La comunità internazionale ha assistito ad un importante appuntamento per gli operatori delle stazioni marine, i ricercatori scientifici e i soggetti economici legati alla valorizzazione della blue economy. Dal 17 al 19 novembre 2021, in modalità digitale, si è svolto il Congresso Mondiale delle Stazioni Marine. Il Congresso mondiale delle Stazioni Marine (WCMS) ha riunito i responsabili delle stazioni marittime e delle reti internazionali legati a tali strutture per analizzare e dibattere sul futuro del mare e sull’implementazione delle iniziative intraprese per il Decennio delle Nazioni Unite sulla scienza oceanica e per lo sviluppo sostenibile. Il focus chiave al centro del dibattito internazionale è stato incentrato sulla tematica della costituzione e sulla effettiva operatività di una World Association of Marine Stations (WAMS) per raccogliere le novità provenienti delle stazioni marine di tutto il mondo e incidere, insieme, sulle future scelte in tema di sostenibilità e innovazione per gli operatori del settore. Attualmente, si stima che circa un migliaio di laboratori e istituti oceanici siano ubicati in tutto il mondo. Questi laboratori stanno implementando proposte per arginare i danni climatici e sviluppare ulteriore ricerca scientifica sulle opportunità occupazionali della blue economy e sulla tutela della biodiversità marina. Tuttavia, ciò che è emerso dai lavori è la poca conoscenza da parte dell’opinione pubblica del ruolo di tali istituzioni e la non promozione del potenziale che proviene dalle ricerche condotte. 


Gli operatori chiedono una migliore identificazione delle priorità da intraprendere, una maggiore capacità di coordinamento su focus prioritari, tra i quali, l’istruzione e la formazione, la conoscenza scientifica e la comunicazione con i cittadini, la ricerca interdisciplinare, il monitoraggio e le osservazioni e lungo termine. Una rete globale per fornire alla comunità scientifica internazionale una voce comune sulle questioni relative alla ricerca marina e alle politiche per il mare, senza sottovalutare l’importanza di una risposta globale e integrata agli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini, sul monitoraggio e la tutela delle risorse provenienti dal mare e dagli oceani. L’iniziativa della World Association of Marine Stations (WAMS) risale al 2008, quando una delegazione della rete European Network of Marine Stations ha incontrato i rappresentanti del CIO-UNESCO per discutere sul futuro del mare e delle sue potenzialità. La prima riunione internazionale della rete WAMS si è svolta il 13 e 14 aprile 2010 con la partecipazione dei rappresentanti di numerose organizzazioni tra cui la National Association of Marine Laboratories degli Stati Uniti (NAML), la Rete marina tropicale (TMN), il Sistema di osservazione globale dell’oceano dell’Africa (GOOS), l’Associazione giapponese per la biologia marina (JAMBIO), il CIO-UNESCO, il MAB-UNESCO, l’Associazione dei Laboratori Marini dei Caraibi, il Comitato Scientifico per la Ricerca Oceanica (SCOR) e il Partenariato per l’Osservazione degli Oceani (POGO). 


Questo importantissimo incontro internazionale approvò all’unanimità la creazione della rete WAMS, formalmente istituita nel corso dell’anno 2010. D’altronde, la tematica della tutela del mare, degli oceani e delle stazioni marine è particolarmente importante se legata ad una progettualità integrata attorno al Decennio della Scienza Oceanica per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (2021-2030). Tale coordinamento ha rinnovato l’interesse per le stazioni marine sottolineando le preziose opportunità che possono provenire dalla sinergia comune della ricerca scientifica, dal monitoraggio delle acque, dalla tutela del patrimonio liquido e dalle opportunità economiche relative al mare e agli oceani. Inoltre, risulta importante sviluppare all’interno di un medesimo scalo portuale e in presenza di adeguate condizioni di mercato, più strutture dedite all’accoglienza dei passeggeri che sappiano indicare le nuove proposte provenienti dal mondo del mare e informare, aggiornare ed istruire al rispetto del mare e delle sue infinite potenzialità.

Domenico Letizia