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APRILE 2022 PAG. 32 - Crotone, area di riferimento per la transizione energetica

 


Il conflitto in Ucraina ha fatto emergere la necessità di bilanciare il mix energetico italiano. Differenziare gli approvvigionamenti, sviluppando nel contempo la produzione da fonti rinnovabili, è l’ambiziosa sfida che deve affrontare l’Italia nel breve e medio termine. Da una parte gli sforzi per garantirsi nuove forniture di gas, anche sotto forma di GNL (gas naturale liquefatto), dall’altra l’accelerazione annunciata dal governo per sbloccare le infrastrutture energetiche possono così rappresentare un’occasione di rilancio per territori finora marginali.

È questo il caso di Crotone, la cui area è il riferimento per una serie di progetti per la transizione energetica dell’imprenditore Luigi Vartuli, incentrati sullo stoccaggio del GNL, la produzione di biogas e idrogeno, lo sfruttamento delle potenzialità eoliche e fotovoltaiche dell’area.  

“Garantendo il massimo rispetto dell’ambiente, attraverso un dialogo sempre aperto con la cittadinanza, Crotone può farsi promotore di un modello economico basato sulla sostenibilità energetica - spiega Vartuli - Puntando non su un’unica tecnologia ma sull’integrazione di diverse soluzioni l’area pitagorica può ambire ad un ruolo centrale nella produzione e distribuzione delle energie verdi”.

Esempio pratico il traffico crocieristico che quest’anno toccherà il porto di Crotone con 18 arrivi. “L’industria delle crociere ha scelto la propulsione a GNL come quella più conveniente sotto l’aspetto economico e ambientale - afferma Vartuli - Poter contare su un deposito costiero, come quello progettato da Ionio Fuel, garantirebbe maggiori presenze, considerata la scarsa possibilità di fare rifornimento lungo la nostra penisola. Non solo. Le navi hanno bisogno di elettricità da attingere dalle banchine. Quest’ultima potrebbe essere fornita dall’impianto eolico proposto da Zephiro Blue”.  

Questa sinergia virtuosa in campo energetico contribuirebbe a inserire la città in una rete mediterranea di porti basati sulla sostenibilità ma, soprattutto, fornirebbe lo slancio per superare i decennali gap di connettività con il resto della penisola.      

Il solo impianto costiero progettato per Crotone potrebbe rifornire, sotto questo aspetto, fino a 50 navi anno e circa 12.000 camion sfruttando il biometano acquistato e liquefatto per utilizzarlo nel trasporto merci e marittimo su tutto il territorio del Sud Italia. Un passo importante sia come ricadute economiche e occupazionali sia per reclamare quella centralità nell’infrastrutturazione di collegamenti autostradali, viari e ferroviari destinati alla regione Calabria che ad oggi tendono a bypassare la città. 

“Crotone può sfruttare un’occasione storica per emanciparsi - sottolinea Vartuli - Servono scelte consapevoli e coerenti, anche alla luce delle risorse finanziarie messe a disposizione negli interventi del governo italiano e dell’Ue per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, a partire dalla prima scadenza fissata al 2030”.

Sotto questo aspetto la crisi bellica, oltre ad evidenziare i ritardi di programmazione nazionale sotto l’aspetto degli approvvigionamenti, fa emergere il grande ritardo con cui, specie nel Meridione, si è approcciato il tema strategico della transizione ecologica. Rispetto alle opportunità offerte dal cambio di paradigma tecnologico-energetico (un’occasione per superare d’un balzo le arretratezze accumulate negli ultimi decenni) il Sud Italia sembra condannato all’immobilismo.

“Appare sempre più pressante la necessità di un confronto tra mondo istituzionale, imprenditoriale e società civile per tracciare le coordinate economiche dei prossimi decenni - conclude Vartuli - Il nuovo contesto internazionale ha accelerato ulteriormente processi che già erano in atto. È questo il momento di decidere se il territorio pitagorico sarà soggetto attivo delle grandi trasformazioni che riguarderanno il prossimo futuro o solo agente passivo di queste ultime”.


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