Europarlamento, sostegni per la decarbonizzazione dello shipping

La transizione verso la neutralità climatica del trasporto marittimo dovrà tener conto dell’impatto delle misure intraprese sulla competitività delle imprese dell’Ue, sull’occupazione e sui rischi legati alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Anche attraverso l’uso di incentivi ed esenzioni fiscali per favorire l’utilizzo di carburanti alternativi. È la richiesta che è arrivata dai deputati del Parlamento europeo nel corso della discussione sulle misure tecniche e operative da mettere in campo entro il 2050. Il testo adottato a Strasburgo conferma il traguardo indicato entro il 2030 di una riduzione del 40% delle emissioni, compreso l’inclusione dello shipping nei sistemi di scambio delle quote di CO2, e indica il GNL e le necessarie infrastrutture come una delle possibili tecnologie di transizione. Tra le richieste inviate alla Commissione europea l’eliminazione graduale dell’uso dei combustibili tradizionali e un giro di vite in tema di “distorsione della concorrenza sul mercato europeo tra le energie fossili, che beneficiano di un trattamento fiscale più favorevole, e i combustibili alternativi puliti da fonti rinnovabili”. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione anche di elaborare una strategia sui porti sostenendo l’uso dell’elettrificazione delle banchine e “di agire rapidamente per regolare l’accesso ai porti dell’UE per le navi più inquinanti sulla base del quadro della direttiva sul controllo dello Stato di approdo”. Indicate infine una serie di misure che potrebbero contribuire significativamente alla decarbonizzazione del settore marittimo e promuovere il Green Deal come l’ottimizzazione della velocità delle navi, compresa la navigazione lenta, l’innovazione nell’idrodinamica, l’introduzione di nuovi metodi di propulsione, come le tecnologie di assistenza eolica, l’ottimizzazione delle rotte navigabili e la digitalizzazione e l’automazione del settore.

Oltre 25 miliardi ai trasporti dal meccanismo per collegare l’Europa

Si definiscono le poste economiche per il periodo 2021-27 del meccanismo per collegare l’Europa, il programma che finanzierà i progetti fondamentali nei settori dei trasporti, del digitale e dell’energia. Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sul bilancio complessivo dello strumento, pari a 33,71 miliardi di euro. In particolare 25,81 miliardi andranno al settore dei trasporti, 5,84 al settore energia e 2,06 all’innovazione digitale. Nel settore dei trasporti, il MEC 2.0 promuoverà reti interconnesse e multimodali per sviluppare e ammodernare le infrastrutture ferroviarie, stradali, marittime e di navigazione interna e per una mobilità sicura e protetta. Si darà priorità all’ulteriore sviluppo delle reti transeuropee dei trasporti (TEN-T), concentrandosi sui collegamenti mancanti e sui progetti transfrontalieri che presentano un valore aggiunto per l’Ue. Inoltre, 1,56 miliardi del bilancio per i trasporti finanzieranno grandi progetti ferroviari tra i paesi beneficiari del Fondo di coesione. Il MCE 2.0 garantirà inoltre che, nel caso in cui l’infrastruttura venga adattata per migliorare la mobilità militare all’interno dell’Ue, essa sia compatibile con il duplice uso, soddisfacendo esigenze sia civili che militari. La mobilità militare disporrà di un bilancio separato, pari a 1,69 miliardi di EUR, nell'ambito della dotazione per i trasporti.

Pacchetto mobilità, alcune misure sono controproducenti

La Commissione europea ha pubblicato i risultati di due studi che ha commissionato per valutare gli impatti previsti di due aspetti specifici del Pacchetto mobilità I, adottato il 15 luglio 2020: il ritorno obbligatorio del veicolo nello Stato di origine ogni otto settimane e l’applicazione di quote di cabotaggio sulle operazioni di trasporto combinato internazionale. I risultati suggeriscono che le due misure potrebbero avere effetti negativi, compreso un aumento delle emissioni. L’analisi dell’obbligo di restituzione dei veicoli indica, infatti, il rischio di viaggi aggiuntivi, che potrebbero causare mediamente fino a 2,9 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 in più nel 2023 (un aumento del 4,6% delle emissioni internazionali di trasporto su strada). Lo studio incentrato sulle quote di cabotaggio ha calcolato invece un aumento fino a 397mila tonnellate oltre a potenziali effetti negativi a lungo termine sul trasporto ferroviario e intermodale.

 Pesca, videosorveglianza contro le infrazioni

Con 401 voti favorevoli, 247 contrari e 47 astensioni, i deputati del Parlamento europeo hanno approvato l’utilizzo di nuove tecnologie per migliorare l’applicazione delle regole sulla pesca, la sicurezza e la trasparenza. Inoltre, hanno introdotto misure per consentire ai consumatori di sapere quando, dove e come vengono pescati i prodotti che acquistano. L’uso di telecamere a bordo (CCTV) per effettuare controlli sugli obblighi di sbarco delle specie soggette a limiti di cattura dovrebbe essere obbligatorio secondo una “percentuale minima” di navi lunghe almeno 12 metri che sono identificate come “a grave rischio di non conformità”. L’attrezzatura di sorveglianza sarà imposta anche come sanzione di accompagnamento per tutte le navi che commettono due o più infrazioni gravi. Ai pescherecci che sono disposti ad adottare la CCTV su base volontaria dovrebbero essere offerti incentivi come l'assegnazione di quote aggiuntive o la rimozione dei punti di infrazione.