Interporto Padova archivia un anno molto positivo e guarda con decisione al futuro, che ha già un obiettivo: l’automazione del terminal intermodale ed essere così il primo interporto italiano dotato di questa  tecnologia, che  migliora in modo significativo l’efficienza della movimentazione dei container.

Ma prima di approfondire questo aspetto, vediamo alcuni passaggi di questo 2021 meno drammatico certamente del 2020, ma ancora segnato dal Covid19. Nel 2020, nonostante il lockdown e l’emergenza, Interporto Padova aveva segnato il record di sempre come numero di TEU movimentati, oltre 360.000, e il trend di crescita non si è fermato neppure quest’anno che segnerà  un +10% circa. Merito dell’organizzazione sempre più performante del terminal e della messa in servizio, a tempo di record, di una nuova RMG. I primi elementi sono arrivati dall’Austria a febbraio e a maggio la grande gru della Kuenz, identica alle altre quattro che già operano nel terminal, era in funzione. Ad aprile è stato rinnovato anche il CdA  dell’azienda con la nomina a presidente per il triennio ‘21-‘23 di Franco Pasqualetti, che in breve tempo ha raccolto due importantissimi riconoscimenti: l’onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica” in luglio e la nomina a vicepresidente di UIR lo scorso novembre. Parallelamente, anche la società ha ricevuto vari premi e riconoscimenti: in estate il magazine economico Fortune Italia ha scelto Interporto Padova come “Leader nell’Innovazione” mentre a novembre Interporto è stato insignito del “Premio Nazionale Industria Felix” organizzato dal trimestrale di economia Felix Magazine in collaborazione con Cerved, Università Luiss Guido Carli, e i patrocini di Confindustria e Simest. Il premio, assegnato alle aziende che si sono distinte per i risultati di bilancio, è un riconoscimento che si basa su criteri oggettivi e che tiene conto di un incontrovertibile algoritmo di competitività, del Cerved Group Score Impact, l’indicatore di affidabilità finanziaria di una delle più importanti agenzie di rating in Europa. E a proposito di bilancio, l’ultimo approvato, quello del 2020 ha chiuso con un risultato netto positivo di 2.301.624 euro e un valore della produzione complessivo pari a 36,8 milioni (+7,71% su 2019).

Il presidente Franco Pasqualetti spiega così il “segreto” del successo di Interporto Padova e racconta i progetti futuri: “Fa piacere che il nostro modello gestionale sia premiato per i suoi risultati da osservatori terzi e autorevoli. Noi l’attività logistica la facciamo in prima persona: gli oltre 270 mila mq di magazzini sono tutti di nostra proprietà e sono costantemente completamente affittati, anzi c’è la lista d’attesa per poter insediarsi in Interporto Padova. E parallelamente, il nostro Terminal intermodale è di nostra proprietà, e gestito direttamente da noi. Questo ci permette di essere davvero vicini alle necessità delle imprese e sempre aderenti alle richieste del mercato. Direi di più, in molti casi ci permette di cogliere in anticipo i trend futuri: è stato così con la scelta di dotare il terminal di 5 grandi gru elettriche a portale, ma anche con l’offerta di movimentazione, a fianco dei container marittimi che sono il nostro core business, anche dei semirimorchi, la cui domanda è in costante crescita. Oggi abbiamo già due relazioni multisettimanali con il Nord Europa. Nei prossimi mesi sarà realizzata un’apposita area che permetterà di movimentarli tutti normalmente con le gru elettriche a portale”.

Sul progetto di automazione del terminal il presidente Pasqualetti spiega: “Il nostro terminal ha già un livello di efficienza e di automazione elevato: ad esempio, il gate di accesso per i camion è completamente automatizzato, una scelta che è stata ed è una carta vincente in questo periodo di emergenza sanitaria perché azzera il contatto tra il nostro personale e gli autisti, che non scendono mai dalle loro cabine. Grazie anche alle gru a portale, poi, il terminal già oggi è attivo 21 ore su 24.  Questo permette un grande recupero di produttività ed efficienza. Il passo successivo è quello di automatizzare per step successivi tutte le operazioni di carico e scarico ed eventualmente di stivaggio sui piazzali, dei container sia sui camion che sui treni. E proprio la presenza contemporanea dei camion e treni è una delle complessità maggiori con le quali ci stiamo confrontando, anche andando a vedere in Nord Europa come sono risolti questi problemi nei loro grandi terminal. All’automazione delle operazioni si affiancherà anche un software gestionale sviluppato direttamente da noi, che ottimizzerà ogni movimento delle gru e ogni posizionamento dei container evitando spostamenti inutili lungo i binari e tiri passivi delle gru stesse. Tutto questo senza sacrificare l’occupazione che, anzi, in Interporto Padova è destinata a crescere.  Aumenteremo  movimentazioni e stoccaggi, senza avere la necessità di consumare nuovo suolo: l’intermodalità si conferma così una grande alleata dell’ambiente”.

Red.Mar.