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APRILE 2022 PAG. 38 - Da Genova a Padova con il nuovo Fast Corridor

 



È il primo del genere nel nord-est e collega il porto di Genova con l’Interporto di Padova. È il nuovo Fast Corridor ferroviario doganale presentato in concomitanza con il grande evento dedicato al sistema interportuale nazionale (Interporti al Centro) svolto nel capoluogo veneto.  

Il servizio, già attivo da qualche mese, è diventato pienamente operativo dopo aver superato la necessaria fase di sperimentazione e permette ai container in importazione sbarcati a Genova di espletare le pratiche doganali all’Interporto di Padova anziché in porto con un risparmio medio nei tempi di resa finale al cliente di un giorno e mezzo. 

In pratica, si concretizza quell’idea di “banchina lunga” considerata strategica per lo sviluppo di una logistica concorrenziale con i più alti standard a livello europeo e individuata dallo stesso PNRR come uno delle leve di sviluppo economico da incentivare.  

Alla presentazione hanno preso parte anche il sindaco di Padova Sergio Giordani, il consigliere provinciale Vincenzo Gottardo e il direttore di Padova Promex Franco Conzato per la Camera di Commercio, in qualità dei soci di Interporto Padova Spa.

“Desidero sottolineare che questo ‘corridoio veloce’ sia il coronamento tecnologico che si abbina perfettamente alle migliori relazioni intermodali con uno dei porti più importanti del nostro Paese,” ha sottolineato il presidente di Interporto Padova, Franco Pasqualetti. “Non è un caso che proprio l’operatore, cioè il gruppo Contship, che più ha nel suo DNA la vocazione al traffico ferroviario, abbia contribuito con noi allo sviluppo anche commerciale di questa nuova opportunità”.

A rendere possibile l’iniziativa la stretta sinergia attuata con l’Agenzia delle Dogane di Veneto e Friuli Venezia Giulia, per il cui direttore, Franco Letrati, si tratta della “dimostrazione concreta che abbiamo anche un ‘pubblico’ che funziona e anche bene. Come Dogane crediamo molto in questa iniziativa, perché vogliamo essere di aiuto alle imprese e non di ostacolo, come purtroppo in passato siamo stati percepiti. È un ottimo esempio di collaborazione tra soggetti pubblici e privati che utilizzando le opportunità offerte oggi dall’information technology, migliorano significativamente un servizio alle imprese. Mi auguro che altri corridoi simili possono essere attivati a breve con Padova”.

Il collegamento, per ora solo in import, è gestito da Logtainer con la trazione dei treni assicurata da Mercitalia Rail. È prevista nella pima fase di attività una frequenza di 8 treni/settimana, composti da 22 carri e in grado quindi di trasportare circa 40 container a convoglio. Obiettivo dell’Interporto, oltre a rafforzare i link con i porti liguri, è diventare entro la fine dell’anno l’infrastruttura più raccordata in Italia per il tramite di Fast Corridor.

Stefano Morelli general manager di Contship Italia Group, il terminalista marittimo che con la propria impresa ferroviaria privata ha per primo attivato il servizio di fast corridor con Padova ha spiegato: “Abbiamo creduto da subito in questo servizio che aggiunge efficienza al segmento finale di trasporto delle merci. Per gli spedizionieri doganali è facilissimo usufruire di questo servizio basato sul tracciamento elettronico delle merci, basta indicare i contenitori interessati al servizio almeno 4 giorni prima dell’arrivo della nave in porto. In questo modo saranno attivate tutte le procedure informatiche che permettono, da un lato di monitorare il container nel suo viaggio ferroviario, dall’altro trasferire alla dogana competente per destinazione le pratiche relative”.

I vantaggi del Fast Corridor sono presto detti: i container escono più velocemente dai porti, con un beneficio sia per il porto stesso che per il destinatario finale; inoltre, l’uso della ferrovia garantisce più sostenibilità ambientale sotto l’aspetto dell’inquinamento e del congestionamento delle reti autostradali. 

“Questo servizio va nella direzione che abbiamo intrapreso da tempo, quella di aumentare la nostra efficienza operativa, non solo per avere migliori performance aziendali, ma anche per fornire agli operatori logistici e alle imprese manifatturiere, servizi più efficienti e puntuali,” ha confermato il direttore generale di Interporto Padova, Roberto Tosetto. “Va in questa direzione l’installazione delle gru elettriche a portale nel terminal che ci permette, a parità di superficie, una maggiore capacità massima del terminal, migliore gestione dei piazzali, costi più bassi per ogni ‘tiro’ della gru. E anche libera spazi per la movimentazione e la sosta, non solo dei container marittimi, ma pure dei semirimorchi e delle casse mobili come chiede sempre di più oggi il mercato”.

Il nuovo servizio arriva in un momento di forte dinamicità per l’interporto padovano. Unico caso in Italia in cui la società di gestione mantiene il controllo delle strutture terminalistiche, oltre ad essere sviluppatore e proprietaria del software di gestione dell’infrastruttura, Interporto di Padova ha superato sia nel 2020, sia nel 2021, i suoi record storici di traffico intermodale. Nello specifico, nel 2020 il 43% della merce movimentata (13,4 milioni di tonnellate) è stata inoltrata via ferrovia con oltre 396mila Teu movimentati nel sistema terminalistico. Nel 2021 i treni merci hanno raggiunto le 8.040 unità.

Notevole negli ultimi anni anche l’investimento in nuove tecnologie votate alla sostenibilità. Dal punto di vista energetico sui tetti dei magazzini sono stati installati 12,3 Mw annui di capacità fotovoltaica (di fatto il più grande impianto d’Italia) che produce fino al 30% in più dell’energia consumata. Dal maggio 2017, invece, è operativo il primo distributore del Veneto in assoluto LNG.

Ma il fiore all’occhiello di questa strategia green è costituito dalle 5 gru (RMG) a portale elettrico. Un investimento la cui importanza è stata riconosciuta anche dalla Commissione europea, che ha concesso un contributo del 20%, sui complessivi 21 milioni spesi e dal MIMS che ha messo a disposizione in contributo di 4,5 milioni di euro a fondo perduto.

Entro il 2023 sarà installata un’ulteriore gru a portale elettrica su rotaia mentre nel corso di quest’anno la prima fase di un processo che porterà all’automazione della movimentazione dei container sulle aree strategiche del terminal vedrà l’attivazione della remotizzazione del fascio più a sud dei binari dotati di RMG. Sarà il primo progetto italiano ad essere realizzato in tal senso e uno dei primi in Europa per i terminal non marittimi.

“Il Veneto è uno dei principali motori dell’economia italiana ed europea e Genova è il porto più importante in Italia,” ha concluso Paolo Montanari, direttore generale di Logtainer. “Nell’ambito del suo capillare network ferroviario, il collegamento giornaliero tra Padova e il terminal PSA di Genova Prà riveste da anni un ruolo centrale sia dal punto di vista economico che ambientale. Il Fast Corridor rafforza ulteriormente questo servizio ferroviario con indubbi vantaggi in termini economici e procedurali. Muovere container su rotaia permette di offrire servizi affidabili e sostenibili rispetto alla modalità tutta gomma, con riduzione della congestione stradale, risparmio di risorse energetiche e soprattutto minor impatto ambientale”.

Giovanni Grande


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