Sarà presentato entro il prossimo settembre lo studio di fattibilità realizzato da Cassa Depositi e Prestiti per la realizzazione della passerella pedonale lungo il Molo San Vincenzo. È quanto annunciato dall’amministratore delegato di CDP immobiliare, Emanuele Boni, nel corso di un convegno sull’attività di recupero dell’infrastruttura borbonica organizzato dall’associazione VivoaNapoli e dal Propeller Club di Napoli. Lo studio rappresenterà il punto di partenza tecnico per i decisori politici circa le possibili destinazioni dello storico Molo, elemento che potrebbe giocare un ruolo di primo piano nella determinazione del nuovo waterfront della città. Il progetto, basato sull’attività di un tavolo tecnico promosso nell’ambito di un protocollo d’intesa tra Città metropolitana di Napoli, AdSP e CDP prevede lo sblocco, attraverso una passeggiata libera, della radice del Molo il cui accesso è attualmente impedito dalla presenza della zona militare. Di fatto, con un intervento simile a quanto già realizzato a Cagliari, si potrebbero aprire innumerevoli prospettive per lo sfruttamento della funzione di spazio pubblico del Molo, caratterizzato dalla presenza di edifici di varia natura. Senza per questo negarne le altre sue vocazioni (difesa e marittimo). «In questo caso specifico – ha spiegato Boni – CDP fungerà da advisor tecnico. Sono state già avviate una serie di ricognizioni dell’area». Non appena completate queste operazioni, compresa una nuova rilevazioni altimetrica, si provvederà ad appaltare lo studio che terrà conto di tutte le proposte emerse dal dibattito pubblico. «L’intervento – ha avvertito il vice sindaco di Napoli, Carmine Piscopo – dovrà tenere conto di una serie di esigenze. Demanio, sicurezza, valori paesaggistici, conformità normativa per le possibili attività da allocare sono tutti nodi che andranno sciolti attraverso la collaborazione istituzionale». Disponibilità «a qualsiasi soluzione per rendere fruibile l’opera» anche da parte del presidente dell’AdSP, Andrea Annunziata che ha esortato a «velocizzare i tempi». «L’ideale sarebbe avere un progetto esecutivo per vedere in che modo chiedere i relativi finanziamenti. Il San Vincenzo rappresenta anche un’importante opera per la sicurezza del bacino portuale». Il riferimento è alla recente mareggiata che ha investito la città. Un evento eccezionale che ha richiamato la necessità di investire in sicurezza. Anche per questa funzione il Molo borbonico potrebbe giocare un ruolo.