FEBBRAIO 2020 PAG. 4 - NEWS DALL'ITALIA




Dogane e Fiamme Gialle, analisi di rischio congiunte nei porti
Agenzia delle Dogane e Guardia di finanza hanno siglato un protocollo operativo finalizzato al potenziamento delle attività di repressione e di contrasto degli illeciti perpetrati nel commercio internazionale attraverso lo sviluppo di analisi di rischio congiunte. L’accordo coinvolgerà, in una prima fase sperimentale, i porti di La Spezia, Ravenna, Napoli, Livorno, Civitavecchia e Gioia Tauro. La più stretta sinergia tra le due Amministrazioni ha il duplice obiettivo di rendere più efficienti e veloci i flussi commerciali e, al contempo, di aumentare l’efficacia dell’azione di contrasto dei traffici illeciti transnazionali nella prospettiva di assicurare maggiore tutela ai cittadini e alle imprese e di rafforzare la competitività del sistema Paese.

Criminalizzazione del comandante, a breve studio sul fenomeno
I cambiamenti tecnologici hanno portato ad una profonda riorganizzazione operativa, sia sulla nave sia negli uffici armatoriali, che non è stata recepita a livello legislativo e culturale. Una mancanza che si riflette nella delicata posizione in cui si ritrova il comandante di una nave – non più vertice di una struttura gerarchica piramidale ma manager che gestisce una organizzazione complessa – in caso di incidente. Sono le premesse del workshop “La criminalizzazione del comandante della nave: criticità e prospettive”, ospitato da Confitarma e organizzato dall’Istituto Italiano di Navigazione (IIN), su proposta del Sindacato Comandanti e Direttori di macchina USCLAC/UNCDIM, in vista dello studio sul fenomeno che da qualche tempo vede a livello nazionale e internazionale, la progressiva estensione degli spazi di responsabilità penale a carico delle posizioni apicali di bordo. Nel corso dell’evento è stata sottolineata l’importanza della sinergia tra esperti giuridici e operatori per approfondire una tematica di portata mondiale, molto importante non solo per la gente di mare ma per tutta l’industria armatoriale. Infatti, la criminalizzazione insieme alla pirateria è una delle principali cause di allontanamento dalle carriere marittime.

Coronavirus, Confetra e Fedespedi chiedono disposizioni omogenee
Una task force per monitorare in tempo reale gli impatti del Coronavirus sulla logistica e gestire questa crisi garantendo un coordinamento a livello centrale e disposizioni omogenee su tutto il territorio nazionale. E’ quanto chiesto al ministro De Micheli da Confetra e Fedespedi. Pur comprendendo e condividendo la priorità del Ministero della Salute di salvaguardia della salute pubblica, l’attività produttiva e logistica del Nord, locomotiva dell’economia italiana, non può essere bloccata secondo il presidente di Fedespedi, Silvia Moretto: “Una possibile soluzione immediata per normalizzare i flussi di merce che ancora resistono potrebbe essere quella di sgravare gli Uffici di Sanità Marittima (USMAF), già gravemente sotto organico e in difficoltà prima della crisi Coronavirus, dei controlli sui passeggeri, affidando questi ultimi ad altri enti pubblici sul territorio, come le ASL”. “Lo scorso 8 gennaio, prima dell’emergenza, abbiamo incontrato insieme a Confetra il Ministero della Salute per segnalare la grave carenza di medici addetti al controllo delle merci. Ora che questi pochi medici sono stati spostati ai controlli sulle persone, i servizi alla merce sono paralizzati e questo non è accettabile. La nostra logistica così rischia il KO tecnico”.

Completata la compagine del Forum FerCargo
L’Assemblea di FerCargo Terminal ha eletto Francesco Pagni presidente del Comitato Esecutivo con Giuseppe Rizzi nel ruolo di Segretario Generale. Gli aderenti all’associazione che rappresenterà le istanze dei terminali e dei raccordi ferroviari sono ARS service srl, Cargo Docks srl, CFI Intermodal srl, Hupac spa, Lugo Terminal spa, Quadrante Servizi srl - in rappresentaza di 11 terminal ferroviari. Tra le principali azioni individuate dall’Assemblea le connessioni ai principali corridoi ferroviari, l’attività di manovra ferroviaria nell’ultimo miglio, la necessaria cooperazione con tutti gli stakeholders associativi nazionali ed internazionali. FerCargo Terminal completa il progetto del Forum FerCargo, costituito da: FerCargo, FerCargo Manovra, FerCargo Rotabili e FerCargo Terminal. Lo stesso per il momento rappresenta oltre 50 imprese operanti nel trasporto ferroviario delle merci. Le imprese aderenti FerCArgo hanno registrato rispetto al 2018, un incremento pari a circa l’8% raggiungendo il 49% del mercato nazionale e provocando una crescita del sistema pari a circa il 4%. Nel dettaglio: il traffico ferroviario merci in Italia nel 2019 è stato di 49 Mln di Treno-Km, rispetto ai 47,4 Mln del 2018; le imprese aderenti in FerCargo ne hanno prodotto 24 Mln nel 2019, rispetto ai 22,2 Mln del 2018. 

