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SETTEMBRE 2020 PAG. 6 - NEWS DAL MONDO

 


G20, secondo trimestre: cresce solo la Cina

Prime stime, drammatiche, sull’impatto della pandemia da Covid-19 sul Pil dei Paesi del G20 nel secondo trimestre di quest’anno. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha reso noto che nel suo complesso il Pil aggregato dei 20 maggiori paesi ha segnato una variazione congiunturale di segno negativo record del -6,9% rispetto al secondo trimestre del 2019 che risulta significativamente più accentuata rispetto al -1,6% rilevato nel primo trimestre del 2009 al culmine della crisi finanziaria. Nel periodo aprile-giugno di quest’anno solo la Cina ha registrato un risultato positivo (+11,5%) dovuto anche ai tempi, anticipati, di diffusione e ripresa dall’emergenza sanitaria. In tutte le altre economie del G20 il prodotto interno lordo si è contratto in media del -11,8%. Drammatiche le situazioni di India (-25,2%), Regno Unito (-20,4%), Messico (-17,1%), Sud Africa (-16,4%), Francia (-13,8%), Italia (-12,8%), Canada (-11,5%). Flessione meno pronunciata in Corea e Russia (-3,2% in entrambi i Paesi). Nel secondo trimestre del 2020 la variazione tendenziale del Pil nell'area del G20 è stata del -9,1% sul secondo trimestre del 2019, dopo una contrazione anno su anno del -1,7% nel trimestre precedente. Tra le economie del G20, la Cina ha registrato la crescita annuale più elevata (+3,2%), mentre l’India ha registrato il calo annuale maggiore (-23,5%).

ECSA contro lo scambio delle quote di emissione

L’Associazione europea degli armatori (ECSA) ha espresso la sua contrarietà alla decisione del Parlamento europeo di includere le attività di shipping nel sistema di scambio delle quote di emissioni dell’Ue. Secondo gli armatori la proposta è passata senza un’adeguata valutazione del suo impatto “e nell’ambito di una parte non pertinente della legislazione sul sistema di monitoraggio delle emissioni”. Per l’ECSA, “l’iniziativa rischia di introdurre a livello europeo normative sull’ambiente non ottimali, contribuendo a generare un mosaico di regole e una maggiore frammentazione a livello internazionale”. L’associazione ha sottolineato l’impegno dell’industria dello shipping nella eliminazione completa delle proprie emissioni di gas serra, in linea con gli obiettivi fissati nella strategia iniziale dell’IMO del 2018. Tale indirizzo include l’obiettivo di ridurre complessivamente le emissioni di gas serra del trasporto marittimo internazionale di almeno il 50% entro il 2050 rispetto al livello di emissioni del 2008 “e ciò implica che nel 2030 le navi di nuova costruzione dovranno già essere prive di emissioni di carbonio”. “Inoltre la strategia stabilisce una riduzione delle emissioni di CO2 del trasporto, rispetto al 2008, pari ad almeno il 40% entro il 2030 per arrivare al 70% entro il 2050”.

Covid, effetto negativo sulla domanda di carburante navale

Gli effetti delle misure di lockdown causate dal Coronavirus hanno avuto un effetto dirompente sulla domanda di carburante navale: a fine anno potrebbe registrarsi una contrazione tra il 7 e il 17%. È quanto emerso dalla 36esima edizione della Asia Pacific Petroleum Conference da un rapporto dell’International Bunker Industry Association. Unica eccezione il porto di Singapore dove le vendite complessive di carburante, a maggio e giugno, si sono fermate a 4 milioni di tonnellate, solo il 2% in meno dello stesso mese dello scorso anno, mentre nei due mesi successivi si è verificata una prima inversione di tendenza con un aumento delle vendite con oltre 4,1 mln di tonnellate, un risultato non molto dissimile da quello raggiunto durante i primi mesi del 2019. A pesare sul mercato anche le dinamiche dei prezzi innescate dall’entrata in vigore del “sulphur cap”, con una drastica caduta dello spread (-90%) tra fuel tradizionale (HSFO) e il VLSFO (carburante a basso tenore di zolfo) passato dai 361 dollari di un anno fa agli attuali 50 dollari. 

Intesa Israele – Emirati Arabi Riuniti nel settore infrastrutturale

La normalizzazione dei rapporti tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein si riflette anche nel settore della logistica portuale. Il gruppo terminalista DP World di Dubai e l’israeliana DoverTower, società di proprietà di Shlomi Fogel che è co-proprietario di Israel Shipyards e del porto di Eilat, hanno sottoscritto un Mou che prevede lo studio congiunto sulle opportunità di sviluppo dei legami commerciali tra i due paesi. Nello specifico DP World valuterà le possibilità di sviluppo dei porti e delle zone franche israeliane e l’istituzione di un servizio marittimo tra Eilat e Jebel Ali. Inoltre la Drydocks World del gruppo DP World esplorerà le opportunità di business con la società cantieristica Israel Shipyards nell’ambito di una joint venture incaricata di sviluppare, realizzare e commercializzare prodotti dell’azienda navalmeccanica israeliana. DP World e Israel Shipyards costituiranno anche una joint venture che parteciperà alla gara per la privatizzazione del porto israeliano di Haifa.

Grecia, confermato il primato della flotta

Secondo l’ultimo report annuale pubblicato dall’Union of Greek Shipowners (UGS) gli armatori greci hanno più che raddoppiato la capacità della propria flotta tra il 2007 e il 2019. Secondo i dati del rapporto le navi di proprietà greca rappresentano oggi il 20,6% della capacità della flotta mercantile globale e il 54,28% di quella dell’Unione europea. Nel periodo di riferimento i big carrier ellenici hanno investito in un armamento sempre più efficiente, portando l’età media delle navi a 9,17 anni.

