Green Ports PNRR. Inviati i progetti al MITE

Sono stati inviati al MITE, nei tempi previsti, le candidature progettuali per 20 interventi che, attraverso lo sviluppo di impianti sostenibili, ridurranno l’uso delle fonti fossili diminuendo le emissioni di CO2 e degli altri inquinanti per raggiungere l’obiettivo di un porto a “impatto zero”. Questo traguardo è particolarmente significativo per i porti di Genova e Savona nei quali lo sviluppo della zona portuale è strettamente connesso al tessuto urbano. I benefìci portati dalle proposte progettuali presentate in risposta al bando “Green Ports” – riservato alle AdSP e pubblicato il 25 agosto scorso dal MITE nell’ambito del PNRR per finanziare interventi di sostenibilità ambientale delle attività portuali – avranno dirette ricadute positive per le Città di Genova e Savona. Al centro della progettazione dell’AdSP vi è la produzione e l’utilizzo dell’energia da pannelli fotovoltaici per l’alimentazione elettrica dell’illuminazione pubblica portuale e la fornitura di energia per la mobilità sostenibile in ambito portuale. Nello specifico, a Savona si prevede la realizzazione di più impianti fotovoltaici gestiti da una “Port Grid” integrata con sistemi di accumulo, che permetterà sia di gestire e controllare gli impianti elettrici (smart-grid), sia di incrementare la sostenibilità del Porto: l’energia rinnovabile prodotta sarà usata per l’alimentazione dell’illuminazione pubblica e delle colonnine di ricarica per i mezzi elettrici operativi dell’AdSP. Anche a Genova si prevede la realizzazione di più impianti fotovoltaici gestiti da un simile sistema di “Port Grid” evoluto, da realizzarsi nelle aree portuali industriali e commerciali di Levante e Ponente. Inoltre, è prevista l’installazione di un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno verde, alimentato dagli stessi impianti fotovoltaici, per alimentare a idrogeno alcuni nuovi mezzi operativi dell’Autorità di Sistema Portuale. Infine, si prevede la sostituzione del parco macchine dell’AdSP con 21 mezzi operativi totalmente elettrici e 5 alimentati a idrogeno. Le soluzioni green sono state individuate in stretta collaborazione con le istituzioni centrali e locali, e progettate per essere integrabili con i sistemi esistenti, replicabili e modulabili. Questi aspetti, uniti alla creazione di una struttura organizzativa ad hoc, consentiranno di velocizzare l’avvio delle procedure di gara e la messa in opera degli interventi.

Diga di Genova, parere positivo dal CSLP

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole con prescrizioni e raccomandazioni sul progetto di fattibilità tecnico economica della Nuova Diga foranea di Genova. L’opera migliorerà l’accessibilità marittima al bacino storico e alle banchine che si affacciano sul canale di Sampierdarena, garantendo l’accesso al porto e l’operatività di tutti i terminal del porto di Genova in condizioni di sicurezza. Acquisito il parere del Consiglio Superiore, si è ora in attesa della Valutazione di Impatto Ambientale richiesta in data 17 settembre al Ministero della Transizione Ecologica, mentre il 2 novembre scorso è stata indetta la Conferenza dei Servizi decisoria ex art 14 comma 2 – 14 bis legge n. 241/1990. Conclusa la fase approvativa, verrà pubblicato l’avviso esplorativo finalizzato a individuare e selezionare gli operatori economici interessati a partecipare alla procedura negoziata per l’affidamento dell’appalto integrato complesso che comprende la progettazione definitiva ed esecutiva e l’esecuzione dei lavori.

