Il destino dei porti è inscindibile da quello delle città e dei territori in cui sono collocati. Per comprendere quanto la buona relazione fra città e porti sia rilevante nelle dinamiche di sviluppo urbano e portuale è necessario riconoscere che una delle specificità dei porti italiani sta proprio nel loro posizionarsi all’interno dei contesti urbani; peculiarità che incide in maniera rilevante, sia sui processi pianificatori, aumentando i fattori di complessità legati alla difficile integrazione fra spazi portuali e urbani, sia sulle dinamiche di sviluppo connesse con la gestione, da parte dei porti, di questioni di carattere economico, sociale e ambientale rilevanti per le città.

Mai come oggi città e porti sono chiamati ad affrontare sfide comuni, il cui esito dipenderà in gran parte dalla volontà di intraprendere programmi ed azioni orientate su obiettivi condivisi di competitività e coesione sociale, vale a dire dalla capacità di riconoscersi e agire come unica comunità.

Economia circolare, resilienza, urbanizzazione, digitalizzazione e innovazione sono fronti aperti della portualità del presente e del prossimo futuro che investono i contesti urbani e i territori di riferimento in modo sinergico e strategico.

Sfide queste che necessitano di essere affrontate, con strumenti e modalità di gestione innovativi orientati su modelli di governance allargata, capaci di favorire una più proficua relazione operativa tra le parti.

Ciò si rende sempre più necessario anche tenendo conto del fatto che oggi, la competitività dei porti non si misura più solo su fattori di tipo operativo che pur rimangono determinanti per lo sviluppo, ma anche dalla capacità di promuovere processi innovativi in ambito ambientale e digitale, oltre che favorire inclusione sociale.

Fra le sfide di carattere “sociale” assumono rilevanza centrale la capacità di tutelare e promuovere occupazione a fronte delle innovazioni in campo tecnologico che investono i porti (processi di automazione) e le politiche orientate alla sostenibilità ambientale e all’efficientamento energetico, anche alla luce delle opportunità introdotte dal programma Next Generation Europe.

L’importanza dei “fattori sociali” nella gestione dei porti è entrato a far parte del dibattito pubblico, grazie anche alla pubblicazione del recente Codice di buone pratiche per l’integrazione sociale dei porti, edito dall’European Sea Port Organization (ESPO) che ha evidenziato come tali fattori siano in grado di influire sull’immagine dei porti e sulla loro “licenza ad operare”, in un contesto caratterizzato da maggiori livelli di complessità, in cui i diversi interessi in gioco richiedono per essere affrontati adeguate strategie di tipo problem solving.

In questo quadro, il Comune di Livorno, grazie alla nascita del neo Assessorato porto e integrazione porto-città ha inteso attivare un programma di azioni volto a rafforzare la relazione fra città e porto su tutti gli ambiti di interesse comune.

Per far questo, presso l’Assessorato porto si è costituito lo strumento del “Nodo avanzato di Livorno”, ideato da RETE (Associazione internazionale per la relazione fra porti e città), con l’obiettivo principale di favorire la collaborazione tra vari attori pubblici e privati, per una migliore integrazione del porto nel contesto urbano e territoriale e uno sviluppo condiviso della città porto.

Il Nodo avanzato costituisce un centro operativo permanente di confronto fra città, istituzioni portuali, cluster marittimo, organizzazioni sindacali, con l’ausilio di università e centri di ricerca focalizzato su questioni di interesse urbano e portuale.  Nell’ambito del Nodo avanzato sono stati costituiti quattro tavoli istituzionali tematici su cui chiamare la comunità portuale ad un dialogo proficuo per definire strategie finalizzate su obiettivi comuni: ambiente, economia e lavoro, turismo del mare e identità marittima come motore di sviluppo urbano.

Il Livorno Blue Agreement

Il porto di Livorno è uno scalo polivalente, adiacente al tessuto urbano cittadino, in cui le navi si trovano ad operare in prossimità di aree fortemente antropizzate e sensibili al fenomeno delle emissioni inquinanti in atmosfera. Il primo dei tavoli istituzionali attivati, nell’ambito del Nodo Avanzato di Livorno ha avuto come focus l’ambiente con lo scopo di attivare una collaborazione proficua fra città e comunità portuale finalizzata alla definizione di strategie di medio-lungo periodo volte alla mitigazione degli effetti inquinanti emessi nell’atmosfera dalle navi in transito e sosta nel porto di Livorno, oltre che a supportare politiche orientate all’economia circolare e alle tecnologie pulite; ciò anche alla luce degli obblighi introdotti dalla normativa internazionale “Marpol” entrata in vigore lo scorso 1 gennaio 2020. Il primo risultato del tavolo è arrivato il 20 gennaio 2020 con la firma dell’accordo volontario Livorno Blue Agreement siglato dall’Amministrazione comunale, dalla Capitaneria di porto di Livorno e dalle compagnie armatoriali (Grimaldi, Moby, Forship, Cin Toremar). Il Livorno Blue Agreement è un protocollo d’intesa aperto, con il quale le compagnie armatoriali firmatarie si impegnano ad utilizzare buone prassi per quanto attiene la manutenzione delle macchine e dei motori. Tale accordo è l’esempio tangibile della collaborazione fra Comune di Livorno, Capitaneria di Porto e gruppi armatoriali per la gestione delle problematiche ambientali che investono le città di porto. Negli scorsi mesi, l’Accordo è stato rinnovato con l’ingresso come firmataria dell’Adsp del Mar Tirreno Settentrionale e il supporto di Arpat.

