MAGGIO 2020 PAG. 6 - NEWS DAL MONDO







Indagine Drewry – ESC sulla soddisfazione dei servizi cargo
La soddisfazione sulla capacità di stiva offerta dalle linee di trasporto ha registrato un miglioramento marginale nel 2019 che sarà drasticamente annullato entro la fine del primo semestre di quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria. Lo afferma il tradizionale sondaggio condotto tra gli spedizionieri da Drewry ed European Shippers’ Council. L’indagine (basata su 16 diversi criteri di giudizio sulla qualità dei servizi marittimi) rivela che i 227 caricatori e spedizionieri che hanno partecipato hanno valutato l’attività delle linee di trasporto container con un punteggio medio di 3,2 su una scala da 1 (molto insoddisfatti) a 5 (molto soddisfatti). La soddisfazione per la trasparenza dei prezzi e dei supplementi, i tempi di transito e la qualità del servizio clienti nel 2019 ha raggiunto il livello più basso – con punteggi da 2,8 a 3 – da quando l’indagine viene condotta. Meglio i risultati per la disponibilità di spazio cargo fornito nel 2019 con un punteggio di 3,3, in miglioramento rispetto al 3,2 del 2018. Quest’ultimo fattore è risultato come il criterio più importante da parte degli operatori. 

Diminuiscono gli incidenti di non conformità nel lavoro marittimo
Diminuiscono del 25% i tassi di incidenti di non conformità nel settore marittimo. E’ quanto emerge da una ricerca dell’ICS (International Chamber of Shipping) basata sul software ISF Watchkeeper che tiene traccia di oltre 25 milioni di ore di lavoro a bordo delle navi effettuate ogni mese dai marittimi. ICS ha monitorato regolarmente il lavoro globale della gente di mare e le registrazioni delle ore di riposo attraverso il suo software di conformità, lanciato per la prima volta nel 1997. ISF Watchkeeper viene utilizzato su oltre 8.000 navi per fornire ai propri operatori prove della conformità alle normative internazionali come richiesto dagli Stati di bandiera e dal controllo dello Stato di approdo.

Cambio degli equipaggi, chiesto intervento ONU
In una lettera congiunta ICS (International Chamber of Shipping), ITUC (International Trade Union Confederation) e ITF (International Transport Workers’ Federation), esortano António Guterres, Segretario generale dell’ONU, a sollecitare i 193 stati membri ad adottare urgentemente la serie di 12 di protocolli emessi dall’IMO per evitare una “crisi umanitaria”. La missiva sottolinea che “attualmente ci sono oltre 200.000 marittimi a bordo di navi in tutto il mondo che hanno completato il loro turno contrattuale, ma ai quali viene impedito di tornare a casa”. Il documento evidenzia che i governi hanno la responsabilità di aderire ai principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, e che gli Stati hanno il dovere di proteggere i diritti umani sia in circostanze normali che in periodi di crisi. Alcuni governi nazionali si sono già  attivati adottando misure positive, ad esempio designando i marittimi “lavoratori essenziali”. Le altre nazioni possono seguire questo modello per adottare misure volte a risolvere questo problema. Il settore aveva precedentemente concordato con i rappresentanti dei lavoratori due estensioni del contratto oltre il normale periodo regolato per il tempo a bordo a causa di Covid-19, soluzione considerata dai leader delle associazioni “non più sostenibile”. “Chiediamo di agire immediatamente, prima del 16 giugno 2020 - la scadenza finale concordata per attuare i cambi dell’equipaggio per i nostri marittimi,” esorta la comunicazione.  

Prestito miliardario per CMA CGM
Il gruppo CMA CGM si è assicurato un prestito da 1.05 miliardi di euro per rafforzare le sue posizioni dopo la crisi sanitaria. L’intervento fa parte del programma di prestiti garantiti dallo Stato francese istituito alla fine di marzo in risposta alla pandemia COVID-19. Come parte dello schema, Parigi garantirà il 70% del prestito, che ha una scadenza iniziale di un anno e un’opzione di estensione fino a cinque anni aggiuntivi. Inoltre, CMA CGM ha dichiarato di prevedere un rallentamento dell’attività a breve termine e stima che il suo volume di mercato diminuirà di ben il 10% nel primo semestre del 2020 rispetto al 2019.

Cresce l’offerta intermodale sul Baltico
La Polonia punta a migliorare la connettività ferroviaria tra il porto di Danzica e i tre principali terminal intermodali del Paese. Ad occuparsene la maggiore compagnia ferroviaria polacca, PKP Cargo, che da giugno lancerà con il marchio “Conncet Operator” tre nuove tratte container, rispettivamente per Gliwice, Poznań e Varsavia. La società di logistica garantisce che i container saranno consegnati da Varsavia o Poznań a Danzica in 8 ore e da Gliwice a Danzica in 15 ore. PKP Cargo Connect fornirà anche l’opzione dell’ultimo miglio per la consegna dei container da/per i terminal a 30-50 chilometri di distanza.

