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FEBBRAIO 2019 PAG. 6 - NEWS DAL MONDO


I vantaggi di un’ECA nel Mediterraneo
Istituire un’Area a Controllo delle Emissioni navali (ECA) nel Mediterraneo salverebbe ogni anno, in Europa, 6000 vite umane consentendo di risparmiare da 8.1 a 14 miliardi di euro di costi sociali legati all’impatto dell’inquinamento sulla salute. Sebbene i vantaggi riguardino tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sarebbe l’Italia ad avere il maggior benefici: si parla di quasi 500 vite salvate ogni anno e un risparmio compreso tra i 1.200 e i 2.500 milioni di euro per minori costi sociali. Sono questi i risultati più rilevanti di uno studio, sostenuto dal Ministero dell’Ambiente francese per valutare l’impatto della creazione di un’area ECA nel Mar Mediterraneo. Il rapporto ha valutato il miglioramento della qualità dell’aria che deriverebbe nella regione con il passaggio a combustibili navali di migliore qualità e l’utilizzo di sistemi di abbattimento degli inquinanti. Con l’istituzione di un’area ECA nel Mediterraneo, le emissioni prodotte si ridurrebbero, rispetto al 2015, del 95% quanto ad ossidi di zolfo, dell’80% quanto a particolato, del 51% quanto a black carbon e fino al 100% quanto a ossidi di azoto. Le emissioni marittime causano, ogni anno in Europa, 50.000 morti premature e costano 60 miliardi di euro solo in spese sanitarie. L’inquinamento atmosferico navale può rappresentare fino al 40% degli inquinanti nelle città costiere nel Mediterraneo. La ragione principale dell’impatto negativo sull’ambiente è l’uso di un olio combustibile pesante, altamente carico di zolfo, che emette particolato carbonioso, metalli pesanti, polveri sottili (primarie e secondarie) e anidride solforosa.

Slovenia, nuova ferrovia Koper - Divaccia
La Slovenia costruirà una nuova linea ferroviaria di collegamento tra il porto di Koper e Divaccia. La nuova infrastruttura sarà realizzata entro il 2026 e prevede un binario unico con la possibilità di un raddoppio nel futuro. Interamente finanziato dal governo di Lubiana con risorse ricavate da aumenti dei pedaggi autostradali, delle tariffe per l’uso delle infrastrutture ferroviarie e delle tasse del porto di Koper l’opera prevede un esborso totale di 522 milioni di euro (122 milioni dalle autostrade, 200 milioni provenienti dal capitale della 2TDK e per il resto da istituzioni finanziarie europee). La seconda linea ferroviaria sarà lunga 27 chilometri e avrà una capacità, inclusa l’attuale linea elettrificata, di 231 treni al giorno e 43,4 milioni di tonnellate di merci all’anno.

L’impatto delle nuove tecnologie sui lavoratori dei trasporti
Già oggi le nuove tecnologie e l’automazione stanno impattando sul mondo del lavoro nel settore trasporti aprendo una fase di transizione sia con il trasferimento dalle vecchie posizioni sia con la creazione di nuovi posti. È quanto emerge da “Transport 2040: Automation Technology Employment – the Future of Work”, studio realizzato da International Transport Workers’ Federation (ITF) e World Maritime University (WMU), ateneo che fa capo all’International Maritime Organization (IMO), per analizzare e valutare quali saranno gli impatti dell’introduzione dell’automazione e delle tecnologie avanzate. La ricerca evidenzia come i progressi tecnologici saranno introdotti in modo graduale e varieranno da regione a regione, secondo i livelli di competenza e i diversi gradi di formazione dei vari mercati nazionali. Una evoluzione, piuttosto che una rivoluzione, cui bisognerà rispondere con processi di formazione continua. A bilanciare la perdita dei posti derivanti dall’automazione (tra il 5,7% e il 50% dei lavoratori meno qualificati – tra cui i lavoratori portuali e gli addetti allo smistamento dei bagagli) dovrebbe concorrere la tendenza alla crescita degli scambi commerciali internazionali. Il rapporto precisa che i rischi riguarderanno anche  i lavoratori mediamente qualificati (tra il 7% e il 23% di figure come i marinai qualificati e i conducenti di autoveicoli pesanti).

Marocco, inaugurato nuovo aeroporto di Casablanca
E’ stato inaugurato il progetto di estensione e modernizzazione del Terminal 1 dell’aeroporto internazionale Mohamed V di Casablanca con un intervento che riguarda un’area di 76mila metri quadri e un investimento di 158 milioni di euro. Nell’occasione è partito anche il nuovo Centro di Controllo Regionale di Sicurezza della Navigazione Aerea di Agadir, oltre a nuove aerostazioni nel Sud del Paese (presso gli aeroporti di Guelmim, Zagora e Errachidia Moulay Ali Cherif) realizzati dall’Ente nazionale degli aeroporti ONDA con un finanziamento pari a 64 milioni di euro. L’intento del governo è quello di dotare le varie città del Marocco di infrastrutture aeroportuali moderne in conformità alle norme internazionali per quanto riguarda la fluidità del traffico aereo, la sicurezza aerea ed aeroportuale nonché la qualità delle prestazioni offerte ai passeggeri, sostenendo anche ulteriormente lo sviluppo socio-economico e turistico. L’aeroporto di Casablanca è considerato un hub aeroportuale per il continente africano e accoglie annualmente 14 milioni di passeggeri.

