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MAGGIO 2021 PAG. 32 - Progetti cofinanziati dal Mims Come cambiano gli interporti

 


 

 

Prosegue il “viaggio“ attraverso gli interporti italiani per scoprire quali sono i progetti finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e tracciare anche una sorta di istantanea della nostra rete interportuale nazionale. In questa seconda puntata partiamo da Padova per spostarci poi a Parma e, con un balzo lungo la penisola, raggiungere la Campania e in particolare l’Interporto Sud Europa a Marcianise. Tre realtà importanti, con caratteristiche e profili operativi diversi tra loro,  ma tutte proiettate verso una crescita e uno sviluppo che vedono nel potenziamento del trasporto ferroviario e di quello intermodale in particolare uno degli assi fondamentali.

Interporto Padova Spa

Interporto Padova Spa ha ottenuto dal MIMS un contributo di 4.494.336 euro per una delle tre fasi  del Masterplan, già avviato nel corso del 2020 e va a completare il percorso di sviluppo  riconosciuto e sostenuto in questi anni anche a livello europeo che ha interessato il Terminal Intermodale, oggi dotato di 5 gru elettriche a portale, binari da 750 metri utili, e un nuovo gate d’accesso stradale automatizzato. Il contributo ora ottenuto finanzia una serie di iniziative di completamento delle funzionalità del Terminal Intermodale con particolare riferimento all’automazione delle operazioni di carico/scarico delle unità di carico intermodale (container, semirimorchi e casse mobili), all’adeguamento e potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria che collega il fascio di binari del Terminal alla stazione RFI di Padova Interporto, alla realizzazione di ulteriori aree di sosta sicure per gli autotrasportatori e all’adeguamento delle infrastrutture per il ricevimento e la gestione di unità di carico refrigerate. Il neo presidente di Interporto Padova  (eletto nell’assemblea dello scorso 30 aprile) Franco Pasqualetti sottolinea: “Questo finanziamento è la conferma che il nostro piano di sviluppo è solido e ben strutturato. Negli anni passati l’Europa, attraverso il programma CEF ci ha assegnato ben due finanziamenti di complessivi 4,4 milioni  che hanno contribuito a modernizzare il nostro Terminal intermodale con gru elettriche a portale la quinta delle quali è entrata in servizio nella prima settimana di maggio e si affianca alle altre 4 attive dalla primavera del 2018. Questa pandemia e in particolare il periodo del lockdown hanno reso evidente la strategicità del trasporto ferroviario e di quello intermodale in particolare. Noi, anche grazie a questo contributo, siamo in grado non solo di rispondere positivamente alla richiesta degli operatori del settore, ma guardando al futuro, abbiamo impostato un piano di sviluppo che poggia sulla digitalizzazione e sull’automazione. Non è un caso che nel 2020 il numero di UTI sia cresciuto, nonostante la crisi del 13,75% rispetto al 2019 arrivando a toccare le 360.580 unità e che questo trend sia confermato nei primi mesi del 2021”.

CePIM Parma

L’interporto di Parma, CePIM spa è al servizio di una delle aree più industrializzate del nord Italia e si sviluppa su una superficie di circa 2.521.000 mq dei quali circa 2 milioni completamente infrastrutturati. L’area dei magazzini coperti (in gran parte raccordati) è di circa 574.000 mq destinati alla logistica del secco e del fresco con 44.000 mq di magazzini a temperatura controllata.  Il terminal intermodale ha una superficie di 90mila mq ma è in corso la realizzazione di un nuovo terminal di 120.000 mq con binari da 750 metri.

Il progetto presentato da CePIM Spa al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, e che ha ottenuto un contributo di 4.494.336 euro, ha lo scopo di potenziare le aree a disposizione dell’Interporto di Parma consentendo di incrementare la capacità di offerta di trasporto e di movimentazione merci. Negli ultimi anni è stato rilevato un incremento di traffico commerciale nell’area portuale dovuta sia alla sua posizione strategica, sia alle opere di nuova infrastrutturazione e ammodernamento recentemente realizzate; questo ha portato sempre più all’esigenza di implementazione dell’esistente sistema su rotaia, il tutto in coerenza con le politiche comunitarie e nazionali in atto.

La progettazione ha riguardato in particolare la delimitazione dell’intera area e la suddivisione in due Aree, Terminal 1 e Terminal 2, i sottofondi e le pavimentazioni dell’intera area da adibire a carico e stazionamento container, la costruzione di edifici a servizio del terminale intermodale e della sua viabilità, la realizzazione di varchi automatizzati e controllati per l’arrivo e partenza delle merci e le infrastrutture per la regimazione delle acque di piazzale, illuminazione ed antincendio dell’intera area.

