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GIUGNO 2018 PAG. 56 - La Tav non funziona e in Italia costa il doppio



Corte dei conti europea: “Un sistema disomogeneo e inefficace di linee senza un piano realistico a lungo”
 
“La rete ferroviaria ad alta velocità dell’UE è stata progettata e costruita dagli Stati membri in maniera isolata, senza un coordinamento adeguato a livello transfrontaliero e da cui risultano collegamenti insoddisfacenti”. A dirlo è un rapporto della Corte dei Conti europea (Eca), secondo il quale è improbabile che l’attuale piano a lungo termine dell’Ue per le linee ferroviarie ad alta velocità venga realizzato e manca un solido approccio strategico a livello dell’Unione.

Per l’Eca la Commissione europea non dispone di strumenti giuridici né di poteri decisionali per garantire che gli Stati membri progrediscano rapidamente verso il completamento della rete centrale. Dal 2000, la Ue ha cofinanziato investimenti nelle linee ferroviarie ad alta velocità per 23,7 miliardi di euro. Gli auditor della Corte hanno effettuato un’inchiesta in sei Stati membri (Francia, Spagna, Italia, Germania, Portogallo e Austria) e hanno analizzato la spesa effettuata per oltre 5 mila km di linee ad alta velocità, coprendo circa il 50% dell’intera rete ferroviaria ad alta velocità della Ue.  E’ stato inoltre rilevato che, sebbene la lunghezza delle reti nazionali stia aumentando, l’obiettivo di triplicare la lunghezza delle linee ferroviarie ad alta velocità (fino a 30 mila km) entro il 2030 non sarà raggiunto.

Sul fronte dei costi, dal rapporto è emerso che l’infrastruttura ferroviaria ad alta velocità è costosa: per le linee sottoposte ad audit, il costo medio di un chilometro è di 25 milioni di euro. Per quattro delle dieci linee, ogni minuto di tempo di percorrenza risparmiato costerà più di 100 milioni di euro. D’altro canto, se si considerasse seriamente la soluzione alternativa di potenziare le linee convenzionali esistenti, si potrebbero risparmiare miliardi di euro. Se si guarda alla caratteristiche del mercato, dal rapporto emerge che questo non è ancora aperto in Francia e in Spagna. In Italia è in misura limitata.

La Corte dei Conti Europea spiega che in base ai parametri di riferimento, per essere considerata un successo una linea ad alta velocità dovrebbe quindi trasportare nove milioni di passeggeri all’anno. Il rischio che il  cofinanziamento UE di 2,7 miliardi di euro a favore di queste linee sia utilizzato in modo inefficace “è quindi elevato”.

E in Italia? Gli auditor hanno riscontrato che nel nostro paese ogni chilometro di linea super veloce, realizzato finora, è costato 28 milioni di euro, contro i 13 dei tedeschi, i 15 dei francesi e i 14 degli spagnoli. il costo totale per l’alta velocità italiana ammonta a 41,9 miliardi di euro per 1.280 chilometri di linea, 0,46 euro per chilometro pro-capite. Se si considera che ai progetti già completati si sommano quelli in via di realizzazione, il costo per chilometro per l’Italia sale a 33 milioni contro i 14 milioni di Spagna e i 15 milioni di Germania e Francia. Le cose vanno meglio, sottolinea la Corte dei Conti, se si considera la concorrenza sui binari che ha portato ad un miglioramento del servizio e ad una riduzione dei costi per gli utenti, e di analisi costi-benefici. La relazione cita in particolare il caso della sezione Venezia-Trieste che, grazie a una modifica del progetto, permette un risparmio complessivo di 5,7 miliardi di euro allungando i tempi di percorrenza di appea 10 minuti.

Stefania Vergani
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