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MAGGIO 2022 PAG. 22 - La logistica energetica e le sfide della sostenibilità

 



Con una deroga al comma 61.4 della delibera 27/2019/R/gas, che prevedeva un vincolo di carico del biometano da un singolo impianto di produzione di biometano, ARERA – l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – fa un passo avanti verso la razionalizzazione e l’ottimizzazione degli impianti energetici di micro-liquefazione presenti sul territorio. La modifica, fortemente voluta da Assocostieri, che aveva rilevato come tale vincolo precludesse la connessione di più impianti di produzione di biometano ad un unico impianto di liquefazione, è arrivata in prossimità del Convegno “La logistica energetica e le sfide della sostenibilità” tenuto a Villa Diamante (Napoli) nell’ambito dell’Assemblea Annuale dell’Associazione: appuntamento nel corso del quale si è discusso di transizione energetica e sviluppo socio-economico del Paese, dando un ulteriore impulso in termini di spunti e discussione al vivace dialogo avviato nell’ultimo periodo per garantire l’efficientamento della filiera di distribuzione energetica nazionale.    

Nel corso dell’evento Nomisma Energia ha presentato lo studio, realizzato per Assocostieri, “Transizione Energetica, scenari e impatto sulle infrastrutture costiere di logistica energetica” da cui emerge come al 2030 il gasolio rimarrà il carburante preponderante (poco meno del 60%), seguito dalla benzina (oltre il 30%) e poi dall’elettricità (8% circa). Secondo le stime presentate da Davide Tabarelli e Alessandro Bianchi, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Nomisma Energia, entro il 2025-2030, però, oltre 11 milioni di capacità di raffinazione rischia la chiusura definitiva, a fronte soprattutto della concorrenza estera. Il dimensionamento attuale dei depositi, in prospettiva, non è assolutamente sovrabbondante ma piuttosto, carente per alcuni prodotti, questo potrà giustificare la trasformazione di poli raffinativi in poli logistici.

Dopo l’introduzione del Presidente di Assocostieri, Diamante Menale, che ha messo in evidenza come “i depositi costieri di oli minerali, in particolare di prodotti petroliferi, sono lo snodo imprescindibile per assicurare la diversificazione degli approvvigionamenti e la concorrenzialità del mercato” la giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente De Luca che ha posto l’accento sul rischio connesso alla eventuale mancanza di forniture energetiche dalla Russia. Secondo il Presidente De Luca, l’Italia non sarebbe in grado di raggiungere l’autonomia energetica prima di tre anni e a costi molto elevati. La parte istituzionale è proseguita con l’intervento di Gaetano Manfredi, Sindaco metropolitano di Napoli, che ha sottolineato come il quadrante est della città possa rappresentare una sorta di modello di sviluppo del territorio a livello nazionale, in termini di una concreta armonizzazione fra nuova vocazione industriale e qualità della vita dei cittadini residenti. 

Dario Stefàno, Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato ha anticipato la conclusione dei lavori affermando che l’Italia debba perseguire l’autonomia energetica all’interno del contesto europeo. “È necessario arrivare alle politiche energetiche europee e, in tale ottica, il ruolo della logistica, soprattutto nel Sud, è decisivo, in questo delicato contesto internazionale. Così come è di fondamentale importanza superare la logica ideologica, che ha spesso frenato lo sviluppo socio-economico del Paese, attraverso una visione dello Stato più forte”. 

Nella prima tavola rotonda, Paolo Arrigoni, Commissione ambiente del Senato; Fabio Bonavita, Amministratore Delegato di San Marco Petroli; Fabrizio Mattana, Executive Vice President Gas Assets di Edison e Dario Soria, Direttore Generale Assocostieri, hanno parlato del ruolo delle infrastrutture energetiche nel Fit for 55 e delle nuove politiche energetiche europee. Dal confornto è emerso che la crisi politica internazionale ha portato ad un ribilanciamento dei driver che orienteranno la transizione energetica ed ecologica. La sostenibilità resta certamente centrale ma è altrettanto importante tenere in debito conto la sicurezza e la competitività. “La sostenibilità – ha affermato il Senatore Arrigoni – deve poter essere anche economica e sociale. Il gas sarà necessario oltre il 2050, dobbiamo andare assolutamente verso il mix energetico allargato, dentro il quale è necessario prevedere anche il nucleare”. 