Assicurazioni marittime, lieve ripresa nel 2019

Il rapporto annuale per il 2019 della IUMI - International Union of Marine Insurance indica che l’anno scorso il valore dei premi assicurativi nel settore marittimo è ammontato a 28,7 miliardi di dollari, con una riduzione del -0,9% sull’anno precedente, di cui il 46,3% del totale relativo al mercato europeo, il 31,8% all’Asia/Pacifico, il 10,3% all’America Latina, il 5,3% al Nord America e il 6,3% ad altri mercati. Nel 2019 la quota complessiva dell’Europa è lievemente calata dal 46,4% del 2018 al 46,3% dell’anno seguente, mentre la quota dell’Asia è leggermente aumentata dal 30,7% al 31,8%. Relativamente ai principali settori delle assicurazioni marittime, nel 2019 il segmento merci (15,6 miliardi di dollari, -1,5%) ha continuato a ricoprire la maggiore quota con il 57,5% del totale, mentre la quota del segmento Corpi (6,9 miliardi, +0,2%) è risultata pari al 24,1%, quella del segmento Energia offshore all’11,7% e la quota del segmento Responsabilità marittime (con esclusione dell’IGP&I) al 6,8%. Incertezza invece sull’andamento del 2020 su cui peserà l’impatto della pandemia da Coronavirus, ancora non quantificabile.  

La Svizzera si prepara al declassamento della bandiera

Il governo di Berna scende in campo contro il rischio di declassamento della bandiera marittima svizzera. Il Consiglio federale del paese alpino ha modificato l’ordinanza che regola la fideiussione di mutui per il finanziamento di navi oceaniche di bandiera svizzera. L’esecutivo ha sottolineato come nel corso del 2019 un numero di navi battenti bandiera svizzera superiore alla media è rimasto temporaneamente immobilizzato nei porti europei con il rischio di un declassamento in “lista nera” applicabile a tutto il territorio europeo, alla Russia e al Canada. La misura rende in pratica il cambio di bandiera possibile anche alle navi per le quali la Confederazione ha contratto una fideiussione. Nel caso in cui la bandiera svizzera venga inserita nella “lista nera”, le navi che hanno beneficiato di finanziamenti potranno operare sotto una bandiera straniera a patto che quest’ultima sia adeguata ad assicurare il funzionamento della nave e il suo possibile impiego a favore dell’approvvigionamento economico della Svizzera.

La ripresa del trasporto container internazionale non è uniforme

Nel terzo trimestre di quest’anno il commercio mondiale marittimo container ha registrato una ripresa rispetto al crollo nel trimestre precedente anche se non uniforme a livello globale. È quanto spiega la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) evidenziando  che a metà dello scorso giugno il numero medio di navi portacontenitori che arrivavano settimanalmente nei porti di tutto il mondo era calato a 8.722, con una flessione dell’8,5% su base annua. Gli ultimi dati, invece, mostrano che a livello globale la media degli scali portuali settimanali è tornata a salire arrivando a 9.265 all’inizio di agosto, cifra inferiore solo del -3% rispetto all’anno precedente. Il numero totale degli scali settimanali di portacontainer ha iniziato a scendere sotto i livelli del 2019 attorno alla metà di marzo di quest’anno per poi iniziare una graduale ripresa attorno alla terza settimana di giugno. L’UNCTAD ha osservato che la flessione del settore ha coinciso con la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di classificare il Covid-19 come una pandemia, mentre la graduale ripresa degli scambi via mare è avvenuta in concomitanza con l’inizio dell’uscita dal lockdown da parte di alcune nazioni.

The Alliance cancellerà alcune partenze in Ottobre

Hapag-Lloyd, HMM, ONE e Yang Ming (The Alliance) hanno annunciato una serie di cancellazioni di prossime partenze di servizi marittimi del network a causa della prevista minore domanda determinata dal perdurare dell’effetto della pandemia di Covid-19. Relativamente ai collegamenti tra l'Asia e il Mediterraneo, in ottobre The Alliance manterrà la frequenza settimanale dei servizi MD1, MD2 e MD3. Nel servizio MD1, che in Italia scala il porto di Genova, sono state annullate tuttavia le partenze nelle settimane 41 e 44. Nel servizio MD2, che tocca i porti italiani di Genova e La Spezia, sono state cancellate le partenze nelle settimane 41 e 45. Nel servizio MD3, che non coinvolge porti italiani essendo destinato a servire il Mediterraneo orientale, è stata decisa la cancellazione delle partenze nelle settimane 41 e 45.

Saranno smart le unità da 24mila Teu di HMM

La compagnia di navigazione sudcoreana HMM ha siglato un MOU con Samsung Heavy Industries (SHI) per lo sviluppo di tecnologie adatte alla realizzazione di navi intelligenti. L’accordo riguarda principalmente lo sviluppo di tecnologie eco-compatibili applicabili alle smart ship e il miglioramento delle competenze tecnologiche relative alla digitalizzazione delle navi. L’intesa prevede che HMM adotti lo SVESSEL, il sistema tecnologico per navi intelligenti basato su cloud che è stato sviluppato dalla SHI. Il sistema sarà applicato alle cinque portacontainer da 24.000 teu che nel 2018 la compagnia di navigazione ha ordinato alla SHI nell’ambito di una commessa complessiva per 12 mega navi dello stesso tipo.


 

 

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