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APRILE 2021 PAG. 32 - FOCUS INTERPORTI - Progetti cofinanziati dal MIMS come cambiano gli interporti

 

 

 

 

Gli interporti italiani si preparano per fare in pieno la loro parte nella ripresa dell’economia nazionale, appena la pandemia in corso sarà stata finalmente superata. Lo fanno anche grazie ai progetti cofinanziati dal MIMS attraverso l’avviso pubblico del 22 giugno 2020 che ha messo a disposizione complessivamente 45 milioni di euro per interventi finalizzati alla sostenibilità ambientale ed energetica, all’eliminazione dei colli di bottiglia e allo sviluppo della retroportualità.   Tra gli interventi ammissibili aree di sosta sicure e protette, con servizi sia per gli autisti che per i mezzi come ad esempio colonnine di ricarica per i veicoli refrigerati. Sul fronte ferroviario, finanziabili l’adeguamento dei fasci binari, sia per gli arrivi e le partenze che per le operazioni di carico scarico, l’upgrade dei collegamenti con la rete principale e l’elettrificazione dei raccordi. Infine ammessi piazzali per lo stoccaggio e la movimentazione delle unità di carico. Il MIMS a novembre dello scorso anno ha pubblicato il riparto delle risorse messe a disposizione che sono state suddivise tra 15 interporti. Complessivamente, trattandosi di opere cofinanziate, saranno iniettate nel sistema interportuale italiano 105 milioni di euro (45 di cofinanziamento statale e 61 di risorse proprie degli interporti). Iniziamo con questo articolo un viaggio tra questi 15 interporti, distribuiti lungo tutta la penisola, per raccontare, sia pure in sintesi, cosa cambierà grazie a questo provvedimento; partiamo dagli Interporti di Verona Quadrante Europa, Interporto della Toscana Centrale e Interporto Regionale della Puglia. 


Matteo Gasparato, presidente di Interporto Quadrante Europa - Consorzio Zai di Verona ma anche presidente di UIR, associazione nazionale degli interporti italiani, spiega così l’importanza del sistema interportuale nazionale: “I numeri parlano chiaro: i 23 interporti aderenti all’associazione UIR, occupano oltre 32 milioni di metri quadri di aree per la logistica e 5 milioni di metri quadri di magazzini. Inoltre, i 50.000 treni che in media arrivano/partono in un anno permettono di movimentare oltre 65 milioni di tonnellate di merci, quindi più di 2 milioni di teu. Ciò significa che Il settore del trasporto merci, le infrastrutture ed i nodi logistici, quali gli interporti - ancor di più in questo contesto emergenziale mondiale di pandemia - hanno mostrato, anche nel 2020, tutta la loro valenza di asset strategici, anche per la dimensione europea che interpretano nello scenario italiano. Gli interporti italiani nutrono grande fiducia e la ragionevole aspettativa che, finalmente, il ruolo di queste infrastrutture venga valorizzato dal nuovo Governo, anche nell’ambito delle pianificazioni del cosidetto “Recovery plan”. Riteniamo di poter dare un sostanziale contributo al rilancio del Paese e siamo convinti che le infrastrutture siano un formidabile fattore di sviluppo”.


Interporto Quadrante Europa strategicamente posizionato all’incrocio del corridoio che attraverso il Brennero collega l’Italia al centro nord Europa, e l’asse est-ovest attraverso la Val Padana è uno dei principali hub italiani ed europei. Gli obiettivi per il futuro sono precisi e ben delineati: “L’obiettivo generale dell’attività nel suo complesso è di potenziare l’Interporto Quadrante Europa in vista dell’apertura del Tunnel di Base del Brennero - continua Matteo Gasparato - La nuova configurazione infrastrutturale del Quadrante Europa permetterà di aumentare significativamente il volume di traffico movimentato presso l’Interporto di Verona, nodo cruciale lungo l’asse del Brennero e il corridoio Scandinavo-Mediterraneo.


L’obiettivo ultimo è quindi il potenziamento del Quadrante Europa, attraverso azioni che ne aumentino la capacità, ne ottimizzino la gestione e ne migliorino la sostenibilità ambientale. Tali azioni permetteranno inoltre di accrescere l’attrattività dell’interporto per l’insediamento di aziende di logistica specializzate nei traffici intermodali. L’intervento attuale dovrà essere completato con la realizzazione del nuovo Terminal 750 metri (già incluso nel Masterplan di sviluppo dell’Interporto Quadrante Europa) che sarà localizzato nell’Area Nord”.


Gli interventi che saranno realizzati con il cofinanziamento del MIMS, pari a 3,4 milioni euro, hanno un valore complessivo di 6 milioni di  euro e sono relativi a tre diverse azioni.
Area di sosta sicura per l’autotrasporto presso l’Interporto Quadrante Europa: l’azione si focalizza sulla realizzazione di un’area di parcheggio sicura per mezzi pesanti che sia in linea con i requisiti di sicurezza, qualità, connettività e trasparenza previsti dagli standard dello studio Europeo “Safe and Secure Parking Places” ed in conformità con il regolamento TEN-T 1315/2013/EU. L’intervento rientra nel progetto “Parking Areas implementing Safety and Security FOR CORE network corridors in ITALY (PASS4CORE)”, recentemente approvato a livello comunitario nel programma CEF 2014-2020, presentato da un consorzio di attori nazionali di primo livello, con Consorzio ZAI, quali concessionarie autostradali, interporti, un aeroporto, operatori privati e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Comitato Centrale dell’Albo Autotrasportatori che si avvarrà, come implementing body, di RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti spa.