Nel secondo momento di dialogo tra istituzioni e imprese sono emerse, in particolare, due importanti notizie. La prima relativamente al finanziamento del fondo complementare PNRR per i porti, per i depositi di stoccaggio Gnl e bunkerine; la seconda con riferimento al decreto biometano, ormai in dirittura di arrivo.

OLT, inoltre, ha confermato l’avvio del servizio di Small Scale LNG nei prossimi mesi, così come l’aumento della capacità di rigassificazione, stimata attorno ad un miliardo di metri cubi in più rispetto all’attuale.  

Al termine della Conferenza, si è tenuto l’incontro di approfondimento “Le prospettive delle Comunità Energetiche nelle aree portuali”, riservato ai membri di IFEC, l’Italian Forum of Energy Communities di cui Assocostieri è technical partner. L’iniziativa è stata l’occasione per approfondire i principali punti di attenzione sulle prospettive delle Comunità Energetiche come strumento chiave verso la decarbonizzazione dei consumi energetici portuali.

Dal dibattito è emerso come le CER possono costituire uno strumento per ridurre il costo dell’energia per il comparto industriale, compreso le AdSP: la condivisione di energia rinnovabile permetterebbe infatti di ridurre il peso delle bollette, valorizzare l’energia prodotta da fonti rinnovabili, generare entrate dalla vendita di energia e ridurre il carbon footprint. 

Altri punti sostanziali sul tema portualità - CER: la possibilità di combinare l’“investimento 1.1” del PNRR (interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti – Green Ports) con l’autoconsumo collettivo ed in particolare la CER, potrebbe accelerare il processo di transizione energetica contribuendo al miglioramento della situazione ambientale dei porti e delle città portuali: “occorre definire quale ruolo di governance può assumere l’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) per coniugare i temi Green Ports e CER”; con l’estensione del perimetro di condivisione d’energia alla cabina primaria, si abilitano nuove opportunità per lo sviluppo di CER tra le aree portuali e le zone limitrofe, creando sinergie fra porti, interporti e tessuto urbano (residenziale ed industriale). “La complementarietà dei profili di produzione e consumo dell’energia tra i membri di una CER in aree portuali, potrebbe facilitare la diffusione di impianti FER contribuendo all’incremento del tasso di rinnovabili nel mix energetico nazionale accelerando la transizione energetica”; la legge 3 agosto 2017 n. 123, che prevede per le Zone Economiche Speciali (ZES) una spinta alla semplificazione amministrativa oltre che una fiscalità di vantaggio, unita alla normativa RED II, potrebbe portare a considerare i porti come un laboratorio per erogare nuovi servizi ai cittadini fornendo benefici economici, ambientali e sociali alla comunità; le CER possono avere un elevato potenziale di sviluppo in contesti energivori come quelli dei porti producendo e condividendo energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili. “L’innalzamento del limite del singolo impianto FER previsto dal Dlgs. 199/2021 pari a 1 MW rappresenta un volano per lo sviluppo delle CER sui territori; tuttavia anche tale soglia viene ritenuta insufficiente per rispondere alla significativa domanda di energia delle attività portuali”; il modello di Porto Hub che si sta diffondendo a livello globale abilita nuove opportunità per produrre energia sia da impianti FER che dai rifiuti, oltre che da biocombustibili: tale modello permette all’Autorità di Sistema Portuale di essere un soggetto abilitatore. Allo stato attuale nessun porto ha elaborato una dettagliata strategia energetica sul medio-lungo termine, benché alcune realtà portuali stiano costruendo un percorso d’integrazione di sistema per supportare la transizione; in ottica di transizione energetica, nel medio-termine mostrano buone potenzialità le soluzioni di refitting navale utilizzando il GNL e l’elettrificazione delle banchine: inoltre, gli interventi in efficienza energetica per ridurre i consumi energetici e la produzione di energia da impianti FER sfruttando le varie fonti rinnovabili disponibili, tra cui anche il moto ondoso, potrebbero essere gli strumenti per accelerare il percorso di transizione; per disegnare l’assetto futuro della gestione energetica dei porti occorrerà valutare le diverse peculiarità delle differenti realtà portuali sul territorio, ed aumentare la capacità di gestione dei loro asset infrastrutturali.

Cosimo Brudetti

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