«La logistica ha vinto sostanzialmente la grande sfida della distribuzione del vaccino. E non era scontato. Ma nel corso di tutta l’emergenza pandemica ha fatto di più. Garantendo i servizi primari sia all’apparato produttivo sia alla popolazione ha dimostrato la sua centralità nel garantire, si potrebbe dire, la qualità della vita». Francesco Tavassi, vicepresidente dell’Unione industriali di Napoli di cui ha la delega all’economia del mare e presidente di Temi SpA, capofila di un gruppo di società di trasporti, distribuzione e logistica ed esclusivista GLS per Napoli e la provincia del capoluogo campano, fa un primo bilancio dell’anno alle porte e prova a delineare le direttrici su cui il settore dovrà indirizzarsi per il prossimo futuro.   


In che modo la logistica può vedere incrementare questo suo ruolo virtuoso?  
A prescindere dall’andamento del mercato, con da una parte la crisi dei noli che ha impattato sul commercio di lungo raggio e dall’altra la forte crescita dei servizi legati all’e-commerce e alla distribuzione capillare, in Italia va affrontata la questione dell’ex-work. È una situazione che di fatto penalizza le aziende italiane, i cui capitali e sedi fiscali insistono sul nostro Paese. Andrebbero presi provvedimenti per favorire la presa in carico da parte dei produttori fino ai mercati di distribuzione finali. 


Che tipo di interventi suggerisce?
Strumenti di semplificazione e di agevolazioni fiscali potrebbero indurre ad una inversione di rotta. Così come bisognerebbe favorire le materie prime a entrare direttamente sul nostro territorio per non perdere quota della ricchezza erariale legata all’immissione in libera pratica. È anche vero che nella scelta di porti e aeroporti esteri pesano i “colli di bottiglia” che in Italia sono favoriti da infrastrutture spesso non adeguate e da un numero di controlli enorme. Qui non si chiede di non verificare le merci ma di eliminare i “tempi morti” che non agevolano la competitività del nostro sistema. 


Le ZES sotto questo aspetto potrebbero rappresentare un plus…       
Dopo tante attese è arrivato il momento di raccogliere i frutti del lavoro fatto fino ad ora con questi particolari strumenti di valorizzazione del territorio. Con la nomina del commissario prevista dalla nuova governance bisognerà puntare sulle potenzialità, sia in termini di vantaggi fiscali sia di semplificazioni normative, che possono portare al territorio. È ovvio che vanno assicurate anche le condizioni infrastrutturali per collegare le ZES ai mercati di destinazione. Sui collegamenti ferroviari, ad esempio, nutro ancora perplessità. E non perché non sia convinto che le merci debbano uscire da porti e interporti sfruttando questa modalità di trasporto. E’ che vedo ancora poca chiarezza sulle scelte operative da fare per lanciare definitivamente questa soluzione. 


La sostenibilità. Con il suo gruppo la sta declinando soprattutto sotto l’aspetto sociale…
Siamo convinti che vada assicurato il massimo benessere ai nostri operatori e ai territori che li ospitano. Il Gruppo è impegnato nell’adeguamento secondi i canoni della sostenibilità ambientale dei mezzi e delle strutture con cui operiamo. Quindi stiamo investendo nelle nuove soluzioni tecnologiche basate su fotovoltaico, elettrico, metano. Ma puntiamo anche a creare un rapporto virtuoso con dei territori non sempre facili. La scelta che abbiamo fatto è quella di supportare e rilanciare attività già presenti, come il basket e il rugby, per farne volano di promozione sociale e coinvolgimento dei giovani in attività sane. 


Quale strategia seguirà il Gruppo per i prossimi anni?
Come detto l’obiettivo principale è perseguire la sostenibilità in tutti i suoi risvolti. Con un occhio attento alle evoluzioni del mercato. L’idea è quella di espandere ulteriormente i servizi guardando a settori come il farmaco, l’alimentare, i prodotti a temperatura controllato. Questo ovviamente significherà investire in nuove tecnologie e competenze professionali.

G.G.