Presentazione cantiere Hennebique

Partono i lavori preliminari per dare nuova vita allo storico granaio del capoluogo ligure dopo oltre 50 anni di abbandono. È stato presentato infatti il progetto di recupero e riqualificazione di Hennebique, nel pieno centro storico di Genova. Totem urbano dall’inestimabile bellezza liberty oltre che manufatto-culla di corposi trascorsi storici genovesi, Hennebique avrà un futuro grazie ai lavori di recupero messi in atto da Vitali SpA gruppo leader nel settore Real Estate e delle grandi infrastrutture. A fronte di un investimento di 100 milioni di euro, gli oltre 40 mila metri quadrati di superficie verranno convertiti in strutture ricettive, uffici e servizi dedicati alle attività crocieristiche. L’innovazione tecnologica dei processi, i macchinari di ultima generazione e la specializzazione nel settore, consentiranno a Vitali spa di gestire le attività di cantiere minimizzando l’impatto ambientale e seguendo i principi dell’economia circolare e della sostenibilità. Inserita in un contesto urbano delicato, il nuovo Hennebique costituisce la cerniera tra il Porto Antico e il Polo crocieristico e turistico-ricreativo in via di sviluppo, e completerà la riqualificazione del waterfront cittadino. Collocato in posizione strategica l’immobile diventerà un polo attrattore per residenti, turisti e croceristi. L’avvio dei lavori di riqualificazione di Hennebique coincide con l’inizio di una nuova vita del gigante addormentato nel Porto più importante d’Italia. Primo edificio in Italia ad essere stato costruito, tra il 1899 e il 1901 utilizzando il brevetto del calcestruzzo armato a vista, il complesso ha attraversato intonso più di cento anni di storia, marcando a fuoco vivo la tradizione genovese. Un’innovazione edile straordinaria per l’epoca che venne applicata, a sua volta, da Francois Hennebique, da cui, non a caso, l’edificio riprende il nome. I silos Hennebique sono stati per lungo tempo il volto e i profili dell’importante adeguamento tecnologico e infrastrutturale che, a fine ‘800, ha travolto il contesto storico-culturale genovese. L’impianto, fu pensato fin dal principio come un vero e proprio automa industriale capace di “ingerire” ed insaccare quantitativi massicci di granaglie. Non da ultimo, il collegamento diretto con due binari ferroviari permetteva un rapido trasferimento della merce e sigillava l’indispensabile collegamento terra-mare. Una struttura altamente performante che nel 21° secolo tornerà a operare a pieno ritmo rispondendo alle esigenze della Genova dei giorni nostri conservando intatto il proprio fascino, sia per l’imponenza della struttura sia per la bellezza liberty dei particolari, e ridisegnando un’altra parte importante del fronte mare. Un contributo allo sviluppo turistico di Genova e un biglietto da visita per la Città.

Certificazioni qualità e ambiente confermate ai Ports of Genoa

L’ente certificatore CERTIQUALITY ha promosso l’Autorità di Sistema Portuale rinnovando le certificazioni riguardo al sistema di gestione ambientale UNI EN ISO 14001:2015. Concluse positivamente anche le verifiche di rinnovo delle certificazioni della qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:2015. Nel mese di settembre e ottobre sono state effettuate da parte dell’Ente CERTIQUALITY S.r.l. le verifiche di rinnovo delle certificazioni qualità dell’AdSP Mar Ligure Occidentale ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:2015 e l’audit di mantenimento sul sistema di gestione ambientale ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001:2015. Gli audit sono stati effettuati, in parte in presenza in parte da remoto, per le sedi di Savona e di Genova. Come da pianificazione dell’audit, è stato intervistato il personale degli uffici e verificata a campione la documentazione necessaria a dimostrare la conformità del sistema di gestione ai requisiti della norma ISO 9001:2015 e la conformità del sistema di gestione ai requisiti della norma ISO 14001:2015, inclusi piani di miglioramento ambientale, programma di formazione, progetti, licenze e report di controllo e monitoraggio. Gli audit si sono conclusi positivamente con il rinnovo dei certificati, a conferma dell’impegno da parte dell’Authority ad un continuo miglioramento dei processi interni aziendali. Nella valutazione finale dei risultati, l’auditor ha evidenziato l’adeguatezza del sistema alla complessità della realtà organizzativa e la competenza tecnica del personale intervistato.

Nuovo presidio medico a Genova

È stato inaugurato il rinnovato presidio medico nell’area delle Riparazioni Navali del Porto industriale di Genova. Il nuovo servizio di presidio sanitario, svolto dalla Croce Bianca Genovese, individuata a seguito di apposita procedura d’appalto, è costituito da un punto di primo intervento con medico e infermiere e da un servizio di ambulanza - ambulanza-centro mobile di rianimazione – con relativo personale (autista-soccorritore e un soccorritore) e sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, mentre il sabato dalle 8 alle 13 e in questa fase emergenziale effettuerà anche tamponi anti-covid. Il presidio, che si trova nell’area esterna antistante la palazzina servizi in via Molo Cagni, avrà operativo anche un ambulatorio mobile per poter raggiungere le navi sottobordo in caso di necessità di screening sanitari. La Croce Bianca Genovese, che ha sede in Piazza Palermo ed è operativa anche in Carignano con un distaccamento in Via di S. Chiara, aveva già operato nel distaccamento provvisorio Porto Levante ospitata all'interno di un locale al primo piano della palazzina servizi.