Nuovo impianto per GNL nel Nord della Russia
È entrato in piena funzione nella penisola Jamal (Nord della Russia) uno stabilimento di gas liquido realizzato dalla società NOVATEC in collaborazione con partner francesi e cinesi. Alla cerimonia di messa a pieno carico dell’impianto da 16,5 milioni di tonnellate ha partecipato anche il premier Dmitry Medvedev. Con il lancio di tutte le linee del progetto, secondo le previsioni del ministero dell’Energia, la quota del paese nel mercato globale del gas naturale liquefatto aumenterà di 2,5 volte e raggiungerà il 10% circa del totale. Ma il governo russo culla obiettivi ufficiosi: raggiungere il 15-20% entro il 2025.

Rapporto IMB, cresce la pirateria in Africa occidentale
Nel 2018 si è registrato un aumento degli attacchi di pirateria contro navi ed equipaggi con un totale di 201 casi rispetto ai 180 del 2017. Secondo il rapporto annuale rilasciato dall’IMB (International Maritime Bureau) l’area più pericolosa è risultata quella dell’Africa occidentale e del Golfo di Guinea: le segnalazioni di attacchi nelle acque tra la Costa d’Avorio e la Repubblica Democratica del Congo sono più che raddoppiate nel 2018, con 6 dirottamenti portati a termine e 130 marittimi presi in ostaggio sui complessivi 141 sequestrati a livello globale. “I pescherecci utilizzati dai pirati sono andati ben oltre le acque territoriali, con equipaggi rapiti e portati in Nigeria dove sono detenuti per riscatto”. Secondo il portavoce dell’IMB “c’è un bisogno urgente di maggiore cooperazione e condivisione di intelligence tra gli stati litoranei del Golfo di Guinea affinché si possano intraprendere azioni efficaci contro i pirati, sia in mare che a terra, dove le loro operazioni hanno origine e fine”.
Allerta anche per la situazione nelle acque della Somalia: anche se non vi sono stati dirottamenti di navi in questa regione i pirati hanno sparato su 3 unità (una petroliera, una nave cisterne ed una bulk carrier) nel Golfo di Aden e a oltre 300 miglia dalla costa. Migliora invece la situazione in Indonesia, dove si registra una diminuzione del numero di incidenti per il terzo anno consecutive, mentre aumenta la preoccupazione per le aree marittime della Malesia (rapiti 5 membri degli equipaggi di due pescherecci; attacchi armati a rimorchiatori) e delle Filippine (10 gli incidenti segnalati, di cui 5 a Batangas).

DP World fa shopping in Cile
DP World, operatore portuale con sede a Dubai e controllato dal fondo statale Dubai World, ha acquisito dal gruppo cileno Matte il 71,3% delle azioni della società Puertos y Logistica S.A., a cui fa capo la gestione del porto centrale di San Antonio e del porto Lirquen, nella baia di Concepción – due tra i principali terminal multipurpose  del Cile. Il gruppo emiratino – tra i primi 5 al mondo, con oltre 70 milioni di TEU movimentati – ha investito 502 milioni di dollari per un’operazione che consentirà di espandere ulteriormente la presenza in Sud America dove, tra gli altri, controlla il molo sud del porto di Callao in Perù, i terminali Rio de la Plata a Buenos Aires e il porto di Santos in Brasile.

Guida autonoma nelle scelte strategiche del Regno Unito
Il Regno Unito ha presentata il programma strategico Maritime 2050 per consolidare la sua posizione di leadership nel settore marittimo nei prossimi 30 anni. Il piano, incentrato su una serie di misure a breve, medio e lungo termine, prevede interventi nei campi delle nuove tecnologie, della formazione del personale e dello sviluppo delle infrastrutture. Tra queste, la creazione di un hub per l’innovazione in uno dei porti della nazione entro il 2030. Tra i traguardi fissati quello della navigazione autonoma è tra i più ambiziosi, con l’introduzione di un quadro normativo nazionale che promuova la sperimentazioni nelle acque del Regno Unito. “La Maritime and Coastguard Agency – è spiegato nel documento – sta valutando le misure necessarie per garantire la sicurezza di queste e di altre navi. Ciò farà del Regno Unito il posto migliore per testare questa tecnologia attirando quindi imprese ed investimenti internazionali e dando impulso all’economia”. 

Porto di Anversa, tre miliardi per la realizzazione di uno stabilimento chimico
Con un investimento complessivo di tre miliardi di euro il gruppo britannico Ineos ha annunciato la realizzazione di uno stabilimento chimico nel porto di Anversa. Il progetto, il più ingente nel settore da vent’anni a questa parte, prevede la costruzione di un impianto di deidrogenazione del propano (PDH) e per il cracking di etilene a partire dal 2024. “L’ammontare dei nuovi progetti riguardanti il porto – sottolinea l’AD dell’Ap di Anversa – raggiunge i 5 miliardi di euro e ci configura come il più grande cluster chimico a livello europeo. La produzione di propilene ed etilene costituisce la base per altri processi e rafforzerà ulteriormente la nostra posizione nel segmento delle materie prime, così come per altre industrie del nostro paese”.

A Rotterdam bunkering green con la blockchain 
Nippon Yusen Kaisha (NYK), gruppo armatoriale giapponese, ha testato l’utilizzo sperimentale di biocarburante per alimentare il sistema di propulsione della propria rinfusiera Frontier Sky di 179mila tonnellate di portata lorda. L’operazione di bunkeraggio con il biofuel (una miscela al 30% di biocombustibile e al 70% di gasolio marino) è stato effettuato nel porto di Rotterdan in collaborazione con la danese Blockchain Labs Open Collaboration (BLOC), con una procedura che utilizza la tecnologia blockchain per migliorare la tracciabilità del biocarburante e della catena di approvvigionamento. Secondo i partner del progetto l’operazione ha consentito di tagliare le emissioni di CO2 di oltre 50 tonnellate, equivalente alle emissioni di gas serra prodotte percorrendo circa 200mila chilometri in auto.

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