L’importanza della governance ai tempi del Covid-19: la cabina di regia città-porto a Livorno

Fra gli strumenti di governance allargata attivati dal Comune di Livorno vi è la  “Cabina di regia città-porto” nata con lo scopo di gestire in modo condiviso gli effetti dell’emergenza sanitaria mondiale causata dal contagio da virus Covid-19 che ha colpito in modo significativo il settore della logistica e del trasporto merci, riducendo i volumi di traffico portuale e mettendo a rischio l’operatività dei porti. La situazione d’emergenza che si è venuta a creare ha contribuito a rafforzare la relazione fra città e porto favorendo modelli di collaborazione finalizzati alla gestione della crisi, in cui città, istituzioni portuali, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali si sono uniti in modo coeso e costruttivo. La “Cabina di regia città-porto” costituisce uno strumento di supporto alla gestione dell’emergenza sanitaria da codiv-19 in ambito portuale per quanto concerne gli effetti economici e sociali generati sulla città, sui lavoratori e sul mondo della logistica. Si tratta di un consesso operativo a sostegno delle imprese e dei lavoratori portuali e logistici, in cui tutti i soggetti sono chiamati ad offrire il proprio contributo per monitorare gli effetti generati dalla pandemia sul trasporto marittimo, sui traffici portuali, sul comparto dei trasporti e della logistica, sulla tutela occupazionale, oltre che a definire strategie comuni finalizzate al contenimento degli effetti della crisi. Uno degli scopi principali della cabina di regia città-porto è difendere la continuità dell’operatività portuale a sostegno della tenuta economica e sociale della città.

Il dialogo sociale e la promozione di lavoro di qualità per il futuro: la firma del Patto per il lavoro, la competitività e la coesione sociale del sistema città-porto di Livorno.

L’impatto occupazionale dei porti nelle comunità di riferimento è nota a tutti. A Livorno, molti cittadini sono impiegati nelle imprese portuali o afferenti alla catena logistica integrata. La tutela e la promozione del lavoro sono di fondamentale importanza per la tenuta sociale della città. Per questo, a fronte degli effetti generati dalla crisi pandemica da covid-19 sul lavoro e sulle imprese e tenendo conto anche delle sfide future del lavoro connesse all’introduzione delle nuove tecnologie in ambito portuale e logistico, l’Assessorato porto ha chiamato la comunità portuale ad un confronto collaborativo e proficuo da cui è nato il “Patto per il lavoro, la competitività e la coesione sociale del sistema città porto di Livorno”. Tale strumento, promosso dal Comune di Livorno e siglato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno settentrionale, dalle associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, è nato al fine  di avviare e sostenere un percorso di collaborazione fra Comune di Livorno e comunità portuale che guardi al futuro economico e sociale del porto e della città di Livorno, in un clima costruttivo di comunità e leale collaborazione, per favorire la competitività dell’intero sistema portuale e della catena logistica integrata, a favore della città, delle imprese e dei lavoratori. Il Patto ha inteso avviare una collaborazione di comunità sul futuro del porto legato all’introduzione dell’innovazione tecnologica (automazione-digitalizzazione), anche alla luce delle future infrastrutture portuali (Darsena Europa). I processi di innovazione tecnologica incidono sulla forza lavoro e sull’organizzazione del lavoro e rendono necessarie nuove professionalità, oltre che la qualificazione e ri-qualificazione di lavoratori operanti in mansioni che diventeranno obsolete. La sfida è quella di anticipare e governare i cambiamenti in atto favorendo la capacità di mantenere e creare posti di lavoro di qualità. L’unione di comunità su obiettivi condivisi oggi si rende necessaria, non solo per gestire l’emergenza contingente sul fronte economico e sociale, ma anche al fine di cogliere le opportunità di rilancio, guardando al futuro.

Barbara Bonciani Assessora Comune di Livorno con deleghe porto, integrazione porto città, cooperazione e pace , innovazione - università, relazioni internazionali