Livorno, avanti con il Microtunnel

Entrano nel vivo i lavori per lo scavo del Microtunnel. Nell’area di cantiere aperta davanti alla Torre del Marzocco, sulla sponda ovest della Darsena Toscana, è stata infatti calata la testa fresante della talpa meccanica che scaverà la galleria tra le due sponde del Canale di Accesso in porto. La Tunnel Boring Machine (TBM), lunga in tutto 13,5 metri e pesante quasi 100 tonnellate, verrà guidata da remoto da un professionista spagnolo, Rafael Sanchez, uno dei pochi al mondo a poter vantare un’esperienza ultra ventennale nel settore. La macchina lavorerà ininterrottamente per 10/12 ore di fila al giorno e realizzerà 234 metri di tunnel verso la sponda opposta, direzione Calata del Magnale, dove si attesterà il capolinea definitivo, area di cantiere in cui si trova il pozzo di recupero. L’obiettivo finale è quello di arrivare ad ospitare nel cunicolo sotterraneo i nuovi tubi di collegamento tra la Raffineria di Stagno e la Darsena Petroli ed avere così la possibilità di rimuovere quelli vecchi, oggi fastidiosamente adagiati in profondità lungo le sponde dell’unica via di ingresso e uscita dalla Darsena Toscana, e considerati un vero e proprio intralcio alle attività di manovra delle grandi navi, in quanto limitano la sezione navigabile del Canale, largo oggi 90, ad appena 67 metri. Ci vorrà un anno e mezzo circa per avere il “nuovo” Canale allargato. 10 mesi per la posa in opera dei nuovi tubi, almeno tre mesi per la rimozione di quelli vecchi.

Tirreno Settentrionale, le opere del bilancio di previsione

100 milioni di euro, tante sono le risorse che l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha destinato per il 2022 alla realizzazione delle opere infrastrutturali, degli interventi di dragaggio e delle attività di manutenzione straordinaria. È questo il dato saliente del Bilancio di Previsione approvato nei giorni scorsi dal Comitato di Gestione e presentato stamani dal presidente Guerrieri nel corso di una Conferenza Stampa convocata stamani. Tra gli interventi previsti quelli di straordinaria manutenzione della diga curvilinea del porto di Livorno (33 milioni di euro) e quelli connessi alla realizzazione del 1° lotto della Banchina Ovest della Darsena Nord (33 mln di euro) del porto di Piombino. Degni di nota anche l’intervento di riprofilamento della banchina del canale di accesso nella zona Torre del Marzocco II° lotto (13,5 mln); la riqualificazione del porto di Capraia Isola (€ 1,4 mln) e il dragaggio delle aree a mare della Chiusa nel porto di Piombino (€ 3,5 mln). Altri 1,5 milioni di euro verranno investiti nella realizzazione di opere connesse all’Adeguamento Tecnico Funzionale del PRP del porto di Rio Marina, mentre verranno destinati 2,8 mln di euro al Dragaggio della Darsena Petroli. Altri 1,4 mln di euro verranno impegnati per la realizzazione di un nuovo ponte in acciaio sulla calata del Magnale. Meritevoli di attenzione, infine, i 500 mila euro impegnati sul fronte della progettazione del secondo lotto della strada 398, per la realizzazione del quale saranno assegnati 55 milioni di euro dal MIMS. Complessivamente, nel triennio 2021-2023, saranno destinati agli investimenti infrastrutturali 347 milioni di euro.

