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AGOSTO 2020 PAG. 14 - Effetto Covid sul portafoglio di nuovi ordini navali







Secondo un report di Bimco il mercato ha raggiunto il punto più basso degli ultimi 17 anni, con una contrazione complessiva del 50% riferibile principalmente alle navi per rinfuse secche (-34,7% rispetto all’anno precedente, punto più basso dall’aprile 2004) e portacontainer (-10,3%, punto più basso dal settembre 2003). Ciononostante l’offerta di stiva continuerà a crescere per effetto delle immissioni di nuove unità negli anni precedenti.

A determinare la scarsità di nuovi ordini, rileva l’analisi di BIMCO, il calo dei volumi commerciali e i timori di una lenta ripresa. Meno accentuato l’effetto della pandemia sulle consegne di nuove unità (-1,7%) tanto che le operazioni relative alle portarinfuse sono paradossalmente superiori a quelle dell’anno precedente: 31,8 milioni di DWT (Dead Weight Tonnage) nei primi sette mesi del 2020 rispetto ai 22,6 milioni dello stesso periodo 2019. Per contro, le consegne di navi portacontainer sono diminuite del 39,5%, pur registrando l’entrata in servizio di ben nove unità al di sopra dei 23mila Teu.

Meno netto l’impatto sul settore petrolifero, favorito da una crescita media del portafogli ordini negli ultimi venti anni decisamente inferiore rispetto alle altre tipologie di navi. Il livello per le petroliere adibite a trasporto greggio si attesta a 36,3 milioni di DWT mentre quello della flotta di unità per prodotti petroliferi a 12,1 milioni, con un calo rispettivamente del 4,2% e del 12% rispetto a 12 mesi fa. Le consegne sono diminuite del 39,1% per le petroliere per il greggio e del 46,1% per le petroliere per i prodotti petroliferi mentre le consegne totali sono state finora pari a 10,1 milioni DWT rispetto ai 17,2 milioni degli stessi mesi dell’anno scorso.

La flessione di nuovi ordini coincide con una crescita delle attività di demolizione, favorita nei volumi dalla riapertura dei cantieri dopo i vari periodi di lockdown. L’attività totale di demolizione in luglio è stata di 1,8 milioni DWT, con un aumento di 1,2 milioni di DWT rispetto al luglio 2019, una crescita di quasi il 400% rispetto alle demolizioni dell’aprile 2020. “In particolare – spiega il report – sono aumentate le demolizioni di rinfuse secche e container, con un incremento rispettivamente dell’80,9% e del 26,3%, mentre dall’inizio dell’anno sono stati inviati alla demolizione 8,8 milioni DWT di capacità di rinfuse secche e 152.770 TEU di navi portacontainer”. Anche le demolizioni di navi cisterna per prodotti petroliferi sono in rialzo: tra gennaio e luglio, con un aumento del 10,9% rispetto all’anno scorso, sono state ritirate otto navi cisterna per prodotti petroliferi per un totale di 0,5 milioni di DWT. Solo due sole petroliere per il greggio sono state demolite nei primi sette mesi dell’anno, entrambe Suezmax. Questo si è tradotto in un calo del 77,1% delle demolizioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, arrivando a soli 374.643 DWT.

Complessivamente, nei primi sette mesi del 2020, le demolizioni sono aumentate del 35,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, per un totale di 11,6 milioni DWT. Di queste, il 75,3% sono state navi portarinfuse per carichi secchi e il 17,1% navi portacontainer, mentre il restante 7,6% è attribuibile alle navi cisterna.

Nonostante l’aumento delle demolizioni e il calo delle consegne in molti settori, le flotte continueranno a crescere perché in termini di volume le consegne sono molto più elevate delle demolizioni. La flotta di rinfuse secche ha superato per la prima volta i 900 milioni DWT (901,67 al 3 agosto), con una crescita del 2,6% dall’inizio dell’anno; le flotte di navi cisterna per il trasporto di greggio e di prodotti petroliferi hanno registrato un aumento rispettivamente del 2% e dell’1,7%, con la flotta di navi portacontainer che segna un + 1,2% dall’inizio dell’anno.

“Il continuo aumento dell’offerta di navi, nonostante la crescita delle demolizioni e la riduzione dei contratti, non può essere ignorato in quanto il volume del commercio mondiale è destinato a subire un notevole calo quest’anno, e non si prevede che tornerà ai livelli pre-pandemici almeno fino al 2022,” avvertono gli analisti di BIMCO. “Mentre il calo delle contrattazioni si tradurrà in un rallentamento della crescita della flotta nei prossimi anni, l’equilibrio nei mercati dello shipping potrebbe rivelarsi difficile da raggiungere per molti anni a venire”.

                                                                                                                         Francesco S. Salieri
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