11 Marzo. Riproporre il modello dell’Italia a due velocità sarebbe un errore imperdonabile. A maggior ragione in vista delle opportunità offerte dalle risorse messe a disposizione del paese dal Next Generation Eu. Mettendo a sistema industria, logistica e portualità può emergere una rinnovata competitività per tutto il sistema paese, al di là del consunto schema che vede il Nord sempre più lanciato verso l’internazionalizzazione e il Sud relegata all’attività di raccordo intra-mediterranee

È da queste considerazioni che prende le mosse il webinar “Il sistema logistico del Mezzogiorno: sfide e opportunità. Il PNRR è la risposta?” organizzato il prossimo 16 marzo (ore 15.00) da Confetra Mezzogiorno con un panel che vedrà confrontarsi esponenti del mondo industriale, logistico e della ricerca. 

«Il terzo documento PNRR compie un errore di prospettiva nell’assegnare la funzione delle attività portuali solo in coerenza con la posizione geografica,» spiega Domenico De Crescenzo, coordinatore di Confetra Mezzogiorno, anticipando il leit motive dell’appuntamento. «Non è certo la posizione sulle mappe a conferire un ruolo ai sistemi marittimi: la loro rilevanza discende di cluster industriali che hanno alle spalle. Non fare alcun cenno al rapporto tra manifattura, logistica e portualità testimonia una visione per lo meno fragile sul ruolo che le infrastrutture possono giocare per mettere il paese in connessione con la modernità». 


Per un sistema economico come quello della penisola «che non può basarsi solo sulla domanda interna» diventa essenziale la «valorizzazione delle competenze industriali sui mercati mondiali». «Ridurre il ruolo dei porti del meridione ai collegamenti intra-mediterranei e allo sviluppo del turismo, senz’altro elementi importanti ma che non possono essere esclusivi, significa rinunciare ad esercitare la loro funzione di asset per la competitività industriale complessiva. L’attuale impostazione del PNRR, invece, non aggiunge nulla ai vecchi assetti se non qualche accenno al ruolo delle ZES, sul cui destino futuro bisognerà fare qualche considerazione». 

«Alla fine il Sud non chiede assistenzialismo ma idee, crescita, politiche industriali in grado di supportare gli operatori che quotidianamente si stanno sforzando per superare una crisi che quest’anno potrebbe far scontare effetti ancor più drammatici. L’obiettivo del webinar è proprio quello di discutere francamente sulle azioni da portare avanti».


Parteciperanno all'incontro: 
Ennio Cascetta – Professore ordinario di pianificazione dei sistemi di trasporto, Università degli Studi di Napoli Federico II 
Vito Grassi – Vice Presidente Confindustria 
Alessandro Panaro – Capo del Dipartimento Maritime & Energy, SRM 
Federico Pirro – Professore presso il Dipartimento DISUM Università di Bari