Portoferraio, gli impegni dell’AdSP

Riqualificare l’ex Cromofilm per ospitare al suo interno uffici e servizi per il porto e realizzare a proprie cure e spese i lavori di riqualificazione del tratto viario di Calata Italia tra la rotatoria del Molo Massimo e la rotatoria posta all’incrocio tra Calata Italia e Viale Zambelli. Sono questi gli impegni che l’Autorità di Sistema Portuale ha preso con il Comune di Portoferraio. Impegni concreti, messi nero su bianco all’interno di una convenzione a suo tempo siglata tra l’allora port authority di piombino e il comune e che i due Enti hanno deciso di attualizzare sulla base della volontà condivisa di instaurare un rapporto sempre più stretto, dando così uno sviluppo concreto ai numerosi incontri promossi nei mesi scorsi dall’Ufficio Territoriale di Piombino. Sull’Ex Cromofilm, l’Autorita Portuale – cui viene confermata dal Comune la concessione per quarant’anni dell’edificio – si assumerà gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile, attuando i lavori di riqualificazione. In particolare, all’interno dell’edificio troveranno spazio sia l’ufficio decentrato amministrativo che il port center. Gli interventi sono parte integrante del programma triennale delle opere pubbliche che, per il 2022, destina ai porti del Sistema 100 milioni di euro al fine di rilanciare le attività portuali e tutti i processi di trasformazione necessari in tema di sostenibilità ambientale. Tra i progetti in cantiere per Portoferraio, non meno importante è quello di riduzione/azzeramento delle emissioni inquinanti originate dalle attività di imbarco e sbarco di merci e passeggeri. L’AdSP ha destinato infatti 16 milioni di euro ad un intervento di cold-ironing. E’ ormai noto che le navi mercantili, così come quelle da crociera, inquinano anche quando rimangono attraccate nei porti, perché sono costrette a tenere accesi i motori per poter funzionare. L’elettrificazione del Molo Alto Fondale consentirebbe alle navi ormeggiate di ricevere corrente elettrica direttamente da terra. Infine, nell’ambito dell’Adeguamento Tecnico Funzionale, l’AdSP procederà ad allungare il Molo Alto Fondale. L’intervento, del valore di 3 milioni di euro, risponde alla necessità di potenziare la capacità operativa dei piazzali per migliorare le operazioni di imbarco/sbarco dai traghetti, eliminando possibili interferenze col traffico cittadino.

Porti laziali, prosegue il trend di crescita

Prosegue il trend positivo dei Porti di Roma e del Lazio, come dimostrato dai dati di traffico dei primi nove mesi del 2021, in particolare nei porti di Civitavecchia e Gaeta.  In generale, per quanto riguarda il dato complessivo del network dei tre porti laziali si evidenzia un traffico merci complessivo pari a circa 10 milioni di tonnellate con una crescita del 18% rispetto allo stesso periodo del 2020, sempre condizionato dalla pandemia da Covid-19. Nello specifico del periodo in questione, tra le varie tipologie, le merci liquide del network laziale chiudono con un +7,8%, mentre le merci solide con un + 28,8%. E’ Civitavecchia, il maggior scalo del network regionale, a registrare l’aumento più significativo con un + 21,5% (7 milioni di tonnellate di traffico, 1,2 milioni in più rispetto al 2020), seguito dal porto di Gaeta con un +15,7% (1,2 milioni di tonnellate). Il porto di Fiumicino cresce del 5,4% (1,4 milioni di tonnellate). Per quanto riguarda Civitavecchia, si evidenzia una significativa crescita con riferimento a tutte le categorie merceologiche.  Le rinfuse liquide, essenzialmente prodotti raffinati, sono aumentate del 24,6% (+122.776 tonnellate) mentre quelle solide di oltre il 24,9% (+325.477). Tra queste ultime si segnala l’incremento del carbone (+22,8%; +236.272 tonnellate) e dei prodotti metallurgici (+39,4%; +64.793). Tra la categoria “merci in colli”, per le quali l’incremento è pari al 19,9% (+805.198 tonnellate), si evidenzia la crescita del 23,1% (+777.043 tonnellate per complessive 4.146.052 tonnellate) del traffico Ro/Ro e dell’5,1% (+33.695 tonnellate per complessive 690.503 tonnellate) delle merci in contenitori. Unico dato che fa segnare un segno meno è il traffico dei container, i T.E.U. che registrano un -12,8% (71.622, -10.519).  In netta ripresa anche il traffico passeggeri di linea che registra un aumento di oltre il 22.8% (+198.235) e un totale di 1.068.206 di passeggeri. Ugualmente in crescita, del 22,4% (+118.422), la categoria “automezzi” all’interno della quale si evidenzia un sostanziale incremento della sottocategoria “mezzi pesanti” (+27,8%; +26.942). Molto positivi i numeri riguardanti il traffico crocieristico con un totale di 301.257 crocieristi e un +65.1% (+118.790), trend ulteriormente in crescita per la fine del 2021 che farà registrare oltre 500.000 passeggeri nel porto di Civitavecchia.

