10 Marzo. Una proposta “moon-shot” per accelerare l’entrata in esercizio di navi a zero emissioni di carbonio entro il prossimo decennio. È quella presentata dall’industria marittima globale all’IMO, in risposta alle sollecitazioni arrivate dalle Nazioni Unite sul tema del cambiamento climatico. 

L'obiettivo è l'istituzione di un Fondo IMO per la ricerca di 5 miliardi di dollari, alimentato con contributi obbligatori delle compagnie di navigazione. 

Il fondo dovrebbe sostenere un nuovo International Maritime Research and Development Board (IMRB) avente il fine di commissionare programmi di collaborazione per la ricerca applicata e lo sviluppo R&D di tecnologie a zero emissioni di CO2, specificamente adattate per applicazioni marittime, compreso lo sviluppo di prototipi funzionanti. Lo strumento finanziario dovrebbe aiutare anche i progetti decarboniozzazione nei paesi in via di sviluppo, comprese le nazioni insulari del Pacifico. 

Le principali organizzazioni internazionali – BIMCO, CLIA, IMCA, INTERCARGO, INTERFERRY, International Chamber of Shipping INTERTANKO, IPTA e World Shipping Council – stanno facendo pressione sui governi affinché la proposta sia approvata nel corso dell’importante riunione presso l’IMO a Londra prevista il prossimo novembre, che coinciderà con la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP 26) a Glasgow. 

“Questa è l’unica proposta dettagliata disponibile per fornire velocità e portata adeguate come richiesto dal Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres,” spiega una nota. “L’incapacità degli Stati membri delle Nazioni Unite di sostenere questa iniziativa potrebbe rallentare in modo significativo i progressi verso la decarbonizzazione delle navi”. 

“La decarbonizzazione può avvenire solo con un'accelerazione significativa della R&S, poiché non esistono ancora tecnologie a zero emissioni di carbonio che possano essere applicate su larga scala alle grandi navi oceaniche. Un programma di ricerca e sviluppo ben finanziato, che l’industria ha accettato di pagare all’interno di un quadro normativo globale, deve iniziare immediatamente sotto la supervisione dell’IMO”.