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APRILE 2022 PAG. 34 - Rilanciare le Zes attraverso riordino di principi e regole

 


Rilanciare le ZES attraverso un riordino dei principi, delle regole e delle procedure stabilita dalla legge. Non solo. Intervenire anche sul “pacchetto insediativo” regolando il regime fiscale in modo più vantaggioso per gli investimenti. In ballo, una nuova governance, l’istituzione della figura di un coordinatore nazionale, un Fondo Unico, Zone a Burocrazia Zero, Zone Franche Energetiche, rimodulazione delle agevolazioni fiscali.

Sono solo alcune proposte contenute nel DDL 2532 “Disposizioni in materia di zone economiche speciali, regimi fiscali e procedimentali” presentata come primo firmatario dal Senatore Pasquale Pepe, Responsabile del Dipartimento Politiche per il Mezzogiorno della Lega. Un’iniziativa frutto del lavoro di coordinamento dell’On. Pina Castiello in seno al predetto Dipartimento, il cui obiettivo e dare la smossa alla situazione di congelamento che questo importante strumento economico vive in Italia dal 2018, data della sua istituzione ufficiale.

Le nuove norme puntano ad accelerare l’entrata in funzione delle ZES anche attraverso la definizione di un quadro “più chiaro e certo agli investitori interessati a insediare le proprie attività”, il prolungamento della durata temporale delle dotazioni finanziarie, “per consentire una programmazione di medio-lungo termine alle imprese”, e il rafforzamento del coordinamento tra le diverse ZES.

Nello specifico viene introdotta la nuova figura del Coordinatore Nazionale, soggetto preposto ad eliminare “eventuali fattori che generano conflittualità tra le ZES regionali” ed attuare un’azione tra le stesse “al fine di eliminare anche le asimmetrie informative”, facilitando un’azione sinergica tra le ZES e il governo centrale. Nella ridefinizione della figura del commissario la proposta prevede la riduzione dei tempi di nomina da 60 a 30 giorni, in caso di mancata intesa tra Ministero e Regioni, la diretta assunzione della funzione di stazione appaltante, l’autonomia contabile, finanziaria e amministrativa.

Funzioni dettagliate anche per il Comitato d’indirizzo. “Tale necessità è emersa dall'assenza nel testo originario di istituzione delle ZES e dal fatto che il testo rinviava ad una norma di rango secondario, in pratica a un DPCM che in astratto può generare forza minore nelle prerogative di agire dell'organo deputato all'amministrazione che è ravvisato, appunto, nel comitato di indirizzo”.

In merito alle agevolazioni fiscali e ai finanziamenti si introduce un regime fiscale differenziato, una forfetizzazione dell’aliquota IRES (pari al 10% per i primi sette periodi di imposta, al 15% per ulteriori sette anni, e del 20% dal quindicesimo anno), l’esenzione per i primi 5 anni di IRAP, IMU e TASI.

“Per inquadrare in un’ottica di insieme le risorse disponibili e previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e nei vari fondi europei è stata prevista la istituzione di un fondo unico ZES per rendere possibile all’occhio dell'investitore una visione chiara e netta anche delle possibilità di incentivi resi in termini di finanza agevolata ma anche di risorse nazionali disponibili”.

Sul fronte semplificazioni si prevede la possibilità di istituire nelle ZES e nelle ZLS Zone a Burocrazia Zero (ZBZ), Aree Doganali Intercluse, Zone Franche Energetiche, “al fine di generare un impulso attrattivo verso produzioni ad elevata sostenibilità ambientale”. “La nuova formulazione sul silenzio assenso prevede il termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda, senza termini di interruzione che molto spesso lasciano spazio ad inutili e dannose perdite di tempo per gli investitori e costituiscono un fattore di ostacolo agli operatori economici che intendono investire”.

Infine, nelle “disposizioni sugli allacciamenti degli impianti industriali ai servizi di pubblica utilità” si introduce uno strumento sanzionatorio che “disincentivi il lassismo in seno agli enti pubblici e privati” che forniscono tali tipi di servizi. “Nelle aree incluse nelle ZES, per tutte le iniziative che saranno ammesse ai benefici previsti, viene fissato il termine di novanta giorni per la realizzazione degli allaccia menti a tutti i servizi di pubblica utilità (energia, telecomunicazioni, acqua, gas) funzionali per la piena efficacia operativa degli impianti industriali. A tutti i fornitori di servizi di pubblica utilità che non dovessero rispettare il ter mine perentorio previsto è applicata dal Comitato di Indirizzo della ZES una sanzione fino a 1.000 euro per ogni giorno di ritardo”.


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