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APRILE 2022 PAG. 16 - World Shipping, navi ospedale pronte all’uso su tutti i mari

 


Navi ospedale pronte all’uso in grado di spostarsi velocemente verso i teatri di catastrofi ambientali o di conflitti armati. O semplicemente come infrastrutture per i servizi di assistenza nei Paesi dove questi ultimi sono insufficienti. È uno degli obiettivi specifici con cui è nata recentemente la società World Area Shipping & Logistics, compagine partecipata e controllata dalla holding World Area di Francesco Signoriello.

Il modello è quello già sperimentato negli Stati Uniti da importanti associazioni benefiche che mettono a disposizioni navi per garantire i loro servizi di sostegno. In questo caso, invece, gli interlocutori sono i governi o le associazioni internazionali che hanno la necessità di fornire prestazioni di assistenza in contesti emergenziali.

«Sono già in atto le prime interlocuzioni con governi africani e asiatici particolarmente interessati al nostro progetto che ha una portata molto ampia» spiega Signoriello. «La nave ospedale è solo una delle possibili idee cui stiamo lavorando. In avanzato stato di progettazione ci sono anche unità adatte alle emergenze umanitarie, così come imbarcazioni innovative per il recupero e la trasformazione delle plastiche in mare o la produzione di biofuel».   

Ad oggi, World Area Shipping & Logistics ha già in cassetto i progetti per due diversi tipi di unità: la Igea, nave ospedale predisposta per operare in banchina e Humanity, unità votata alle operazioni SAR (Search and Rescue).

«L’idea di partenza è quella di poter contare su mezzi di capacità medio-grandi, caratterizzati da massima autonomia operativa e pienamente in linea con i nuovi principi di sostenibilità cui è chiamato a confrontarsi l’industria dello shipping» sottolinea il presidente di World Area.

Lunga 165 metri per una dislocazione di 22.300 tonnellate la nave ospedale Igea ha un ponte principale da cui si può accedere direttamente da banchina tramite un portellone poppiero e due rampe prodiere per rendere possibile accedere a bordo direttamente con le ambulanze. Con quattro ponti dedicati ai servizi ospedalieri può ospitare fino a 192 persone tra medici, paramedici e tecnici sanitari e di laboratorio per una capacità complessiva, tutto incluso di 400 passeggeri. Dal pronto soccorso alla diagnostica per immagini, dagli ambulatori per dialisi ad un blocco operatorio la nave sarà fornita di tutte le attrezzature sanitarie più avanzate oltre ad un Helideck per appontaggio di 2 elicotteri attrezzati per servizio sanitario e relativo hangar.

«L’idea innovativa è quella di creare un ospedale galleggiante e navigante completo in ogni suo reparto e di coniugare le rigide direttive ospedaliere con le rigide direttive SOLAS sulla salvaguardia delle vite umane in mare» aggiunge l’Ing. Vito Busalacca, partner del progetto.

Con una velocità massima di 20 nodi e la predisposizione per una propulsione dual fuel la nave sarà completamente autonoma per tutti i servizi: «genera in proprio la potenza elettrica necessaria al funzionamento di tutti i servizi ed elimina secondo le ultimissime tecnologie i rifiuti nocivi e speciali». 

Stessi principi per la Humanity, l’unità specializzata nelle operazioni SAR. Con una dislocazione di 30mila tonnellate e una lunghezza di 199,5 metri è progettata per ospitare un totale di 1.230 persone compresi i 32 membri dell’equipaggio, gli 82 del personale sanitario (a bordo è previsto un piccolo ospedale di primo intervento), i 32 addetti alla sicurezza. Gli assistiti saranno ospitati in cabine singole, doppie e quadruple. Anch’essa è in grado di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica necessaria al funzionamento di tutti i servizi di bordo, poiché dotata di quattro gruppi elettrogeni, di un alternatore asse, di un gruppo elettrogeno di emergenza e di circa 1800 mq di pannelli fotovoltaici: dotazioni che la rendono, dal punto di vista energetico, completamente autonoma. Una particolare attenzione è stata posta nella progettazione e quindi nella realizzazione dell’impianto di condizionamento/ventilazione e ricircolo, consentendo di annullare una eventuale circolazione batteriologica.

«Si tratta di progetti di grande complessità su cui stiamo lavorando alacremente» sottolinea Signoriello. «Governi, associazioni internazionali e armatori hanno mostrato vivo interesse per la nostra idea. A breve cominceremo l’interlocuzione con i rappresentanti europei dei cantieri Hyundai per la costruzione delle prime unità».

G.G.

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