Mare di Sardegna, bilancio di previsione 2022

Il bilancio di previsione 2022, approvato dal Comitato di Gestione, inverte definitivamente la tendenza negativa che ha contraddistinto il documento di programmazione finanziaria redatto nel 2020 – con oltre 10 milioni di euro di tagli per l’anno in corso – e proietta l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna verso una nuova stagione di ripresa. Previsioni per le entrate in risalita, quindi, sostenute dai segnali incoraggianti derivanti dai volumi delle merci, che, nei primi 9 mesi del 2021, hanno colmato totalmente – e in alcuni casi superato – il gap con il periodo pre-Covid; dall’andamento del traffico passeggeri che, rispetto al 2020, cresce del 32 per cento, pur rimanendo ancora leggermente in perdita rispetto al 2019; ma anche dal comparto crocieristico che, rispetto al quasi azzeramento dello scorso anno, è ripartito gradualmente con percentuali ben auspicanti per un ritorno alla normalità già dal 2022. Un anno, il prossimo, che dovrebbe anche vedere auspicabilmente definita la partita per l’assentimento in concessione del comparto contenitori del Porto Canale, sul quale continuano le interlocuzioni con diversi operatori internazionali. In dettaglio, le entrate stimate per il prossimo anno saranno pari a circa 254 milioni e 600 mila euro. Di queste, oltre 195 milioni di euro derivano da trasferimenti dello Stato, 170 dei quali grazie alla pronta risposta progettuale dell’AdSP al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che porta nelle casse dell’Ente circa 100 milioni per la realizzazione del Terminal Ro-Ro al Porto Canale e 70 milioni per l’elettrificazione delle banchine degli scali di Cagliari, Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres, Santa Teresa e Portovesme. Altri 25 milioni di finanziamenti statali saranno destinati a completamento di quanto già previsto per gli interventi sull’area portuale cagliaritana, per l’escavo dei fondali del canale di accesso e degli specchi acquei del golfo olbiese, per il completamento del porto industriale di Cocciani (Olbia) e per i dragaggi del porto commerciale portotorrese. In tale direzione, così come comunicato dal Presidente dell’AdSP all’Organismo di Partenariato e al Comitato di Gestione, ulteriori 30 milioni di euro sono stati stanziati anche per il neo acquisito porto di Arbatax. Di questi, 20 milioni verranno destinati alla sistemazione e al potenziamento della banchina traghetti, 2 milioni al completamento dell’illuminazione, 8 per la stazione marittima. Il totale degli investimenti infrastrutturali del sistema portuale sardo, si attesterà, quindi, complessivamente a quota 550 milioni di euro. Tra gli altri punti all’ordine del giorno – oltre all’aggiornamento del Programma Triennale delle Opere e dei Servizi, la definizione della circoscrizione demaniale portuale di Arbatax, le informative sulle concessioni demaniali – l’adesione dell’AdSP al Patto per la parità di genere, accordo a conclusione del progetto Women in Transport – the challenge for Italian Ports promosso da Assoporti. Obiettivo del Patto è quello di migliorare le condizioni di lavoro femminile in ambito portuale, valorizzare le attività svolte dalla componente rosa – che nell’Autorità di Sistema Portuale Sarda, è pari al 43 per cento del personale dipendente – e di definire politiche aziendali che coinvolgano tutti i livelli dell’organizzazione.

Mar Tirreno Centrale, approvato il DPSS

È stato adottato all’unanimità dal Comitato di gestione dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS) dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, di cui all’art.5 del L.84/94 e ss.mm.ii., strumento fondamentale per la definizione e l’indirizzo delle strategie gestionali dei Porti di Napoli, Salerno e Castellammare e di tutta la portualità e la logistica campana. Nel Documento di Pianificazione Strategica – che insieme ai Piani Regolatori Portuali dei singoli scali marittimi costituisce il Piano Regolatore di Sistema Portuale – vengono infatti pianificati gli obiettivi di sviluppo di medio/lungo periodo della portualità di Sistema, coerentemente con quanto stabilito dal Piano Nazionale dei Trasporti e della Logistica (PNTL), dalle direttive europee in tema di portualità e dal Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL). Le previsioni di sviluppo contenute nel DPSS sono state preliminarmente oggetto di un confronto partecipativo con tutte le componenti del sistema portuale riunite nell’Organismo di Partenariato Risorsa Mare ed hanno ottenuto il parere favorevole da parte delle Amministrazioni Comunali di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia. Spetta ora alla Regione Campania approvare il DPSS, entro 60 giorni, previa intesa con il Ministero per le Infrastrutture e le Mobilità Sostenibili (MIMS), sentita la Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale. Nella medesima seduta, il Comitato di Gestione ha approvato il bilancio di previsione del 2022 che nel mostrare forti segnali di ripresa, recepisce lo stanziamento previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per gli investimenti infrastrutturali da realizzare nei Porti di Napoli, Salerno e Castellammare.

