APRILE 2020 PAG. 19 - Come muta la formazione con l’evoluzione dei mercati


Equilibrio, senso di responsabilità, disciplina. In parole povere, motivazione e inclinazione. L’ammissione alla Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile dipende, oltre che dal curriculum scolastico, anche dalla vocazione. Lo conferma lo stesso presidente della Fondazione, Eugenio Massolo. “E’ una carriera che implica un distacco netto dal proprio mondo. Presuppone flessibilità, voglia di confrontarsi con lingue e paesi sempre diversi. Toglie molto ma arricchisce altrettanto”. Un percorso lavorativo che sta mutando con l’evoluzione dei mercati e delle tecnologie. E che cambierà ulteriormente anche, a causa dell’emergenza legata alla pandemia da Covid, a cominciare dai suoi aspetti formativi.

Come sta affrontando l’emergenza l’Accademia?
Il blocco della didattica diretta ci ha portato ad organizzare parte dei corsi in remoto. Stiamo usufruendo della nostra piattaforma digitale, debitamente autorizzata dal ministero, ma è ovvio che non tutte le competenze possono essere trasmesse in questa modalità. L’obiettivo è di riprendere le attività legate ai laboratori non appena sarà possibile. Nel frattempo siamo in attesa di un ampliamento dei corsi erogabili online. Nell’ambito di Aniformar abbiamo già chiesto l’autorizzazione ad attivare percorsi in e-learning per i direttivi.

La formazione degli equipaggi diventerà più smart?
Sulla validità dell’educazione a distanza andrà condotta una riflessione accurata. Per un ente come l’Accademia che deve gestire tra corsi in aula e tirocini a bordo tempi operativi estremamente differenziati potrebbe essere uno strumento utilissimo. Permetterebbe, solo per far un esempio, di ottimizzare ed economicizzare tutte le fasi di un determinato percorso formativo.

Come ne uscirà il mercato del lavoro marittimo?
Fermo restando le difficoltà specifiche che dovranno affrontare le compagnie nel breve termine credo che saranno confermate le tendenze del mercato del lavoro emerse negli ultimi anni. Le possibilità di impiego più appetibili riguarderanno sostanzialmente le fasce medio-alte, anche considerando la propensione alla riduzione degli equipaggi per effetto della tecnologia che colpisce le figure meno professionalizzate. C’è anche una forte richiesta per profili tecnici come quelli di meccanici ed elettricisti. Qui però ci scontriamo con carenze normative. Con l’eliminazione del diploma professionale marittimo non esiste nemmeno più il titolo di accesso a queste posizioni: gli attuali percorsi che prevedono un tirocinio di 24 mesi a bordo risultano pochissimo attrattivi.

In che modo l’Accademia supera il mismatch tra domanda e offerta di lavoro?
L’interlocuzione con le compagnie è continua. Posso affermare che anno per anno nessun corso è uguale a quello di prima ma viene modificato ed adattato alle richieste delle aziende. Una buona formazione non può prescindere dalla coerenza e dall’adeguatezza alle aspettative delle compagnie. Faccio un esempio. Nel settore delle crociere si accentua la tendenza verso le offerte di nicchia. Non è un caso che dopo la stretta collaborazione con Costa Crociere e MSC abbiamo stretto rapporti anche con Silversea per “coprire” il segmento luxury.

Quali novità per la prossima stagione?
Ritornare alla normalità sarebbe già un grosso risultato. Ad ogni modo ci orienteremo molto verso le richieste provenienti dal settore privato ampliando la nostra offerta diretta anche verso la formazione non obbligatoria. Una strada interessante è quella dell’assistenza tecnica nell’espletamento dei bandi europei. In questo ambito abbiamo aperto un ufficio nella sede del Ministero dell’Agricoltura in Albania per un progetto quadriennale per la gestione della pesca in quell’area dell’Adriatico, mentre stiamo collaborando ad un importante iniziativa per l’ottimizzazione delle procedure doganali nei porti dell’Africa Occidentale. Proseguirà anche la collaborazione con le università internazionali. L’Accademia, l’unico soggetto italiano ammesso nell’IAMI, l’associazione internazionale delle università marittime, ha già avviato rapporti rispettivamente con gli atenei di Southampton e Plymouth per il riconoscimento dei titoli.
                                                                                                                         Giovanni Grande