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APRILE 2018 PAG. 58 - Pasqua bassa, per la FIPE 6 milioni le presenze stimate



Per il week end del 1 aprile la Fipe mostra un quadro di sostanziale stabilità - Ristoranti sempre più tecnologici: il 77,9% usa sistemi di prenotazione on line.

La Pasqua bassa non ha frenato la voglia di pranzare al ristorante. Questo lo scenario delineato quest'anno da Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che ha stimato le presenze fuoricasa in 6 milioni di clienti tra ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, in crescita dell'1,1% sull'anno scorso. “Numeri positivi, nonostante il calendario e le previsioni meteo incerte, che confermano il buon momento che vive il settore come evidenziato dall'ultimo Rapporto Ristorazione – ha commentato Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe - Il comparto conta sulla buona ripresa del turismo, e anche per la crescita della domanda interna, che in occasione del primo lungo ponte dell’anno ha generato effetti postivi su tutta la filiera. D’altra parte la ristorazione rimane uno dei punti di forza dell’offerta turistica, sia nelle grandi città che nei piccoli borghi, in particolare in giorni speciali come quelli delle feste di Pasqua, confermando il settore dell’enogastronomia una eccellenza della nostra offerta turistica”.
I dati Fipe per il giorno di Pasqua
Presenze e aperture
Anche per il 2018 permane un clima di fiducia negli operatori del fuoricasa. Quest'anno i ristoranti in attività sono stati l'89,2% del totale, in leggero aumento rispetto all'anno scorso (88,2%). Sei milioni i clienti stimati che hanno pranzato in un ristorante del Belpaese domenica 1 aprile: più della metà sono stati italiani.
I trend per il menù: tradizione, bio, filiera corta. Porte aperte a bambini e famiglie
Per quanto riguarda il menù, a Pasqua è stato soprattutto "all inclusive" (70,6% del totale), con una media di 6 portate ad un prezzo indicativo di 52 euro, in leggero aumento sul 2017. Tenendo questo prezzo come riferimento, la spesa prevista è di 313 milioni di euro.
Quest'anno i ristoratori hanno riservato particolare attenzione alle famiglie con bambini: nel 36,5% dei ristoranti sono stati proposti menù dedicati ai più piccoli ad un prezzo medio di 18 euro. Venendo ai piatti prescelti, si rafforza il  forte legame con la tradizione, con ricette tipiche del periodo pasquale (75,9%), senza però dimenticare le proposte a filiera corta e con prodotti biologici. Per 1 ristorante su 4 invece i menù saranno contraddistinti da reinterpretazioni creative della gastronomia locale.
Le prenotazioni
Boom dell'on line, la "classica" telefonata non si usa più. Ristoratori sempre più connessi e digitali, ecco uno dei principali trend evidenziati da Fipe. Il week end pasquale è stata una buona occasione per tracciare il comportamento della clientela e dei ristoratori sul fronte delle prenotazioni, ormai sempre più all'insegna delle nuove tecnologie.
Le imprese della ristorazione si servono con crescente frequenza della rete per gestire il proprio business; infatti per la gestione delle prenotazioni ad oggi il 77,9% dei ristoranti si appoggia a mail o a sistemi on line.
I dati per il giorno di Pasquetta
A Pasquetta saracinesche aperte per l'80% dei ristoranti, in linea con il dato del 2017, come per Pasqua, anche se si è registrato un lieve peggioramento del clima di fiducia, forse per via di previsioni meteo non incoraggianti. I clienti stimati sono stati 4,3 milioni, più o meno quanti lo scorso anno, per la maggior parte turisti, anche se i residenti rappresentano circa il 43% del totale.
Per quanto concerne il menù, sarà soprattutto "à la carte" (75,3% dei ristoranti), mentre quello "all inclusive" ha visto un prezzo medio di 45 euro. La spesa prevista, prendendo a riferimento il prezzo del menù tutto compreso, è di 195 milioni di euro.
Stefano Meroggi 
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