Gateway Gioia Tauro, il si delle Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha dato la sua approvazione, con l’ammissione a registrazione della procedura di attuazione del Terminal intermodale di Gioia Tauro che dal mare all’entroterra assicurerà il passaggio diretto dei container nel mercato nazionale ed internazionale, tramite ferrovia. In linea con gli standard europei, l’infrastruttura occupa una superficie di 325 mila metri quadrati, con una lunghezza complessiva dei nuovi binari pari a 3.825 metri ed aste da 825 metri ciascuna, che consentono di fare partire convogli di lunghezza pari a 750 metri. Il giudizio positivo della Corte dei Conti, si aggiunge a quello, già ricevuto e altrettanto positivo, del Nucleo Verifica e Controllo dell’Agenzia per la Coesione Territoriale sui tempi di attuazione, adottati dall’AdSp dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, nella realizzazione del nuovo Terminal intermodale del porto di Gioia Tauro. Nel suo Report preliminare di verifica, l’Ente certificatore degli investimenti finanziati con risorse europee, ha parlato di “efficacia dei risultati” per come richiesto dal Piano Sud 2030. L’opera ha avuto un costo complessivo di 40 milioni di euro, di cui 20 milioni ammessi a finanziamento sui PON FERS Reti e Mobilità 2007/2013, di cui è titolare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Realizzata in project financing dall’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, rientra in un insieme di interventi inseriti nell’APQ “Polo logistico intermodale di Gioia Tauro”.

Tirreno Meridionale e Ionio, via libera al POT 2022-24

Guardano allo sviluppo dei cinque porti il Piano operativo triennale 2022/2024 e il Bilancio di previsione 2022 e il triennale 2022-2024 dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, votati all’unanimità dai membri del Comitato di Gestione, riunitosi in modalità virtuale. L’investimento triennale previsto per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria ammonta a circa 366 milioni di euro, organizzati nelle diverse annualità, in modo coerente con le finalità del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e con i cinque macro-obiettivi del “Piano nazionale Interventi complementari” al Pnrr. Al suo interno, gli investimenti legati ai progetti immediatamente cantierabili ammontano a circa 102 milioni di euro e prevedono l’acquisto del bacino di carenaggio e i collegati lavori di adeguamento della banchina per lo scalo di Gioia Tauro. Tra gli altri interventi, 18 milioni di euro sono stati destinati dal Ministero dell’Interno al progetto “Gioia Sicura” per la creazione di una piattaforma integrata di digitalizzazione e snellimento burocratico delle procedure amministrative in tutte le aree logistiche portuali e un complessivo sistema di video sorveglianza da destinare ai cinque porti. Tra le opere previste per il porto di Crotone, per un complessivo importo di 16,25 milioni di euro, sono stati programmati i lavori di rifiorimento della mantellata a sostegno dell’operatività del vecchio porto. Mentre, per migliorarne il ridosso in presenza di condizioni meteo avverse, è previsto il prolungamento del molo foraneo. Nella stessa annualità sono stati inseriti i lavori di riqualificazione ambientale e realizzazione di un centro polifunzionale nell’area Ex Sensi. Per un complessivo impegno finanziario di 15,8 milioni di euro, nel porto di Corigliano Calabro è stata programmata la realizzazione della banchina crocieristica, al fine di garantire allo scalo un maggiore sviluppo di settore, a cui si aggiungeranno gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Nello scalo di Vibo Valentia saranno avviati i lavori di manutenzione ordinaria delle aree portuali e di illuminazione, in attesa che si possa avere la gestione diretta, tramite la firma della convenzione con la Regione Calabria, dei 18 milioni di euro destinati ai lavori di “Risanamento e consolidamento delle banchine portuali Pola, Tripoli, Papandrea e Buccarelli”. Si tratta di due specifici interventi finanziati attraverso il Fondo Coesione e Sviluppo, che mirano, in primo luogo, alla messa in sicurezza delle banchine e, così, al ripristino della capacità operativa dell’intera infrastruttura portuale. A sostegno della crescita del porto di Taureana di Palmi sono stati destinati 4,5 milioni di euro per il completamento della banchina di riva.

Pnrr, 14 proposte progettuali Adsp mare Adriatico centrale

Energia verde, zero emissioni e smart grid per il rafforzamento delle reti di distribuzione dell’energia elettrica nei porti dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. Sono questi i tre filoni delle proposte progettuali presentate dall’Adsp in risposta al bando Green Ports 2021 del Ministero della Transizione ecologica, destinato agli interventi di sostenibilità ambientale nei porti e collegato al Piano nazionale di resistenza e resilienza. Sono 14 le proposte per progetti che interessano gli scali di competenza per un investimento complessivo 35,9 milioni. Il bando prevede il finanziamento di interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti del centro e nord Italia con una dotazione complessiva di 270 milioni. Risorse e opportunità sulle quali l’Autorità di sistema portuale continua a lavorare per candidare le progettualità necessarie a inserire a pieno Ancona e gli altri porti del mare adriatico centrale nella transizione verde definita dal Green Deal europeo. Alle risorse Green Ports del Pnrr, si affiancheranno gli 11 milioni di euro già assegnati ad agosto all’Adsp del Mare Adriatico centrale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili per la realizzazione degli interventi di cold ironing nel sistema portuale.

