Il disequilibrio tra domanda e offerta nel mondo del lavoro marittimo permane. Entro i prossimi cinque anni bisognerà reclutare ulteriori 89.510 ufficiali certificati STWC. Il richiamo a incrementare significativamente i livelli di formazione e di occupazione per l’industria dello shipping arriva dalla nuova edizione del Seafarer Workforce Report pubblicato da BIMCO e International Chamber of Shipping. La pubblicazione, precedentemente conosciuta come Manpower Report, è considerata uno strumento di riferimento essenziale per lo sviluppo di strategie di pianificazione per la formazione e il reclutamento del settore. 

Il rapporto stima che attualmente la flotta mercantile mondiale occupa circa 1,89 milioni di marittimi, distribuiti su una flotta di oltre 74mila navi. Già oggi emerge un deficit di 26.240 ufficiali certificati STCW. Anche se c’è stato un aumento del 10,8% nell’offerta di ufficiali dal 2015, il deficit sarebbe stato alimentato dalla crescita degli ufficiali necessari a bordo delle navi, con una media di 1,4 ufficiali richiesti per ogni nave. 

Spicca la difficoltà a reperire determinate figure professionali. In particolare, ufficiali con esperienza tecnica, specialmente a livello manageriale, e, nei settori delle navi cisterna e offshore, ufficiali di coperta a livello manageriale (Management Level Deck Officers). 

Tendenza positiva è quella registrata negli ultimi cinque anni, con la riduzione dei tassi di turn over  dall’8% al 6%, che garantisce alle flotte il mantenimento in opera dei marittimi qualificati e un maggior numero di anni in servizio. 

“Per soddisfare la futura domanda di gente di mare, è fondamentale che il settore dello shipping promuova attivamente le carriere in mare e migliori l’istruzione e la formazione marittima in tutto il mondo, con un focus sulle diverse competenze necessarie per un’industria più verde e più connessa digitalmente - ha commentato Guy Platten, segretario generale dell’ICS - Questo è particolarmente importante mentre ci riprendiamo dagli effetti della pandemia. Dobbiamo analizzare e rispondere alle tendenze di ritenzione della gente di mare, e continuare il monitoraggio regolare della forza lavoro marittima globale, per garantire che l’offerta di marittimi certificati STCW continui a tenere il passo con la domanda”. 

Tra gli elementi di maggior interesse nel report un trend positivo nell’equilibrio di genere. Le donne che prestano servizio come gente di mare sono circa 24.059 con un aumento percentuale del 45,8% rispetto al rapporto 2015. Si stima che la percentuale di donne con certificazioni STCW sia pari all’1,28% della forza lavoro globale dei marittimi con un aumento significativo rispetto alle donne ufficiali e con un’occupazione prevalentemente nel settore delle navi da crociera e dei traghetti passeggeri. Il numero di ufficiali donne risulta invece distribuito in modo più uniforme tra i vari settori.

Miglioramento della formazione, delle competenze e delle capacità di leadership sono gli elementi su cui puntare per affrontare nel breve periodo il problema della carenza di marittimi. Ne è convinto Henrik Jensen, Ad di Danica, azienda di reclutamento con base ad Amburgo, commentando i risultati del Rapporto. 

“La realtà è un pò più complessa di una semplice questione di numeri. Abbiamo bisogno di ufficiali che siano competenti per svolgere i ruoli richiesti a bordo e per soddisfare le esigenze specifiche del loro datore di lavoro. Il settore deve garantire opportunità per i giovani sia in fase di ingresso sia come progressione nelle carriere. Con una forte concorrenza per i giovani talenti, in particolare dal settore IT, l’industria marittima deve lavorare di più per promuovere se stessa e le opportunità che può offrire. Le aspettative della Generazione Z dal posto di lavoro sono diverse. Cercano una carriera appagante con molte opportunità, così come un buon equilibrio tra lavoro e vita privata e principi ambientali ed etici”.


Red.Mar.