Marocco, traffici portuali in crescita nel primo quadrimestre
Il traffico commerciale gestito dall’Agenzia nazionale dei porti in Marocco registra a fine aprile un volume globale di 31,3 milioni di tonnellate, in aumento del 6.9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In termini di flussi il rialzo è riconducibile alla crescita delle importazioni (+ 6.3%), delle esportazioni (+8.4%) e del volume di cabotaggio (+1.6%). Fra i porti, quelli di Casablanca, Mohammedia e Jorf Lasfar hanno assicurato il transito di oltre l’80% del traffico.  Casablanca cresce del 6% rispetto ai primi 4 mesi del 2019, spinto essenzialmente dalle importazioni di cereali (+23.5%), degli alimenti del bestiame (+32.3%) e dal traffico container (+3.9). Sono diminuiti il traffico di prodotti siderurgici (-5.4%) e le esportazioni di sale.

Operativo il più grande scalo petrolchimico cinese
L’approdo della VLC New Renown della China Merchants Energy Shipping Co ha inaugurato l’attività del Sinopec Zhongke Refinery Port, il più grande scalo petrolchimico della Cina, situato a poco più di un chilometro dalla raffineria della Sinopec a Zhanjiang, nella provincia cinese del Guangdong. Il nuovo porto, in fase di costruzione, sarà costituito complessivamente da otto terminal, tra cui uno per navi della portata di 300mila tonnellate, e avrà una capacità totale annua di 34 milioni di tonnellate. La prima fase del progetto di realizzazione dello scalo ha comportato un investimento di 5,6 miliardi di dollari.

Consorzio giapponese per le navi elettriche a emissioni zero
Si chiama “e5 Consortium” l’alleanza tra aziende giapponesi che punta a progettare, realizzare e commercializzare navi elettriche a emissioni zero. Il consorzio, costituito da Asahi Tanker Co., Idemitsu Kosan Co., Exeno Yamamizu Corporation, Mitsui O.S.K. Lines (MOL), Tokio Marine & Nichido Fire Insurance Co., Tokyo Electric Power Co. e Mitsubishi Corporation, punta principalmente allo sviluppo di un sistema di trasporto cabotiero basato su unità costruite attraverso le competenze, il know-how tecnologico, le reti delle aziende nazionali. Primo passo, la realizzazione della prima nave cisterna elettrica a zero emissioni al mondo. Il progetto è stato lanciato dalla Asahi Tanker, in collaborazione con la Exeno Yamamizu e con la MOL, e  prevede di costruire sotto la guida della e5 Lab due navi di questo tipo, alimentate con batterie agli ioni di litio, che saranno ultimane rispettivamente nel marzo 2022 e nel marzo 2023.

Marsiglia, primo rifornimento GNL da nave a nave
Nello scalo di Marsiglia Fos si è svolta la prima operazione di rifornimento ship-to-ship di GNL. L’operazione si è svolta tra la gasiera Coral Methane della Anthony Veder e la nave da crociera Costa Smeralda della Costa Crociere nell’ambito di un accordo tra il gruppo petrolifero Shell e il gruppo crocieristico Carnival Corporation a cui fa capo la Costa. 

QP e CSSC, accordo per la costruzione di navi cisterna GNL
Qatar Petroleum e China State Shipbuilding Corporation (CSSC) hanno stipulato un contratto da 2,86 miliardi di dollari per la costruzione di una sessantina di navi cisterna adibite al trasporto di gas naturale liquefatto (GNL). Le unità saranno costruite presso i cantieri navali di Shanghai dalla controllata di CSSC Hudong-Zhonghua Shipbuilding. Nello specifico, gli accordi riguardano la costruzione di navi modello G4+Changhui, in grado di trasportare fino a 174.000 metri cubi di GNL e progettate per poter raggiungere velocità relativamente elevate, con consumi di carburante e peso ridotti. Nel mese di aprile dell’anno scorso, QP aveva indetto gare d’appalto per la costruzione di oltre 100 navi adibite al trasporto di GNL e, in quell’occasione, CSSC aveva avanzato la propria offerta tramite la China Shipbuilding Trading.

Cresce l’esportazione di GNL a livello mondiale
Il Qatar si conferma il più grande esportatore di GNL al mondo secondo i dati dell’ultimo “2020 World LNG Report” pubblicato dall’International Gas Union (IGU). L’emirato ha esportato nel 2019 un totale di 77,8 milioni di tonnellate di gas liquefatto. A livello globale, l’anno scorso il commercio di GNL ha registrato un’ulteriore crescita, raggiungendo un totale di 354,73 milioni di tonnellate di gas esportate dai vari produttori, con un incremento di circa 41 milioni di tonnellate (+13%) rispetto al 2018. Gli incrementi più significativi hanno interessato le esportazioni provenienti da USA, Russia ed Australia. Proprio quest’ultima, secondo i dati contenuti nel rapporto dell’IGU, si è posizionata immediatamente alle spalle dell’Emirato in qualità di secondo maggiore esportatore mondiale, con un totale di 75,4 milioni di tonnellate. Al terzo posto troviamo gli USA (33,8 milioni di tonnellate), seguiti da Russia (29,3 milioni) e Malesia (26,2 milioni). Dal punto di vista delle importazioni, gli incrementi maggiori si sono avuti negli stati del Vecchio Continente, con Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Belgio che hanno registrato un aumento complessivo pari a 32 milioni di tonnellate, anche se è la macro-regione asiatica a confermarsi nuovamente, come nel 2018, quella con i più alti livelli di importazione. Secondo il rapporto redatto dall’IGU, inoltre, il continente africano ha in potenza una capacità di liquefazione pari a 93,3 milioni di tonnellate all’anno e potrebbe dunque presto emergere anch’essa come una regione chiave nella produzione ed esportazione del prodotto.