Tra le note positive il 2021 mette a referto un importante passo verso la transizione energetica del nostro Paese. Con l’avvio in autunno della prima catena integrata in Italia basata sul gas naturale liquefatto a Ravenna si è cominciato a porre rimedio alla lacuna che vedeva pressoché sguarnite le coste italiane rispetto all’esigenza di rifornire le sempre più numerose unità a propulsione GNL che solcano il Mediterraneo.

L’iniziativa è stata promossa da Edison, con La Petrolifera Italo Rumena (PIR) ed Enagás. Depositi Italiani GNL (DIG) è il primo terminale small scale di gas naturale liquefatto al servizio della sostenibilità del trasporto pesante e marittimo.

Concepita come una soluzione concreta e disponibile in grado di contribuire da oggi alla decarbonizzazione dei trasporti l’attività ravennate risponde agli obiettivi della direttiva europea DAFI per l’adozione del GNL per il trasporto pesante rispetto ai quali l’Italia ha assunto l’impegno (D.Lgs 257 del 16 dicembre 2016) di coprire con questa fonte energetica il 50% del consumo marittimo e il 30% di quello stradale entro il 2030, creando una rete di infrastrutture di approvvigionamento lungo la rete trans-europea di trasporto TEN-T.

Il deposito, realizzato con un investimento di circa 100 milioni di euro sul territorio, ha una capacità di stoccaggio di 20.000 metri cubi e una capacità di movimentazione annua di oltre 1 milione di metri cubi di gas liquido. Detto in altre parole: sarà possibile alimentare almeno 12.000 camion e fino a 48 traghetti all’anno, evitando l’emissione di 6 milioni di tonnellate di CO2 e di azzerare quelle di particolato e di ossidi di zolfo. 

Ravenna diventa così il primo porto italiano del TEN-T a dotarsi di una infrastruttura per il GNL. Un impegno rilanciato dal nostro Paese con gli investimenti previsti dal Fondo Complementare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a sostegno del rinnovo delle flotte navali e dell’implementazione dell’uso del gas naturale liquefatto per i trasporti marittimi.

«Il GNL ha un ruolo cardine di accompagnamento della transizione energetica, in quanto permette di avviare subito il processo di decarbonizzazione dei trasporti marittimi e pesanti, dove altri tipi di soluzioni e tecnologie non sono implementabili su larga scala se non nel lungo termine» spiega Nicola Monti, amministratore delegato di Edison. «Grazie a questa nuova infrastruttura, alla posizione unica che Edison ricopre in Italia, quale importatore long-term di GNL, e alla disponibilità di una nave metaniera Small Scale, avviamo un nuovo canale di approvvigionamento sicuro e competitivo, che riduce la dipendenza dalle importazioni via autobotte dall’estero, e potrà favorire la diffusione del GNL nei trasporti anche in zone d’Italia dove ad oggi non risultava accessibile o competitivo».

Depositi Italiani GNL – partecipata al 51% da PIR, al 30% da Edison e al 19% da Scale Gas del Gruppo Enagás – è la società che prende in carico la gestione delle attività operative del deposito costiero. Edison, nello specifico, si occuperà dell’approvvigionamento tramite la Ravenna Knutsen, una delle prime metaniere al mondo di piccola taglia (30.000 metri cubi) e di estrema flessibilità operativa, fatta realizzare dall’armatore norvegese Knutsen OAS Shipping. La capacità stoccata nel deposito sarà venduta a terzi per il 15% da DIG, mentre Edison disporrà dell’85% da destinare agli usi finali, in quanto operatore integrato dall’approvvigionamento del GNL alla sua vendita.  

Tempi record anche per la finalizzazione del progetto. La realizzazione del deposito costiero, affidata all’ingegneria di Edison, ha consegnato l’impianto nei 28 mesi previsti dalla tabella di marcia del cantiere. Nella fase di costruzione l’impianto ha visto il coinvolgimento di 60 imprese fornitrici locali, oltre 200 operai e 80 ingegneri che hanno disegnato e seguito l’esecuzione di tutti gli elementi del terminale. Per la sua realizzazione sono stati impiegati 30.000 metri cubi di calcestruzzo, 600 tonnellate di acciaio e il terreno è stato consolidato attraverso 2.200 pali in ghiaia e 180 pali in calcestruzzo armato di oltre un metro di diametro e profondi 45 metri.

Nell’ambito di questo impegno Edison ha anche firmato di recente un Memorandum of Understanding (MoU) per accelerare lo sviluppo della mobilità sostenibile a gas e per facilitare ulteriormente la penetrazione del gas naturale liquefatto (GNL) nel settore del trasporto stradale in Italia. L’intesa si fonda sul riconoscimento del ruolo cardine che la G-Mobility (la mobilità a GNL e a gas naturale compresso, CNG) svolge nel processo di decarbonizzazione del Paese e fa leva sulla posizione unica che i due gruppi ricoprono nella sfida della transizione energetica: Edison quale operatore verticalmente integrato su tutta la catena del valore del GNL e leader nei green gas, e IVECO quale leader per la produzione di veicoli commerciali a gas naturale.

Il mercato italiano del GNL per autotrazione, d’altro canto, è caratterizzato da forti potenzialità di sviluppo e da trend di crescita che saranno accelerati grazie anche alla realizzazione di nuove infrastrutture. In Italia nel 2020 circolavano 2.904 mezzi (2.852 autocarri, 52 autobus) alimentati a GNL, pari a un incremento di circa il 40% rispetto al 2019; inoltre nel 2020 sono stati immatricolati 41 nuovi bus a GNL, confermando il trend di diffusione dei mezzi a GNL anche nel settore del trasporto pubblico locale. Nel primo semestre 2021 le nuove immatricolazioni di camion a GNL sono state 635 (+86,8% dalle 340 immatricolazioni di un anno prima) secondo i dati del ministero dei Trasporti elaborati dall’Anfia, Associazione italiana della filiera automobilistica. Attualmente nel Paese circolano circa 3.500 camion a GNL e si registrano 104 stazioni di rifornimento (erano solo 6 nel 2016).

La collaborazione tra Edison e IVECO, partendo da questo contesto, punterà a individuare modelli di business finalizzati all’offerta di soluzioni tailor-made per la G-mobility, che favoriscano la conversione delle flotte verso il GNL, grazie ad un Total Cost of Ownership (TCO, ossia il costo totale di gestione del veicolo comprensivo dell’acquisto, della manutenzione e del carburante) competitivo rispetto ai combustibili tradizionali e che contribuiscano all’introduzione progressiva del biometano e bioGnl, in un’ottica di economia circolare e decarbonizzazione.

Ritornando al trasporto marittimo, l’impegno di Edison risponde ad una evoluzione del mercato ben evidente. Dal 2010 ad oggi il numero di navi alimentate a GNL è continuamente aumentato, con un ritmo tra il +20% e il +40% all’anno e quelle in ordine ad oggi sono circa 84 unità. Una accelerazione dettata anche dall’introduzione nel 2020 del nuovo regolamento dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), che ha imposto di limitare il contenuto di zolfo nel carburante marittimo dal 3,5% dei carburanti tradizionali allo 0,5% per specifiche aree marine definite SECA (Sulphur Emission Controlled Area). In questo senso, un ulteriore contributo a nuovi ordini di navi a GNL è atteso dal settore croceristico che ha nel Mar Mediterraneo il suo secondo mercato al mondo, preceduto solo dai Caraibi.

 

 

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