Ravenna, crescita traffici nei primi nove mesi

Il Porto di Ravenna nei primi nove mesi del 2021 ha registrato una movimentazione complessiva di 19.999.018 tonnellate, in crescita non solo del 22,0% (oltre 3,6 milioni di tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2020, ma anche superiore del 2,5% ai volumi complessivi del 2019, con andamento che rafforza il trend positivo degli ultimi mesi e il superamento dei volumi ante pandemia. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 17.143.313 tonnellate (+25,4% sul 2020 e +2,9% sul 2019) e a 2.855.705 tonnellate (+4,6% sul 2020 e -0,1% sul 2019). A tutto settembre 2021 il numero di toccate delle navi è stato pari a 2.026, con una crescita del 16,8% (291 navi in più) rispetto ai primi nove mesi del 2020, e 45 toccate in più rispetto alle 1.981 del 2019. In particolare, nel mese di settembre 2021 sono state movimentate complessivamente 2.265.656 tonnellate, in aumento del 16,8% rispetto al mese di settembre 2020 e in aumento del 13,1% rispetto al mese di settembre 2019.

Trieste, pubblicato il bando per l’infrastruttura ferroviaria

È stato pubblicato il bando di gara per la prima fase dei lavori di potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria all’interno del porto di Trieste, in attuazione degli accordi previsti nel protocollo del 2019 fra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). In questa occasione la prima committente e la seconda soggetto tecnico. La gara è stata avviata una volta completata la progettazione definitiva dell’intervento, del valore di oltre 20,5 milioni di euro, finanziati dal mutuo che l’Autorità di Sistema ha contratto con la BEI e dai fondi concessi dal programma CEF con il progetto TriesteRailPort. L’intervento avrà una durata stimata di circa tre anni e mezzo e prevede il completo rifacimento dei binari e degli scambi con una configurazione più funzionale alle necessità degli operatori portuali, nonché l’installazione di sistemi di comando e controllo e di telefonia secondo gli standard di RFI. Sono previste anche modifiche della viabilità interna al porto, per agevolare l’eventuale accesso di mezzi di soccorso, e al binario per la gestione delle merci pericolose. Il tutto consentirà di ridurre i tempi di manovra da e per i terminal, elevando la produttività del sistema portuale e aumentandone ulteriormente la competitività a livello internazionale.

Venezia guiderà il NAPA per un altro semestre

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha ospitato la prima assemblea generale – post Covid 19 – dell’Associazione NAPA (North Adriatic Port Association), che raduna i Porti di Venezia e Chioggia, i Porti di Trieste e Monfalcone, il Porto di Ravenna, il Porto sloveno di Koper (Capodistria) e il Porto croato di Rijeka (Fiume). La riunione è stata preceduta della visita della Coordinatrice Europea del Corridoio TEN-T Baltico-Adriatico, Mrs. Anne Jensen, a conferma del rinnovato interesse della Commissione Europea per il sistema portuale-logistico dell’Alto Adriatico. La Coordinatrice, nel corso della visita, alla presenza della Regione del Veneto, ha apprezzato la dinamicità del sistema portuale veneto, elemento imprescindibile per il sistema logistico veneto integrato, con l’aeroporto “core” di Venezia e gli interporti “core” di Padova e Verona. I rappresentanti dei Porti riuniti nell’associazione, presieduta e coordinata dall’AdSP MAS fino alla fine dell’anno, hanno confermato la volontà di proseguire e rilanciare il reciproco impegno lungo la rotta della cooperazione e del rafforzamento della collaborazione internazionale con l’obiettivo di far valere la rilevanza di strategie e progetti comuni soprattutto in sede europea alla luce delle mutate condizioni economiche e delle complessità che hanno interessato gli ecosistemi portuali negli ultimi due anni. Durante l’incontro, i porti Napa hanno accolto favorevolmente la proposta del Presidente dell’AdSP MAS di mantenere a Venezia la presidenza dell’associazione anche per il primo semestre 2022 in considerazione del rallentamento dei lavori determinato dalla pandemia.