Il progetto di sviluppo e completamento dell’area terminal, successivamente alla realizzazione dei binari collegati direttamente con la radice è strategico perchè darà la possibilità di stoccare le merci sia nel breve che nel lungo termine riducendo i tempi di manovra, carico e scarico verso i piazzali.

La nuova area terminalistica quindi porterà incremento capacità di trasporto, maggiore capacità di utilizzo dell’impianto  e potenziamento delle funzioni già esistenti.

“Siamo già dotati di un terminal attrezzato, ma il passo che stiamo realizzando ci consentirà di fare un salto di qualità nella gestione intermodale delle merci - spiega Gianpaolo Serpagli, presidente di CePIM da agosto 2020 – su un’area estesa di 120 mila metri quadrati, all’ingresso dell’Interporto, stiamo realizzando un nuovo terminal capace di ricevere e gestire anche treni del nuovo standard europeo, ovvero di 750 metri di lunghezza. Abbiamo investito molto per realizzare la parte rotabile, ma ora con l’aiuto del MIMS sarà possibile completare l’opera e renderla uno snodo pienamente operativo, a servizio delle aziende e di tutto il territorio”.

ISE-Interporto Sud Europa

Scendendo a Sud uno dei principali interporti del Mezzogiorno è ISE - Interporto Sud Europa, situato in Campania a cavallo tra i Comuni di Marcianise e Maddaloni. E’ classificato come core Rail-Road Terminal inserito nella rete TEN-T sul Corridoio Scandinavo-Mediterraneo ed è  localizzato sul Rail Freight Corridor 3. Si sviluppa su una superficie complessiva di circa 4.100.000 mq di cui 1.300.000 mq infrastrutturati. L’area destinata a magazzini coperti è di circa 350.000 mq di cui circa il 90% destinati alla logistica del secco e sono attivi magazzini a temperatura controllata su 25.000 mq. All’interno dell’area logistica sono stati installati 3 impianti fotovoltaici, per una potenza totale di 36 kWp. Significativa la presenza di parcheggi per mezzi pesanti per circa 10.000 mq. L’area interportuale comprende due terminal, uno gestito dalla società Servizi ISE s.r.l. e uno gestito da Mercitalia Rail S.r.l. e localizzato nelle aree prospicenti allo scalo merci. Il terminal gestito da Servizi ISE ha una superficie di 420.000 mq di superficie mentre quello gestito da Mercitalia Rail S.r.l. è di circa 30.000 mq.

I progetti di sviluppo di ISE sono numerosi: tra questi, gate di ingresso, aree di sosta attrezzate ed innovativi spazi logistici saranno realizzati con un investimento complessivo di circa 5,7 milioni di euro dei quali 2.213.721 finanziati dal “Bando Interporti” del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, destinato al completamento della rete nazionale degli Interporti.

Il presidente di Interporto Sud Europa Riccardo Monti spiega: “Il sistema interportuale non è un luogo identificabile dal punto di vista architettonico e questo non perché non abbia un tipo edilizio ricorrente. E’ rimasto un ibrido perché non ha avuto segni monumentali. E’ un insieme di capannoni che tra colori e accessi costruiscono un tessuto per lavorare e produrre energia dai tetti oltre che riequilibrare lo spazio verde. Si tratta di una grande occasione per il paesaggio, l’economia e la forza infrastrutturale e architettonica del Sud Europa a partire dalla provincia di Caserta. Abbiamo pensato a spazi dove chi guida un camion possa riposarsi e rigenerarsi in qualcosa che non sia puramente utilitaristico. Sono luoghi dove mentre ogni mezzo fa il pieno di energia possiamo ammirare nuove forme e luoghi dedicati a chi guida il trasporto delle merci su gomma.

Le porte di ingresso segnate da monumentalità non retorica e fortemente contemporanea ci indicheranno dove si entra e si esce da un interporto, le aree doganali di maggior fascino sono poi isole panoramiche dove il T.I.R. potrà avvicinarsi al treno e scambiare merci e container in sicurezza e sotto costante controllo elettronico e visuale. E, da queste riflessioni, parte la nostra inversione di concetto per il tema interportuale che deve caratterizzarsi come isola verde e tecnologica all’interno di un territorio dove si scambiano flussi intermodali.

Come presidente, posso dire, che accettiamo una sfida non solo economica ma un confronto che faccia i conti con funzionalità e bellezza e per questo gli edifici, le aree verdi finalmente disegnate,  i piani orizzontali di calpestio stradale di nuova generazione saranno la nostra spinta in più, la nostra capacità di impegnare per una vera riqualificazione evidente del paesaggio campano le risorse erogate, bene utilizzando l’opportunità di agire per una volta all’unisono tra ecologia, trasporti e architettura”.

 

Franco Tanel


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