“La navigazione guida il commercio mondiale e ciò semplicemente non avviene senza i marittimi. Mentre le sfide dell'automazione e della digitalizzazione - per non parlare della decarbonizzazione - guideranno il cambiamento nel trasporto marittimo, avremo sempre bisogno di marittimi ben formati e motivati. Dobbiamo garantire una diversità e forza lavoro esperta per le navi del ventunesimo secolo e oltre”. (Kitack Lim, Segretario Generale IMO)

“I lavoratori dei trasporti hanno mantenuto in movimento le catene di approvvigionamento e le persone del mondo nonostante la negligenza dei leader mondiali. Hanno lavorato attraverso chiusure delle frontiere, l’incapacità di tornare a casa, la difficoltà di accedere all'assistenza sanitaria, i requisiti di quarantena restrittivi e la completa incertezza derivante dall'inettitudine dei governi. Francamente, ne hanno avuto abbastanza. È giunto il momento che i capi di governo rispondano alle esigenze di questi lavoratori, perché saranno altri i responsabili del collasso delle catene di approvvigionamento e delle morti e sofferenze inutili di lavoratori e cittadini”. (Stephen Cotton, Segretario generale ITF)

“Parlare costa poco mentre è difficile agire. Quindi, la nostra offerta net zero stabilisce il "come" e il "cosa" per la decarbonizzazione del trasporto marittimo entro il 2050. Stiamo dicendo ai governi che se vogliono davvero raggiungere lo zero netto, devono passare da impegni vuoti ad azioni tangibili. Un’ambizione di zero emissioni nette di carbonio è raggiungibile entro il 2050. Ma solo a condizione che i governi prendano le decisioni poco glamour ma urgenti e necessarie per gestire questo processo all'interno di un quadro normativo globale”. (Esben Poulsson, Presidente ICS)

“Vogliamo che il petrolio e il gas dell’Artico rimangano nel terreno e cercheremo di ottenere una moratoria internazionale a riguardo. La regione artica si sta riscaldando tre volte più velocemente rispetto al resto del pianeta. Lo scioglimento del ghiaccio e del permafrost accelerano ulteriormente il cambiamento climatico e hanno enormi effetti a catena, non si può attendere ulteriormente. L’Ue è impegnata a rendere l'Artico sicuro, stabile, sostenibile e prospero garantendo un forte legame tra la nostra politica climatica, il Green Deal europeo e la sua dimensione di economia blu”. (Virginijus Sinkevicius, Commissario Ue per l’Ambiente)

“Tra gli obiettivi del PNRR c’è quello di assicurare il recupero del divario infrastrutturale tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale, anche infra-regionali, nonché di garantire analoghi livelli essenziali di infrastrutturazione e dei servizi a essi connessi. Il 50% dei 40 miliardi di euro dei progetti del Mims finanziati dal Next Generation EU (NGEU), va alle regioni del Mezzogiorno; tale percentuale sale al 63% se si considerano unicamente le nuove risorse. Per il Piano Complementare (circa 10 miliardi di euro) la percentuale di risorse destinate alle regioni del Mezzogiorno è pari al 91%”. (Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili)

“La mobilità sostenibile non dipende solo da noi, ma dalle scelte delle comunità presso le quali anche noi operiamo. Tant’è vero che l’alimentazione a LNG della nostra Elio è stata di fatto inibita da scelte a noi estranee. Mi riferisco all’annosa questione del deposito di Lng che avevamo chiesto di costruire e che sarebbe stato anche a servizio dei tir, che sempre più numerosi sono alimentati da motori bi-fuel. Una richiesta ancora ferma al palo. Noi comunque non ci fermiamo. Da parte nostra prevediamo 200 milioni di investimenti per navi a gas, bio metano e a propulsione interamente elettrica con, nel mirino, l'utilizzo di altre soluzioni ancor più ecocompatibili”. (Lorenzo Matacena, Ad Caronte e Tourist)

“Con i cambiamenti climatici gli eventi estremi stanno diventando più frequenti e questo ha un impatto sui trasporti marittimi e sulla progettazione delle strutture marittime perché le onde le prende una nave ma anche un porto. Si stanno aprendo scenari nuovi anche dal punto di vista assicurativo perché una serie di cose che prima non erano coperte, adesso che sono più frequenti potrebbero esserlo. Senza contare che ci sono aspetti legali che fino a 10 anni fa non venivano considerati mentre ora sono preponderanti: i problemi e i soldi in gioco sono talmente tanti che le navi vanno avanti anche con gli avvocati”. (Alberto Moroso, Presidente Atena)

All’interno di alcuni porti, in realtà complesse come ad esempio Genova e Livorno, ci sono situazioni per cui alcune imprese terminalistiche hanno un accesso all’infrastruttura ferroviaria più semplice di altre. Si tratta di un punto di criticità. Deve passare il concetto che il parco ferroviario in porto è una infrastruttura essenziale che non può essere di pertinenza o nella disponibilità esclusiva di un determinato soggetto che la mette a disposizione. Questo altera non solo gli equilibri concorrenziali ma anche le dinamiche stesse del trasporto poiché l’armatore deve essere libero e ha il diritto di accesso secondo determinate modalità di costo, efficienza e per certi versi di controllo. (Alberto Rossi, Segretario Generale Assarmatori)  

“Creare un vero e proprio ecosistema digitale, un ambiente in cui l’intera supply chain sia valorizzata in un approccio end2end, consente da un lato di portare in chiaro i rapporti fra i diversi attori del settore e dall’altro di fornire a chi spedisce la merce e a chi la riceve un fondamentale servizio di tracciamento e di localizzazione – a tendere – del singolo collo. Un passo ormai ineludibile verso il Logistic as a Service e il Physical Internet di cui tutti gli attori chiave di questo settore beneficeranno”. (Massimo Marciani, Presidente del Freight Leaders Council)

“Per l’introduzione dell’idrogeno nel settore dei trasporti ci sono finanziamenti a disposizione. Inoltre la possibilità di autoprodurre l’idrogeno, ad esempio dall’acqua, anche quella reflua dalle lavorazioni industriali, sgancerebbe parte dell’approvvigionamento dalle logiche finanziarie internazionali che fanno fluttuare i prezzi e permetterebbe di risparmiare sulla bolletta energetica che l’Italia paga ai fornitori esteri”. (Marco Spinedi, presidente dell’Interporto di Bologna)

“Il ‘Lavoro Portuale’ si difende con le battaglie contro la disapplicazione della legge speciale n.84/94 e di quelle relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Si difende nel respingere i continui tentativi di autoproduzione delle operazioni portuali da parte delle società armatoriali. Si difende combattendo l'oligopolio delle shipping lines che vogliono integrarsi verticalmente e orizzontalmente nei porti italiani andando a erodere la “specialità” del lavoro portuale e dei servizi tecnico-nautici, e si difende contro la volontà di deregolamentare selvaggiamente il mercato regolato portuale creando dumping tariffario e sociale”. (Luca Grilli, Presidente Ancip)