Prospettive di sviluppo del porto di Genova, riqualificazione e valorizzazione del waterfront, ambiente e sostenibilità dell’ecosistema marittimo, sport nautici, turismo, start up e percorsi professionali del settore: un mare di opportunità nella quarta edizione del Blue Economy Summit (https://www.besummit.it/). La manifestazione nazionale, interamente dedicata alle grandi opportunità di crescita per i territori derivanti dal mare e dalle industrie che vi gravitano attorno, si è svolta a Genova dal 13 al 16 ottobre 2021, in presenza e in live streaming.

“Il Blue economy summit – spiega Francesco Maresca, assessore allo Sviluppo economico portuale e logistico del Comune di Genova – ha chiuso in bellezza questo mese di iniziative legate al mare. L’evento ha presentato la grande novità del Blue Street che ha accompagnato i visitatori, nel cuore del centro storico, in un viaggio nella blue economy, arte, spettacoli e soprattutto alla scoperta delle nostre start up, che stanno crescendo all’interno del Blue district. Genova sta crescendo grazie alle opere come il Waterfront, ma crescerà soprattutto grazie all’economia legata al porto, con interventi di sburocratizzazione oltre che alle infrastrutture”.

Sei le tematiche affrontate nelle varie sessioni congressuali fondamentali per la crescita di Genova e più in generale per le città a vocazione marittima. Dal progetto del Waterfront di Levante, ideato e donato alla città dall’architetto Renzo Piano e che sta cambiando il volto dell’ex Fiera di Genova (entro il 2023 restituirà un nuovo affaccio marittimo alla città creando un quartiere vivo, rigenerato e fruibile per tutti i cittadini, connesso al tessuto urbano da percorsi pedonali e ciclabili) alla riqualificazione dell’ex silos granario Hennebique che è una testimonianza pionieristica e sorprendente della presenza Art Déco in città, sono diverse i temi affrontati in questa edizione del Blue Economy Summit.

Grandi opere ma anche progetti innovativi come: il Genova Ocean Agorà (GOA), nato con l’obiettivo di realizzare a Genova un reef artificiale - primo di una possibile serie - entro il 2022 e il Water bike Genoa ideato da una squadra dell’Università di Genova. Il team ha progettato un mezzo concepito come una canoa con profili alari e un’elica che consente di farla planare sull’acqua. In modalità turistica il mezzo permetterà la pedalata assistita, in quella race è pensata per lo sport agonistico e dilettantistico. Gli ideatori hanno anche pensato a una “pista ciclabile blu” da Genova a San Fruttuoso e Portofino lungo la costa.

Con una prima sessione dedicata alle "Prospettive di sviluppo del Porto di Genova", si è aperto il 13 ottobre scorso il Summit. Dopo i saluti di benvenuto di Francesco Maresca, assessore allo Sviluppo Economico Portuale del Comune di Genova, è intervenuto Giovanni Stella, comandante in seconda del Porto di Genova, sottolineando la necessità di lavorare tutti assieme per incrementare i traffici dell'attuale porto di Genova in previsione dello spostamento della diga foranea. “Lavoreremo perché non si creino intoppi ai traffici durante la realizzazione dell'opera. Occorre potenziare non solo il lato mare, ma anche ciò che c'è dietro il porto: il fattore tempo è fondamentale per la competitività di un porto”  ha aggiunto Stella. Dello stesso avviso Giampaolo Botta, direttore di Spediporto, che ha presentato il progetto di green logistic valley per la val Polcevera che consente di utilizzare al meglio oltre 2 milioni di mq di terreni. “Sono porzioni di territorio inseriti in un contesto ideale tra porto e terzo valico, e includono le aree più depresse a livello di disoccupazione e descolarizzazione” specifica Botta.

 

“Genova di fatto è una città laboratorio, e la risoluzione del rapporto tra porto e città deve essere un tema di ricerca, sviluppo e progettualità” ha sottolineato Riccardo Miselli, presidente dell’Ordine degli Architetti di Genova nell’introdurre la seconda sessione della giornata dedicata al tema della riqualificazione e valorizzazione del Waterfront delle aree portuali e della costa. “Occorre trasformare un’apparente criticità in una risorsa e opportunità che, quando si parla di lungomare, si può tradurre in qualità dell’ambiente, del lavoro e del tempo libero”. Il più grande parco cittadino, canali, 2.000 posti auto, zone a uso misto commerciale e produttivo, ma soprattutto la restituzione alla città di un'area che promette di diventare fortemente attrattiva, entro il 2024. È il futuro waterfront di Levante, di cui ha parlato al Blue Economy Summit, l’assessore al Bilancio e Lavori Pubblici del Comune di Genova, Pietro Piciocchi. “Un progetto da 300 milioni di euro, parte dei quali di provenienza privata, che nasce prima del recovery plan e procede con ritmi veloci in città. Il nostro obiettivo - ha spiegato Piciocchi - è il completamento dell'opera nel 2024. Desideriamo creare il più grande distretto della nautica del Mediterraneo, un punto di riferimento che sia attrattivo anche di interessi e ulteriori investimenti”.