Interventi di potenziamento Interterminal: l’opera fa parte del progetto di potenziamento dell’area terminalistica dell’Interporto Quadrante Europa di Verona. Sarà realizzata una pavimentazione in calcestruzzo fibrorinforzato su una superficie di circa 16.000 mq, localizzata su entrambi i lati adiacenti al fascio ferroviario di Interterminal (lato est e ovest). Questa parte del piazzale servirà per le manovre intermodali di carico e scarico di semirimorchi, container e casse mobili dai carri ferroviari.
Interventi di sostenibilità energetica e riduzione inquinamento luminoso: l’azione mira alla sostituzione di massa delle tecnologie tradizionali attualmente presenti presso le aree dell’Interporto Quadrante Europa, con quelle a tecnologia LED, al fine di ridurre l’inquinamento luminoso (valore sociale) e il costo di gestione (valore economico). Ciò permetterà di realizzare un tipo di illuminazione che non rappresenti un rischio di infortunio per i lavoratori e permetta un risparmio energetico per l’ambiente, utilizzando le nuove tecnologie presenti sul mercato.


Interporto della Toscana Centrale ha invece ottenuto il finanziamento per un importante intervento che ha l’obiettivo di potenziare tutta la parte relativa alla sosta dei tir, offrendo una maggiore qualità a coloro che ogni giorno transitano dall’Interporto di Prato. Un investimento complessivo di 3,2 milioni di euro dei quali 1,7 dal bando MIMS. “Con questi interventi andiamo a dare risposta alle molteplici richieste di coloro che usufruiscono dei servizi dell’Interporto - spiegano il presidente Francesco Querci e il direttore Daniele Ciulli - garantendo un regolare stazionamento dei mezzi che ogni giorno accedono all’area di Gonfienti. Il finanziamento ministeriale ci permette di rendere ancora più efficiente tutta la struttura”.


I punti di sosta per i mezzi pesanti toccati dal piano di riqualificazione sono complessivamente cinque. Si parte dal P7 e P8 dove sono previsti in totale 28 parcheggi per i tir, affiancati da opere di mitigazione idraulica. Nel P10 il progetto porta a realizzare altri 13 stalli per camion con annessa una fascia di verde come mitigazione dal punto di vista ambientale, acustico e visivo. Il P1, attualmente con libero accesso, sarà chiuso con sbarre automatiche in ingresso e uscita, sarà installata una cassa automatica e implementata la videosorveglianza. Nella palazzina dei servizi, inoltre, ci saranno servizi igienici e docce a disposizione di chi entra nell’area interportuale. La parte relativa ai parcheggi finisce col P9, dove saranno realizzati 40 stalli e svariate porzioni di verde. Il piano finanziato dal ministero si chiude con il restyling dell’area di sosta per treni, strategico visto il costante sviluppo dei trasporti su ferro e dell’intermodalità all’interno del polo di Gonfienti. Da ricordare il collegamento bisettimanale partito proprio in questi giorni con Cuneo, dalla durata quadriennale che si aggiunge a quelli per i principali porti italiani. 


Più a sud anche l’Interporto Regionale della Puglia, limitrofo alla città di Bari ha ottenuto un cofinanziamento di 4.128.554 euro dal MIMS su un totale di 9.186.128 di investimenti complessivi per un insieme di interventi finalizzati alla realizzazione di aree di sosta adeguate all’interno della struttura interportuale. “L’incremento dei servizi agli operatori completa l’offerta dell’Interporto di Bari verso le aziende del settore – sottolinea il direttore tecnico dell’Interporto Davide Degennaro - L’Interporto Regionale della Puglia ha completamente riempito tutti i suoi spazi per le aziende di logistica, ha saturato i servizi ferroviari e ha già presentato il suo progetto di ampliamento e raddoppio alla Regione Puglia che confida di cantierizzare entro il 2021”.


Entrando più in dettaglio nei progetti cofinanziati dal MIMS essi consistono principalmente nella realizzazione di un complesso di aree di sosta per automezzi pesanti adeguate agli standards di sicurezza definiti nell’ambito dello studio promosso dalla Commissione Europea denominato “Study on Safe and Secure Parking Places for Trucks”. Verrà realizzata un’area di sosta della superficie di circa 15.700 mq in prossimità dell’ingresso all’area interportuale dedicata principalmente agli utenti esterni (ad esempio quelli legati al traffico con l’area portuale) e un’area sul confine sud della struttura di circa 10.000 mq con funzione principale di buffer per gli operatori già insediati nel comprensorio interportuale. La prima area di parcheggio sarà inoltre dotata di pensiline ombreggianti a copertura fotovoltaica mentre per entrambe le aree è prevista anche l’installazione di colonnine di ricarica per i veicoli refrigerati ed elettrici. Oltre alle due aree di sosta per gli automezzi pesanti la proposta prevede inoltre la realizzazione, ai margini della piattaforma intermodale della struttura interportuale, di un’area deposito di circa 5.000 mq per contenitori a servizio sia degli MTO che utilizzano la stessa sia, quale “deposito vuoti”, delle compagnie di navigazione che offrono servizi di trasporto contenitori dal porto di Bari.

Franco Tanel

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