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GIUGNO 2020 PAG. 32 - “Patto per l’Export”, iniziativa a sostegno della produzione



Una strategia innovativa di rilancio per il “Made in Italy”. Ambisce a questo obiettivo la firma alla Farnesina del “Patto per l’Export”, iniziativa per “il rafforzamento degli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione e un’azione promozionale di ampio respiro” scaturita dalla Cabina di regia per l’internazionalizzazione messa in campo nel dicembre scorso e sottoposta ad un serrato confronto con le associazioni di categoria. In particolare, 12 tavoli settoriali di ascolto cui hanno presenziato oltre 250 partecipanti e 147 associazioni rappresentative di tutti i settori produttivi:
dall’agroalimentare alla meccanica, dal sistema fieristico a quello infrastrutturale e logistico, passando per il comparto dell’innovazione, della salute e dei servizi all’export.

Il piano, con un dotazione finanziaria complessiva di 1,4 miliardi, sarà realizzato dalla rete diplomatica del ministero degli Esteri, da ICE e dal gruppo CDP-SACE-SIMEST, attorno ad una serie di linee prioritarie che riguardano comunicazione, promozione integrata, formazione, sistema fieristico, commercio digitale e finanza agevolata.

Gli interventi punteranno ad una difesa dell’export italiano sia dalle criticità specifiche emerse nell’attuale congiuntura – riduzione di quote di mercato, crollo della domanda estera per il turismo, blocco delle attività fieristiche – sia alle deficienze strutturali che caratterizzano il sistema delle PMI: scarsa conoscenza degli incentivi all’internazionalizzazione già esistenti, accesso alle piattaforme di e-commerce, digitalizzazione. Su quest’ultimo punto, ad esempio, il Piano insiste sull’investimento in nuove competenze e figure professionali come i Temporary Export Manager (TEM) e i Digital Export Manager per sostenere l’accesso delle imprese italiane nei mercati esteri.
Spazio anche alla blue economy settore che, nell’ambito della promozione integrata, rientra nei settori innovativi e ad alto contenuto tecnologico, in compagnia di aerospaziale, green economy e meccanica avanzata, la cui eccellenza va valorizzata.    

Non è un caso che alla firma del Patto per l’Export abbiano partecipato anche Assarmatori e Confitarma che hanno ribadito il contributo attivo del comparto marittimo a qualsiasi ipotesi di rilancio dell’export italiano.

In quest’ottica il presidente Stefano Messina (Assarmatori) ha candidato la sua realtà a svolgere il ruolo di “sentinella” per aiutare la fase di rilancio dell’economia nazionale, sulla base di una semplice equazione: “container in export come indicatori chiave per anticipare i cambiamenti dell’interscambio mondiale”. Strumento “per consentire al Sistema Italia di affrontare, giocando sull’anticipo, la sfida della ripresa”. 

In rappresentanza di Confitarma l’intervento del Direttore Generale, Luca Sisto, che ha ribadito la necessità di proseguire l’attività del Maeci a supporto e tutela dello shipping tricolore cercando di porre la blue economy nella posizione che le compete.

“Le nostre navi mettono in rete l’economia dell’Italia e possono essere considerate il ‘patrimonio liquido del nostro Paese’. Inoltre, in questi mesi le nostre navi non si sono mai fermate nonostante le grandi difficoltà e la grande sofferenza che soprattutto i nostri marittimi stanno ancora affrontando e per il rimpatrio dei quali stiamo lavorando con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione”.
Sotto questo aspetto Confitarma ha ribadito la necessità di dedicare alle attività marittime uno specifico riferimento amministrativo. “Con il Maeci abbiamo già ottenuto un importante focal point marittimo grazie al quale molte problematiche con l’estero possono essere risolte”.

Tra le iniziative del Patto che saranno avviate nel breve termine: l’avvio, in collaborazione con il mondo universitario di corsi online per PMI sui temi della digitalizzazione delle imprese; attività di promozione integrata all’estero, con particolare focus sui settori più colpiti dall’emergenza in corso; rafforzamento delle attività di contrasto al falso made in Italy ed all’Italian sounding anche attraverso azioni di tutela legale e con campagne specifiche rivolte ai consumatori; pubblicazione del bando su Temporary/Digital Export Manager. Sul fronte risorse: “incremento delle operazioni a valere sul Fondo 394/81, grazie anche ai vantaggi ulteriori derivanti dalla creazione, in questa situazione di emergenza, di una componente a fondo perduto, dall’elevazione dei limiti massimi di finanziamento e dalle concrete facilitazioni promosse in materia sia di esenzione dalla prestazione di garanzie, sia di aumento della quota di aiuti de minimis”.
                                                                                                                             Paola Martino
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