APRILE 2020 PAG. 4 - NEWS DAL'ITALIA






Ania F2i acquisisce Compagnia Ferroviaria Italiana
F2i Sgr e Ania, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, hanno acquisito la maggioranza del capitale di Compagnia Ferroviaria Italiana S.p.A., principale operatore indipendente in Italia nei servizi di trasporto merci ferroviari. L’operazione è la prima realizzata dal nuovo Fondo Ania F2i, quarto fondo gestito da F2i Sgr, e prevede l’acquisto del 92,5% del capitale della società. Il restante 7,5% sarà detenuto da Giacomo Di Patrizi, attuale socio fondatore della Società che manterrà la carica di amministratore delegato. Obiettivo di F2i è la creazione di un campione nazionale indipendente, efficiente e capace di realizzare economie di scala, anche aggregando ulteriori operatori, sviluppando progetti intermodali con altri asset del Fondo. Con l’ingresso in Compagnia Ferroviaria Italiana (CFI), F2i amplia a un nuovo comparto la schiera dei settori infrastrutturali in cui investe: il trasporto ferroviario si aggiunge a porti, aeroporti, autostrade, reti di distribuzione energetica, energie rinnovabili, reti e servizi di telecomunicazione, infrastrutture socio-sanitarie, per un totale di 19 società gestite, con un fatturato aggregato di circa 4,3 miliardi di euro e 19 mila dipendenti. Compagnia Ferroviaria Italiana con ricavi annuali di circa 64 milioni di euro, è il principale operatore indipendente nel trasporto merci ferroviario in Italia e il terzo per fatturato assoluto. Fondata nel 2007, CFI opera circa 170 treni a settimana, impiegando circa 230 dipendenti.

Mezzogiorno, 4 bandi per il trasporto sostenibile
Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i quattro bandi del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per uno stanziamento complessivo di 480 milioni di euro, destinati alla promozione dei sistemi di trasporto sostenibile del Mezzogiorno. A beneficiarne la Basilicata, la Calabria, la Campania, la Puglia e la Sicilia, le stesse cinque regioni in via di sviluppo già destinatarie del PON, il Programma Operativo Nazionale Infrastrutture e Reti 2014-2020. Le ipotesi progettuali dovranno essere presentate da soggetti pubblici che operano in questi territori e che potranno rispondere con proposte in materia di “digitalizzazione della logistica, recupero waterfront, accessibilità turistica e Green Ports”. Logistica integrata e sostenibilità ambientale sono le macrofinalità che il PAC 2014\2020 intende perseguire con queste quattro manifestazioni di interesse, guidate dal MIT di concerto con le Regioni e finalizzate alla promozione dei sistemi di trasporto sostenibile del Mezzogiorno. 

I sindacati propongono riforma del Collocamento Gente di Mare
Nell’ambito delle priorità indicate al ministro De Micheli per superare le criticità emerse con la pandemia da Covid-19 nel settore dei trasporti i sindacati confederali propongono una riforma organica del Collocamento Gente di Mare. La proposta prevede l’integrazione dell’attuale piattaforma Unimare con una anagrafe di tutte le matricole marittime per favorire l’incontro di domanda e offerta “superando l’anacronistica procedura della chiamata effettuata dalla Capitaneria di Porto. Proposta anche l’individuazione di risorse specifiche affinché la formazione per l’ottenimento di tutte le certificazioni/addestramenti obbligatori per la navigazione di ciascun marittimo, non gravi più sugli stessi lavoratori.


Catania, intesa per il polo ferroviario
Via libera al Protocollo d’intesa fra la Regione Siciliana, la Rete ferroviaria italiana (Rfi) e la Società interporti siciliani (Sis) per la connessione infrastrutturale e funzionale fra la futura nuova stazione di Bicocca e l’Interporto di Catania. L’intesa prevede il riassetto del futuro polo ferroviario con lo spostamento dell’attuale stazione di Bicocca, in conseguenza dell’allungamento delle piste dell’aeroporto Fontanarossa, attraverso il coordinamento degli investimenti di Sis e Rfi. L’obiettivo è realizzare uno snodo gomma ferrovia alle porte del capoluogo etneo. Il terminal Bicocca di Rfi, situato all’interno della zona industriale della città, è dotato di 4 binari lunghi complessivamente 2000 metri  ed è attrezzato con tre gru gommate.

Richmond Italia, centrale il ruolo umano nella logistica che verrà
Il futuro della logistica con l’uomo al centro, tecnologia, risk managment e nuova geografia delle produzioni. Sono questi gli interessi dei direttori della logistica delle maggiori aziende italiane interpellati da Richmond Italia in vista della tredicesima edizione del Logistics Forum che si svolgerà a Gubbio dal 21 al 23 ottobre con il patrocinio del Freight Leaders Council. Tra gli argomenti emersi dalla survey: l’evoluzione futura del ruolo del logistico, la logistica 4.0, IoT, RFID e NFC, nuovi processi della supply chain ma anche la richiesta di meno conflittualità, maggiore condivisione di buone pratiche, una migliore comunicazione e la necessità di essere supportati nelle decisioni da dati attendibili e condivisi.