Nuovo servizio ferroviario Genova – Piacenza
Si chiama Piacenza Rail Shuttle il servizio ferroviario attivato ad inizio di febbraio dal gruppo CMA CGM tra il porto di Genova e il centro logistico di Piacenza, operato in collaborazione con GTS. Il collegamente prevede tre convogli settimanali con una capacità per tratta di 52 teu e partenze sincronizzate con le schedule delle navi del gruppo che approdano a Genova nell’ambito dei servizi marittimi di linea Amerigo (Mediterraneo - Nord America East Coast), MEX (Mediterraneo - Medio Oriente/India), Nemo (Nord Europa - Mediterraneo - Australia - Sud Asia - Subcontinente indiano) e Sirius (East Coast Sud America - Mediterraneo Occidentale). CMA CGM ha evidenziato che da Piacenza i clienti del gruppo avranno accesso a più di 1.700 località attraverso le regioni industriali di Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Un green corridor per il Brennero
La mobilità sostenibile attraverso le Alpi ed in particolare sull’asse del Brennero, dove nel 2019 sono transitati 11,1 milioni di veicoli (7 milioni leggeri e 4,1 milioni pesanti) per circa 45.000 mezzi al giorno. Questo il tema del convegno internazionale “Driving through the Alps respectfully” tenutosi a Bolzano e organizzato dall’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima nell’ambito del progetto UE BrennerLEC (Brenner Lower Emissions Corridor). Il progetto ha fatto emergere che ridurre la velocità massima normalmente consentita in autostrada in base alle situazioni contingenti legate ai livelli d’inquinamento, al traffico e alle condizioni meteo, contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico salvaguardando la salute della popolazione. Oltre a ciò si riducono anche i tempi di percorrenza, e i consumi di carburante, migliorando anche la sicurezza stradale. Durante i test centrati sulla riduzione dinamica delle velocità (da 130 km/h a 100 km/h o meno) si è registrata una riduzione delle concentrazioni di NO2 a bordo autostrada del 10% (di 6 mg/m³), una riduzione delle emissioni di CO2 di quasi 700 tonnellate ed un calo dei tempi di percorrenza di circa il 30% nelle giornate di traffico intenso (bollino rosso), consentendo ai veicoli di viaggiare ad una velocità di circa 80 km/h, a fronte dei 55 km/h prospettati in condizioni di traffico particolarmente critiche. Si è potuto, così, individuare modalità di gestione del traffico autostradale che permettono di contrastare efficacemente le criticità.

Rapporto 2020 su infrastrutture strategiche e prioritarie
Il Servizio Studi della Camera ha pubblicato l’edizione 2020 del Rapporto sulle infrastrutture strategiche e prioritarie, elaborato, su incarico della Commissione Ambiente, in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione e con l’istituto di ricerca Cresme. Il report esamina le dinamiche del mercato delle opere pubbliche, fornendo uno strumento per valutare lo stato di avanzamento delle infrastrutture. Tra gli elementi evidenziati una ripresa della spesa per investimenti pubblici a partire dal 2016. Dai dati emergerebbe un quadro tutto sommato positivo “non solo sul lato di alcune tipologie di opere di trasporto, ma anche sul lato della spesa per investimenti che gli enti locali hanno avviato sul territorio (e per la quale specifici finanziamenti sono stati previsti dalle leggi di bilancio 2019 e 2020)”. I dati del sistema informativo SIOPE della Ragioneria generale dello Stato, relativamente alla spesa dei Comuni, mostrano nei primi dieci mesi del 2019 una crescita della spesa in conto capitale del 16%. È l’inizio di una fase di ripresa che segue la pesante caduta avviatasi a partire dalla crisi nel 2009.

Primo seminario italo-kuwaitiano sul water management
Si è svolto presso la sede del KISR (Kuwait Institute for Scientific Research) il primo seminario italo-kuwaitiano dedicato alla “water management capacity on ports and water depollution”. L’evento ha chiuso una serie di importanti iniziative in materia organizzati dall’ambasciata italiana per presentare le capacità tecniche ed imprenditoriali delle filiere della ricerca scientifica e tecnologica italiana. La materia riscuote un forte interesse da parte kuwaitiana per via di un importante vuoto in materia che le autorità locali stanno cercando di colmare. Non a caso nella visione “Kuwait 2035” del Governo il tema del water management è uno dei pilastri di riferimento ed è da considerare fra i principali campi di sviluppo per la crescita del Paese.  

Alcalinizzare il mare per ridurre la CO2
Nell’ambito del progetto “Desarc-Maresanus” condotto dal Politecnico di Milano e dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici con il supporto di Amundi e la collaborazione di CO2APPS è stato presentato una innovativa soluzione tecnologica per la riduzione della CO2 atmosferica basata sul processo di alcalinizzazione. Il processo consiste nello spargimento di idrossido di calcio sulla superficie del mare che, combinandosi in un processo spontaneo con acqua, aumenta la capacità tampone delle acque marine verso l’acidità e permette di contrastare la diminuzione del pH; questo favorisce la rimozione di CO2 dall’atmosfera. In particolare, sono stati analizzati in dettaglio la fattibilità tecnica ed economica, il suo bilancio ambientale, nonché i benefici per il comparto marino, con un focus sul Mediterraneo. Sono stati studiati diversi scenari di spargimento dell’idrossido, con diversi tipi di navi, ed è stato valutato anche il potenziale di scala globale in base ai dati sul traffico marittimo esistente. Ne è emerso che lo spargimento da parte delle flotta già esistente si presenterebbe come la soluzione più efficiente.