18 Marzo. Il Liner Shipping Connectivity Index (LSCI) dell’Italia, indice che definisce il grado di accessibilità delle nazioni al network internazionale dei servizi containerizzati, è cresciuto del 9,34% nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2020, pur non recuperando le perdite rispetto agli altri quarter dell’anno passato. È quanto emerge dall’aggiornamento dei dati trimestrali pubblicati dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) che assegna alla penisola un valore assoluto di 74,61 punti rispetto ai 100 riferiti al primo trimestre del 2006. 

Nella particolare classifica guidata da Cina (163,81), Singapore (112,77), Corea del Sud e USA (pari merito con 105,56) il nostro paese occupa il 20esimo posto alle spalle di Olanda, Belgio, Germani e Francia e davanti a Grecia e Portogallo.  

L’UNCTAD ha diramato anche i dati del Port Liner Shipping Connectivity Index (PLSCI), indice che definisce la posizione di ogni porto nell’ambito del network mondiale dei servizi marittimi containerizzati. Gioia Tauro conferma l’indice più alto (56,54) in crescita rispetto al primo trimestre del 2020 (48,91) ma minore rispetto ai precedenti tre trimestri. Seguono Genova (52,39) che registra una contrazione rispetto allo stesso periodo di un anno fa (55.20) e La Spezia (37.81 contro 45.38). Primo fra gli scali meridionali Napoli con un indice di 24,44. Stabile, invece, la situazione del porto di Livorno il cui indice risulta pari a 27, così come quello del porto di Civitavecchia (20). In forte diminuzione le performance di Venezia che è sceso da 19,48 a 11, 36.

A guidare la classifica mondiale è il porto Shanghai (118.42) seguito da Singapore (128.40) e Ningbo (123.27). Settimo e nono, rispettivamente, i porti di Rotterdam e Anversa.