno rafforzate le misure fiscali e finanziarie alle imprese di questo settore, sostenendo allo stesso tempo anche l’e-commerce transfrontaliero. Nelle linee guida viene inoltre sottolineato che gli eventi promozionali online dovrebbero essere ottimizzati per supportare le imprese nell’accrescere il volume delle transazioni commerciali con l’estero. Verrà infine promossa una nuova serie di zone dimostrative con l’obiettivo di incentivare le importazioni.

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