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MAGGIO 2022 PAG. 38 - Fedespedi celebra 75 anni per un mondo che cambia

 


“Ispirati a un mondo che Cambia” è più del titolo dell’Assemblea Pubblica con cui Fedespedi ha celebrato i suoi 75 anni di attività a Venezia. Piuttosto, si tratta della filosofia stessa con cui la categoria degli spedizionieri ha pensato sé stessa e, soprattutto, penserà nel futuro.  

“Abbiamo rimandato e aspettato un anno per celebrare, in presenza, il nostro 75esimo anno di attività. Questi ultimi anni hanno visto tutti, individui, aziende, sistemi di rappresentanza e istituzioni confrontarsi con condizioni nuove, impreviste, eccezionali,” ha confermato nel corso dei lavori il presidente Silvia Moretto. “Il 75mo di Fedespedi diviene occasione, dopo due anni di distanziamento, per riunirci e, ancora una volta, guardare insieme allo scenario internazionale in cui operiamo e trovare spunti per rilanciare l’attività e costruire una risposta alle sfide sociali, economiche, ambientali che abbiamo di fronte. Le imprese di spedizioni hanno mostrato ancora una volta che sono capaci di ragionare e reagire al mondo che cambia con resilienza e coraggio, fattori e caratteristiche identitarie di questa categoria e che ne tracciano perfettamente intenti e valori”. 

Fedespedi – è stato ricordato – è l’unica organizzazione che in Italia rappresenta e tutela gli interessi delle imprese di spedizioni internazionali. Il settore rappresentato genera oltre 15 miliardi di fatturato annuo, con il contributo di 50.000 addetti, e sostiene la crescita della categoria, da valore al Made in Italy e promuove la visione di un mondo interconnesso, digitale, sicuro e sostenibile. Aderisce a Confetra fin dalla sua fondazione, nel 1946, e oggi ne fa parte quale più importante e rappresentativa Federazione di settore.

L’evento è stato suddiviso in due panel di approfondimento. Il primo incentrato su “Shipping: tra efficienza dei servizi e norme europee”, sul mercato del trasporto marittimo; il secondo, “Sfide e opportunità del cambiamento: digitalizzazione, sostenibilità e nuove competenze”, nel quale l’attenzione è stata sul ruolo centrale costituito dalle partnership della Federazione in ambito pubblico e privato.  

“Accanto a investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali abbiamo bisogno di rendere più fluido tutto il sistema e abbiamo anche bisogno di operatori forti in grado di fronteggiare la competizione internazionale ma anche di caratterizzarsi per una cooperazione che metta insieme trasporti a lunga gittata, di ultimo miglio, viste anche le caratteristiche del nostro Paese,” è intervenuto il ministro Enrico Giovannini (MIMS).  

“Sostenibilità delle infrastrutture, intermodalità, digitalizzazione e semplificazione sono i driver strategici che indirizzano gli investimenti del Next Generation EU,” ha evidenziato la vice ministro Teresa Bellanova. “Raggiungere l’obiettivo significa affermare in modo determinante la necessità di un approccio condiviso, di ‘insieme’, tra tutti gli stakeholders, istituzionali e privati, con una grande attenzione alle nuove generazioni e alle donne. Perché accada, è centrale la condizione dell’affidabilità del sistema, come insieme di regole certe e stabili nel tempo per garantire agli operatori e al contempo l’impiego di capitali pubblici e privati in un segmento caratterizzato da tempi lunghi per il ritorno degli investimenti. In questo sistema è determinante il vostro ruolo, il ruolo di Fedespedi, Confetra e delle loro associazioni diffuse su tutto il territorio. Ed è determinante tenere insieme capacità di visione e di programmazione”.  

Le conclusioni della giornata sono state affidate a Guido Nicolini, il Presidente di CONFETRA: “Una storia quella di Fedespedi fatta di importanti riconoscimenti e risultati concreti a beneficio delle aziende associate del settore da ascrivere anche ad una collaborazione, quella tra Confetra e Fedespedi, leale, intensa, genuina, dove ognuno ha messo a disposizione dell’altro le proprie competenze, le proprie funzioni, le proprie idee: questo è il patrimonio più importante da consegnare a chi verrà dopo di noi. Non c’è dubbio che questo modo di lavorare abbia accresciuto incredibilmente l’autorevolezza dell’intero nostro Sistema associativo agli occhi dei decisori pubblici.”


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