Adriatico settentrionale, crescono i traffici

Nel terzo trimestre 2021 prosegue il trend di crescita, già mostrato nei mesi precedenti dell’anno, per i traffici in entrata e in uscita dal porto di Venezia. Lo scalo lagunare registra una movimentazione merci di 17.945.166 tonnellate mostrando un aumento del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2020 (gennaio –settembre 2020), anno segnato dalla pandemia. A fare la parte del leone, anche nel terzo trimestre, è il settore commerciale che cresce rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 15,4% (+10.892.600 tonnellate) vede un aumento importante delle rinfuse solide (+ 31,7% con 4.776.253 tonnellate) transitate. Per quanto riguarda il settore container va rilevato un maggior equilibrio tra container pieni movimentati in import ed in export. La differenza, da sempre a favore dell’export, si è ridotta generando una minor necessità di import di container vuoti. Questa dinamica influenza in modo significativo i risultati ottenuti anche se da un punto di vista di sostenibilità del settore è meno preoccupante. Nei primi nove mesi del 2021 infatti, nonostante si sia registrato un calo delle movimentazioni di container pari al 4,1%, i container pieni rimangono in linea con il livello dello stesso periodo dello scorso anno (-0,9% TEU) mentre i vuoti calano significativamente (-11,3% TEU). Grazie al parziale recupero della programmazione e alle soluzioni individuate per gli approdi provvisori, da gennaio a settembre 2021 il numero de crocieristi è stato pari a 22.351 (per un totale di 38 navi da crociera), con un aumento di 16.698 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il numero dei passeggeri dei traghetti è stato pari a 43.863. Con 793.229 tonnellate, il porto di Chioggia vede, nel terzo trimestre, un aumento del 23,5% dei traffici rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Confrontando i dati su base annuale (ottobre 2020-settembre 2021 e ottobre 2019-settembre 2020), lo scalo clodiense conosce una crescita che si attesta sul 5,7%. Il general cargo continua a confermarsi settore trainante con un aumento di 69.305 tonnellate (+45,4%) seguito dalle rinfuse solide (+76.516 tonnellate; +15,6%) con minerali, cementi e calci in aumento del 41%.

Aumentano i pescaggi a Venezia e Chioggia

Nuovi pescaggi per i porti di Venezia e Chioggia. La Capitaneria di Porto, con propria ordinanza ha infatti ufficializzato, rivedendole al rialzo, le quote di pescaggio utile per le unità nautiche in arrivo e partenza da entrambi gli scali lagunari. Più in particolare, per quel che concerne il Canale Malamocco-Marghera, con l’ordinanza n°99 della Capitaneria di Porto di Venezia, i nuovi pescaggi sono stati riportati a 11.50 metri (rispetto ai 10.50 metri fissati nel 2018) per navi di lunghezza massima pari a 230 metri (per navi tra i 301 metri e i 335 metri il pescaggio massimo è stato fissato a 10,50 metri). Per quel che concerne invece lo scalo clodiense, con l’ordinanza n° 61 della Capitaneria di Porto di Chioggia, i nuovi pescaggi sono stati portati, per gli accosti dello scalo “Val da Rio”, fra i 6.5 metri e i 7 metri mentre, per gli accosti dello scalo “Saloni”-canal Lombardo esterno (C1-C6), i pescaggi massimi consentiti sono pari ai 7 metri. L’aumento dei pescaggi è stato reso possibile a seguito di un progressivo lavoro di manutenzione dei canali portuali volti a migliorare l’accessibilità nautica. Gli interventi sul Canale Malamocco-Marghera, effettuati a partire dal 2019 e in parte tutt’ora in esecuzione, hanno infatti permesso di rimuovere circa 1.000.000 di metri cubi di sedimenti (di cui, sulla base del Protocollo Fanghi del 1993, circa 150.000 metri cubi classificati come “A” e utilizzati per interventi di ripristino morfologico mediante refluimento in barena, mentre i restanti, classificati come “B” sono stati conferiti presso l’Isola delle Tresse) nei tratto che va dal Bacino di evoluzione n°3 a Fusina e fino al “curvone” di San Leonardo per un investimento complessivo di circa 18.4 milioni di euro. Per quel che riguarda lo scalo di Chioggia invece, gli escavi manutentivi hanno permesso di rimuovere complessivamente circa 45.000 metri cubi di sedimenti (tutti classificati come “B” sulla base del Protocollo Fanghi del 1993 e quindi conferiti presso l’Isola delle Tresse) per un investimento complessivo dell’intervento di circa 990.000 euro.