Dal ponte mobile della Darsena di Savona il profilo delle navi da crociera si staglia alto, gareggiando con lo skyline della zona. Da qui si può intravvedere nettamente la fila dei crocieristi appena sbarcati a terra. Lunga, ordinata, scandita dai ritmi delle operazioni di controllo. L’immagine stessa delle crociere al tempo del Covid. La dimostrazione della volontà e della capacità di andare avanti nonostante le difficoltà. 


Proprio dal Palacrociere la decima edizione di Italian Cruise Day, il forum annuale ideato e organizzato da Risposte Turismo, ha allineato i principali protagonisti del comparto per interrogarsi sul futuro e fare il punto sulle prossime sfide da affrontare. 


Simbolo stesso di una fase della globalizzazione incentrata su scalabilità, gigantismo e libertà assoluta di movimento e chiusa simbolicamente con la pandemia, l’industria delle crociere sta già facendo i conti con la sua versione 2.0, incentrata già su alcuni concetti chiave innovativi: maggiore prossimità con i territori, nuovi servizi a tecnologia avanzata, rispetto per l’ambiente. 


Il sentiment, rispetto all’attività svolta per il 2021, è positivo. Anche se pesa ancora l’effetto dell’annus horribilis 2020. 


Quasi sei milioni (5,98 per la precisione) di passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti), + 118% sulle stime già positive di chiusura 2021, e circa 3.000 toccate nave (+102%). Queste le cifre che emergono dal Italian Cruise Watch, il report di ricerca a cura di Risposte Turismo che analizza i dati di traffico, i trend di mercato e altre informazioni rilevanti per la cruise industry. 


Frutto della proiezione effettuata sulle previsioni di 42 porti crocieristici italiani (rappresentativi del 73% del traffico nazionale in movimento passeggeri e del 70% delle toccate nave sul totale Italia), lo studio tiene conto di altri fattori capaci di incidere sulle stime di traffico nel medio periodo, tra cui i possibili cambi negli itinerari delle navi durante la stagione, le condizioni meteomarine e l’occupazione media attesa delle navi.


Nel dettaglio dei singoli porti, Civitavecchia si confermerà ancora una volta nella classifica degli scali crocieristici del Paese con 1,5 milioni di passeggeri movimentati (+175% sulle stime di chiusura 2021). Alle sue spalle, in forte recupero, Napoli, che dovrebbe tornare a superare il milione di crocieristi movimentati, seguito da Genova e La Spezia che, con circa 750.000 crocieristi ciascuno, si contenderanno il terzo gradino del podio. Considerando inoltre il traffico crocieristico atteso nel 2022 nel porto di Savona e negli altri porti liguri, la Liguria dovrebbe tornare a superare i due milioni di crocieristici movimentati nei propri scali (2,1 milioni, risultato vicino ai valori pre-pandemici).
«Se confermata, la previsione del traffico crocieristico 2022 consentirebbe di riportare il livello di traffico crocieristico in Italia ai valori del 2006, dopo la discesa del 2020 e la risalita ai risultati del 2001 attesa a fine 2021,» spiega Francesco di Cesare, Presidente di RT. «Questi recuperi, se da un lato testimoniano la capacità della crocieristica di rilanciarsi, dall’altro non possono nascondere l’entità del valore assoluto, ancora decisamente distante dal record storico del 2019. Ci vorrà ancora del tempo prima che le dinamiche e, con esse, i numeri, tornino ai livelli pre-pandemici». 


Per quanto riguarda l’analisi della portualità crocieristica, Risposte Turismo ha mappato 48 strutture terminalistiche attualmente dedicate alla gestione della movimentazione dei crocieristi, valore che salirà a 50 il prossimo anno con l’entrata in funzione delle nuove stazioni di Taranto e di Porto Empedocle. Inoltre, i porti che attualmente hanno a disposizione il maggior numero di banchine dedicate al traffico crocieristico sono Civitavecchia (9), seguito da Napoli (5) e dal trio Genova, Trieste e Catania con 4. In merito agli itinerari e agli scali scelti dalle compagnie, a fine 2021 il porto leader per varietà di portafoglio clienti sarà Palermo (in cui scaleranno oltre il 50% delle compagnie crocieristiche operative in Italia il prossimo anno) grazie alla sua posizione geografica che facilita gli inserimenti negli itinerari tra Mediterraneo orientale e occidentale, di poco davanti a Civitavecchia (che verrà scelta dal 47% delle compagnie che toccano i porti italiani) e Napoli (39%). 


