Il 2020 è stato l’anno della pandemia, della grande gelata dell’economia mondiale, schiacciata dalle limitazioni imposte dai vari Governi per contenere la diffusione del virus. Tra lockdown, restrizioni più o meno severe al libero movimento delle persone, rigide norme di accesso ai luoghi pubblici, il risultato non poteva essere che una decisa contrazione dei consumi, con effetti a cascata sui vari settori produttivi, sulle catene distributive e sul commercio internazionale.


In un quadro di questo genere le attività marittime, nerbo dei traffici internazionali, non potevano non risentirne, anche se l’effetto depressivo sui volumi trasportati è stato meno intenso di quanto ci si aspettasse all’inizio della pandemia, anche grazie al “rimbalzo” nella seconda metà dell’anno 2020.
La domanda generata dalla ripresa dei consumi e della produzione ha così permesso di contenere la flessione dei traffici marittimi globali al -3,8% (stima UNCTAD in quantità), ma con impatti diversi sulle varie tipologie di traffico. In particolare, quelli container, misurati in Teu, hanno evidenziato una riduzione dell’1% (stima Alphaliner).


All’interno di questo quadro, i porti italiani nel loro complesso hanno evidenziato una sostanziale stabilità, mantenendo i volumi raggiunti negli ultimi anni (intorno ai 10 Mio.Teu). Questo risultato è però il frutto di dinamiche difformi tra i singoli porti. 


Da una parte, infatti, si rileva una tendenziale concentrazione dei traffici nei porti maggiori rispetto a quelli minori, che subiscono una flessione del 2,3%, dall’altra tra i porti maggiori alcuni hanno registrato un forte aumento del movimentato, come nel caso di Gioia Tauro, che dopo il passaggio del controllo al gruppo MSC, tramite la controllata TIL, è ritornato sopra i 3 milioni di Teu, o del Salerno Container Terminal (+47,2%), mentre altri hanno risentito, chi più chi meno, della pandemia, con la conseguente riduzione del movimentato.


Le conseguenze di questi andamenti sono state registrate dai bilanci 2020 delle varie società terminaliste, analizzati dal Centro Studi Fedespedi nel report pubblicato annualmente dal titolo “I terminal container in Italia: un’analisi economico-finanziaria” (disponibile sul sito www.fedespedi.it nella sezione “Centro Studi”, dove è possibile scaricare anche le analisi degli anni precedenti).
In particolare, per l’anno 2020 sono state evidenziate le performance economico-finanziarie delle 11 società di gestione dei principali terminal container italiani, oltre ad alcuni indicatori di efficienza, come ad esempio i Teu al m2 o i Teu per metro lineare di banchina.


Per quanto riguarda le performance operative, nel 2020 gli 11 terminal hanno movimentato complessivamente 8,580 milioni di Teu, il 79% del totale italiano (10,867 milioni di Teu), su una superficie totale di 4,8 milioni di m2 e 12.818 metri lineari di banchina.


Sul piano dei risultati economico-finanziari, i terminal hanno realizzato nel complesso un fatturato di 663,8 Mio.€, con una riduzione sul 2019 del -6,4% e un EBITDA di 167.6 Mio.€. Nonostante la significativa riduzione del fatturato, le aziende terminaliste hanno chiuso nel complesso con un risultato finale positivo, se pur in flessione, per 55,5 Mio.€.


Se infatti, in termini di fatturato i risultati delle singole società seguono quelli delle performance operative (solo MTC-RC, SCT-SA e CON-NA hanno registrato aumenti del giro d’affari), i risultati finali sono stati positivi per gran parte delle società, fatta eccezione per SECH-GE e TDT-LI.
Non entreremo, per motivi di spazio, nel merito dell’analisi dei singoli indici di bilancio, per la quale si rimanda alla lettura del rapporto. Ci limitiamo ad osservare come la situazione economico-finanziaria delle aziende terminalistiche possa essere giudicata nel complesso in modo positivo.


Le capacità gestionali, sia sul piano economico finanziario, sia tecnico-operativo dei vari operatori, in alcuni casi con performance di assoluto livello europeo, hanno permesso di superare positivamente la difficile congiuntura indotta dalla pandemia, dimostrando la solidità e l’affidabilità del mondo terminalistico portuale italiano.

Centro Studi Fedespedi