ZES, avviato il comitato Assoporti-Svimez
È stato istituito da Assoporti e Svimez il Comitato Scientifico dell’Osservatorio economico sulle Zone Economiche Speciali, e sulle iniziative di sviluppo delle aree portuali. Tra i temi trattati nel primo appuntamento del comitato lo stato delle ZES e le difficoltà del loro decollo, il contributo del sistema portuale italiano alla ripresa e al riposizionamento del sistema economico nazionale nei nuovi scenari dell’economia globale, ed in particolar modo nel Mediterraneo, il corridoio intermodale plurimodale Napoli-Bari e le relazioni con Taranto e Gioia Tauro. “Il ricorso alle ZES – sottolinea una nota di Assoporti – parte dalla constatazione della loro riconosciuta capacità di accelerare lo sviluppo di un’area e in taluni casi di un intero paese. In alcune esperienze internazionali tale strumento si è rivelato un fattore di profondo cambiamento nella capacità di attrazione degli investimenti industriali, e per tale motivazione va implementata e valorizzata. Le ZES possono essere dunque uno strumento notevole per favorire l’uscita dalla crisi, resa ancora più grave dall’impatto del blocco produttivo, a seguito dell’emergenza sanitaria del virus COVID-19”. Concepite come strumento importante di politica di sviluppo con la quale si può lavorare anche alla sburocratizzazione della PA esse costituiscono per il Mezzogiorno “uno strumento efficace per l’implementazione di strategie mirate al superamento del ritardo di sviluppo, offrendo da un lato una diretta connessione con i mercati esteri e le reti di produzione globale, e favorendo dall’altro un non trascurabile effetto sul riequilibrio di un mercato del lavoro profondamente squilibrato, segmentato e nel quale domina un forte contrasto generazionale”.

Esercitazione antipirateria nel Golfo di Guinea
Nelle acque del Golfo di Guinea, si è svolta un’esercitazione antipirateria che ha coinvolto la motonave “Grande Dakar”, del Gruppo Grimaldi, la Confederazione Italiana Armatori, la Centrale Operativa della Marina Militare, la Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e la fregata “Luigi Rizzo”. In uno scenario estremamente realistico, a largo delle coste ghanesi, è stato simulato un tentativo di abbordaggio della motonave “Grande Dakar” da parte di un gruppo di pirati. L’esercitazione è iniziata con l’attivazione del sistema di allarme di sicurezza (SSAS – Ship Security Alert System) da parte della nave mercantile, che ha inoltrato il previsto segnale al Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo (Maritime Rescue Coordination Center – MRCC), presso il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. L’obiettivo dell’esercitazione è stato quello di mettere alla prova le procedure di comunicazione e coordinamento in caso di un attacco di pirati tra la Centrale Operativa della Marina Militare, quella della Guardia Costiera, Confitarma e le compagnie di navigazione interessate, nonché di verificare i piani di sicurezza interni messi in atto dall’unità mercantile coinvolta e le modalità d’intervento con un’unità militare a protezione di un mercantile vittima di attacchi.


AIATP, a rischio il futuro del trasporto passeggeri turistico
La crisi innescata dalla pandemia di Coronavirus rischia di travolgere il settore del trasporto passeggeri turistici. È il grido d’allarme lanciato dall’associazione di categoria, AIATP (Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri), che rappresenta un cluster con una flotta di oltre 1.450 unità, più di 13.500 lavoratori tra marittimi e personale di terra, un fatturato di 342 milioni di euro per 38 milioni di passeggeri. Numeri che gravitano attorno al trasporto di passeggeri in linea e non, alle escursioni turistiche tra le più rinomate località italiane, ai servizi di navigazione in acque interne. Il settore – secondo l’AIATP – si trova preso tra due fuochi, in particolare per quanto riguarda la situazione di lavoratori annuali e stagionali impiegati: da una parte il blocco delle attività, dall’altra il non riconoscimento dei sostegni economici, poichè il comparto non rientra nelle categorie identificate dai Decreti emessi dal Governo dall’inizio dell’emergenza ad oggi. Oltre alle misure urgenti che si stanno adottando in questo periodo AIATP chiede, in particolare, anche un piano di rilancio degli investimenti che permetta al settore di superare il periodo di emergenza per affrontare nella maniera più adeguata la prossima stagione. Preoccupa, soprattutto, il destino dei lavoratori stagionali sia marittimi sia di terra. “Ad oggi – denuncia il presidente dell’associazione, Salvatore Gambardella – non possono beneficiare del bonus di 600 euro previsto dall’art. 29 del decreto 17 Marzo 2020 e della circolare INPS n° 49 del 31 Marzo 2020 poichè il trasporto passeggeri è inserito in un ramo del comparto industriale e non in quello turistico”.

Le richieste di Assologistica al MIT
Rivisitazione dei canoni concessori sulla base dei minimi stabiliti con Decreto ministeriale; annullamento dell’addizionale IRES per redditi derivanti dallo svolgimento di attività di concessione; azzeramento delle accise dei combustibili per trazione utilizzati dai mezzi operativi portuali. È quanto proposto per fronteggiare il calo dei volumi nel settore portuale da Assologistica in una lettera al Ministro Paola De Micheli. Inoltre l’associazione ha richiesto l’estensione e la semplificazione delle procedure per l’accesso agli ammortizzatori sociali (affinché ne sia universalmente consentita l’erogazione in tempi rapidi), nonché misure di natura economica, quali la sospensione dei termini per il versamento dei contributi previdenziali e delle imposte, l’esclusione per tutto il 2020 dei contributi a carico degli operatori per il funzionamento di ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) e infine lo sgravio contributivo per le imprese che mantengano i livelli occupazionali pre-emergenza, senza ricorrere agli ammortizzatori sociali.