Per recuperare il tempo perduto il settore potrà in parte fare conto sulle misure strutturali messe a disposizione del governo: 2,4 miliardi del Recovdry Plan che «con un’agevole leva finanziaria – sottolinea il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia – salgono a quasi 7 miliardi di risorse destinati ad ammodernare le strutture ricettive di tutti i livelli; con ricadute positive, quindi, anche per il settore croceristico». 


Risorse che dovranno essere impiegate per intercettare, innanzitutto, le nuove richieste verso un turismo che si profila più consapevole sotto l’aspetto ambientale e voglioso di confrontarsi in modo diretto con le comunità ospitanti. 


«Non basta più solo la dotazione storico – culturale» avverte Valeria Mangiarotti, Senior Vice President di MedCrusie. «Il settore deve puntare su protocolli ispirati a best practices. Ecopnomy, Social, Enviroment sono i pilastri su cui basare la nuova offerta». 


Sotto questo aspetto, pienamente confermato dagli interventi susseguitisi nelle varie tavole rotonde, un primo importante cambiamento di registro riguarderà la filosofia stessa con cui saranno pensate le nuove navi, al centro di uno specifico focus del Cruise Watch. 


Le flotte di domani, accanto alle grandi navi da oltre 100.000 tonnellate di stazza e larghe oltre 60 metri, saranno affiancate da una quota consistente di unità cosiddette “small ships”: una nave su cinque (21,6%) sarà infatti inferiore alle 20.000 tonnellate per intercettare sempre meglio le esigenze dei crocieristi. Inoltre, sempre più spazio verrà riservato alle attività outdoor e, per quanto riguarda gli interni, si assisterà ad un maggiore ricorso a spazi multimodali e ad aree comuni dalle molteplici funzionalità, in grado di adattarsi a diverse necessità a seconda del momento della giornata. Navi dall’estetica geometricamente complessa ma più snella e visivamente più semplice e con una forte attenzione al risparmio energetico e al rispetto dell’ambiente, attraverso un utilizzo più consistente di pannelli solari e altri dispositivi per la produzione di energia rinnovabile come, ad esempio, turbine eoliche.


«Le nuove navi rappresenteranno il prototipo dell’economia circolare: vere e proprie smart city galleggianti che possono rappresentare un esempio delle tecnologie da applicare anche per le città» sintetizza Rossella Carrara, Vice presidente Corporate Relation and Sustanibility di Costa Crociere. «La grande discontinuità che stiamo vivendo può darci l’occasione per fermarci e ripensarci. Le misure finanziarie messe a disposizione per l’innovazione possono rappresentare un’occasione per sostenere il calo delle risorse registrate dalle compagnie».  


Ma la sfida del cambiamento si giocherà anche a terra con uno scenario modificato anche per quanto concerne il tipo di programmazione da parte di territori e istituzioni. Un invito a ripensarne i contenuti è venuto dal presidente dell’AdSP dello Stretto, Mario Mega, secondo cui «vanno ben studiate le dinamiche delle compagnie». «Sul tema della sostenibilità non ci si può fermare alle banchine. In mancanza di un dialogo con il territorio anche questo obiettivo rischia di creare tensioni che possono far saltare rapporti consolidati di accoglienza». 


Anche per questo in alcuni interventi è stato evidenziato la presenza di un gap comunicativo, ancora tutto da colmare, circa il reale impatto che una nave da crociera produce rispetto ad altri tipologie di turismo. Messa spesso sotto accusa per un modello di sfruttamento intensivo dei territori l’industria crocieristica è alla continua ricerca di soluzioni innovative (dall’uso del GNL per l’abbattimento delle emissioni all’uso delle tecnologie digitali per conseguire una sempre maggiore efficienza operativa) spesso poco pubblicizzate presso il grande pubblico. 


«Rispetto ai nostri 4mila ospiti, quanto pesa sugli equilibri di una città l’attività di 2mila, 2mila cinquecento nuclei familiari che magari si spostano in auto e vanno in strutture ricettive non adeguate?» si chiede Leonardo Massa, Country Manager di MSC Crociere.

Giovanni Grande