Oggi la nautica professionale genovese è riunita nell'associazione Genova for Yachting, che racchiude oltre 50 realtà nei settori di servizi, marina, cantieri e tecnologie. Alberto Amico di Amico & Co ha spiegato come la presenza degli yacht a Genova non sia solo una scommessa vinta, ma una ricchezza per la città: “Grazie al progetto Genova superyacht hub siamo diventati non solo un centro per la cantieristica, ma per tutte le attività legate agli yacht” afferma Amico. Sono 51 i milioni di investimento messi sul territorio negli ultimi 7 anni”.

Ambiente e sostenibilità del sistema marittimo sono stati i protagonisti della seconda giornata del Blue Economy Summit. “Il tema della salubrità del mare e delle acque è fondamentale e nel corso degli anni sono stati fatti passi avanti grazie alla costruzione di depuratori” ha sottolineato l’assessore all'Ambiente del Comune di Genova Matteo Campora. La sessione ha esplorato i progetti sulla salvaguardia del mare toccando anche l’impegno delle compagnie di navigazione.  “Siamo stati i primi al mondo a introdurre la propulsione a gas naturale liquefatto nelle navi da crociera – ha raccontato Davide Triacca, direttore sostenibilità di Costa Crociere - La nostra prospettiva al 2040-2050 è di andare a operare a zero emissioni”. L'impegno ambientale riguarda anche la vita di bordo e l'economia circolare: il 100% di rifiuti viene gestito, trattato e differenziato. Il vetro viene inviato a riciclo spinto e da oltre 10 anni la compagnia si impegna per la riduzione dell'utilizzo della plastica a bordo. Impegno nell’utilizzo di nuove  tecnologie e combustibili alternativi per raggiungere emissioni zero in Co2 entro il 2050 anche da parte del Gruppo Grimaldi. Tra i temi toccati, anche l'elettrificazione delle banchine, come soluzione vincente ed efficace, secondo Daniele Guarnaccia, Business Development di CETENA - per l'abbattimento delle principali emissioni nocive delle navi in porto.

Nei pannel successivi, riflettori puntati sugli sport nautici e sulle attività di divertimento e relax legate all’accesso al mondo acquatico e, successivamente, si è parlato del rilancio del turismo che viene dal mare e per il mare con una sessione dedicata. “Siamo la prima regione per reddito pro-capite prodotto dalla blue economy – ha commentato Giovanni Toti Presidente della Regione - La Liguria è anche la sintesi del turismo inteso come ramo dell'economia del mare; siamo una Regione che può giocare un ruolo di punta in questo settore perché mettiamo insieme produzione, diporto, ospitalità, crociere. Gli investimenti introdotti sono giganteschi e coinvolgono tutta la Regione e le sue infrastrutture. Credo serva un Ministero del Mare, che recuperi competenze che ora sono sparse, ma serve anche valorizzare e garantire autonomia ai territori che ospitano i porti più importanti".

L’ultima giornata è stata dedicata a innovazione e opportunità lavorative con la sessione Start up, open innovation e percorsi professionali del settore della Blue Economy: un mare di opportunità e modelli di sviluppo. Quali sono i protagonisti del sostegno all’innovazione nel mondo del marittimo e dello shipping? Perché l’Italia è indietro e cosa si sta facendo per recuperare? Venture Capital, acceleratori, incubatori, sono alcuni degli strumenti adatti che funzionano già bene in diversi Paesi. La sessione ha esplorato questi temi, cercando di dare risposte immediate e offrendo una panoramica dell’esistente.

Il Blue Economy Summit è promosso dal Comune di Genova - Assessorato allo sviluppo economico portuale e logistico, assieme alla Direzione Sviluppo Economico - Progetti d’Innovazione del Comune e organizzato da Clickutility Team assieme al Job Centre.

Red.Mar.