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GIUGNO 2021 PAG. 14 - La politica inizia a capire il peso delle semplificazioni

 

 

Il recente rientro in seno ad Assoporti testimonia il cambio di passo che sta vivendo il sistema portuale della Sicilia Occidentale. L’AdSP guidata da Pasqualino Monti raccoglie i frutti di un primo quadriennio in cui l’azione è stata orientata a ridisegnare le funzioni dei singoli scali del network, sono state impostate le opere infrastrutturali strategiche per il futuro, si sono avviate best practice. «Le stesse che potranno essere scambiate all’interno di una nuova visione, più collaborativa e dialogante, all’interno dell’associazione nazionale, alle prese con la grande sfida del rilancio della nostra portualità».

Intanto, la Sicilia Occidentale ha incassato le risorse per lo sviluppo del cold ironing… 

Si tratta di un percorso di lunga durata. Fin dall’insediamento l’obiettivo dell’ente è stato quello di mettere insieme chi porta le navi e chi possiede le competenze e le tecnologie per la distribuzione dell’energia. Essenziale per chiudere il cerchio il ruolo dello Stato il cui intervento ha permesso che il costo delle operazioni di rifornimento dell’energia non fosse troppo oneroso. Su queste basi abbiamo portato i progetti al ministero per l’elettrificazione di due attracchi a Palermo, Trapani e Termini Imerese e uno a Porto Empedocle. Ora bisognerà lavorare per arrivare il prima possibile alle gare.

Quanto il cold ironing può rendere più attrattive le banchine siciliane sul mercato?

I porti che si affacciano sulle città scontano il limite di una difficile convivenza in termini di sviluppo intermodale, consumo di spazio, congestione dei traffici. Dall’altro, laddove le attività riguardano principalmente cabotaggio e crociere, hanno un indubbio vantaggio in termini di attrazione. Il cold ironing permette di mitigare ulteriormente gli impatti sul tessuto urbano e rappresenta un indubbio valore aggiunto: da un segnale di grande attenzione alla cittadinanza ma rafforza anche l’offerta sul mercato, permettendo l’eliminazione dei feedback negativi.

È un modello che esporterà anche in seno ad Assoporti? 

L’associazione può rappresentare il luogo per la condivisione di tutte le best practice. D’altronde la mia filosofia è esattamente questa. Il compito delle AdSP, dei manager che le dirigono, è quello di creare il valore aggiunto, rispondendo alle sollecitazioni del mercato. Spero che la prossima stagione di Assoporti sia improntata anche a questo principio. 

Come immagina il sistema portuale che gestisce tra quattro anni?

Profondamente diverso da come l’ho trovato. Abbiamo programmi da 300 milioni di euro per cantieri di cui 200 in via di conclusione. Altri 197 milioni arrivano dal PNRR e per le tre opere di riferimento (rilancio della cantieristica e realizzazione dell’interfaccia porto-città, ndr) sono stato nominato commissario. Ciò che ci rende orgogliosi è che si tratta di interventi che abbiamo pensato e progettato ben prima dell’emergenza. Significa che avevamo pianificato nella giusta direzione. Si tratta di un’occasione d’oro per colmare le potenzialità inespresse di questi territori. 

Il Monti presidente invidia il Monti commissario?

Certo. Credo che il parlamento con le recenti nomine commissariali abbia cominciato a comprendere quanto sia fondamentale il terreno delle semplificazioni. Poi è chiaro che ogni intervento al riguardo è suscettibile di ulteriori miglioramenti. Cito un solo dato: con le procedure semplificate realizzeremo entro il 2024 infrastrutture che per le vie normali sarebbero state consegnate solo nel 2030. È una differenza sostanziale che mi fa sperare che la pratica straordinaria diventi ordinaria. Almeno per le infrastrutture strategiche.  

Come il ponte sullo stretto?

Senza dubbio. Credo che gli interventi considerati prioritari vadano pensati tutti collegati tra loro. È ovvio che il ponte ha senso solo se unito a una serie di opere in grado di rilanciare la connettività interna all’isola, a cominciare dai collegamenti ferroviari e stradali. Avere un unico referente per tutto il complesso delle attività renderebbe l’operazione più semplice.

 

G.G.

 

 

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