Le opere pubbliche azzoppate dalle attività amministrative accessorie
La durata media di realizzazione di un’opera pubblica è pari a 4 anni e 10 mesi a fronte di un importo mediano di 300mila euro; sale a quasi 11 anni per le opere il cui valore supera i 5 milioni. Sono le conclusioni di uno studio condotto dalla Banca d’Italia (“Tempi di realizzazione di opere pubbliche e loro determinanti”) basato su informazioni relative agli interventi avviati nel contesto delle politiche di coesione. Dai dati raccolti emerge come la sola fase di progettazione copra una durata di poco più di due anni (circa il 40% della durata complessiva) a fronte di un lasso di tempo simile per l’esecuzione e la messa in opera dell’intervento. L’affidamento dei lavori richiede circa 6 mesi. A pesare in modo eccessivo sono però le cosiddette “attività accessorie di natura amministrativa” (ad esempio ritardi nell’adozione di pareri e/o autorizzazioni) che costituiscono la motivazione prevalente del verificarsi di scostamenti rispetto ai tempi programmati e il cui svolgimento occupa i periodi compresi tra le diverse fasi operative di realizzazione. Nel complesso, la durata di tali attività ammonta al 40 per cento di quella totale di realizzazione, con un’incidenza particolarmente elevata sui tempi dedicati alle fasi di progettazione e messa in funzionalità. Restringendo l’analisi ai lavori gestiti dalle amministrazioni comunali, emergono differenze apprezzabili  tra  i  comuni  del  Centro  Nord  e  quelli del  Mezzogiorno.  In  questi  ultimi  si  osservano durate  maggiori  e  un’incidenza  più  significativa  dei  tempi  dedicati  alle  attività  accessorie. “Tale divario non è spiegato da differenze nella natura e nella dimensione delle opere nelle due macroaree,” sottolinea lo studio. 

Ambiente, tutela del mare e bonifiche priorità del ministero
Il ministero dell’Ambiente si è dotato di una direzione generale che si occuperà esclusivamente di bonifiche. È quanto previsto dalla nuova organizzazione amministrativa del Dicastero incentrata su due Capi dipartimento, chiamati a coordinare i temi generali focalizzati rispettivamente sugli aspetti di tutela e salvaguardia ambientale e sulle politiche di transizione ecologica, e otto Direzioni generali, a presidio dei settori di competenza. Obiettivo del ministro Costa è superare la lentezza burocratica in tema e rilanciare l’azione ministeriale per i siti nazionali (SIN) attraverso una task force dedicata. Nell’ambito della riorganizzazione rientra anche l’istituzione di una nuova direzione generale dedicata alla tutela del mare, tema nel quale rientrano i finanziamenti stanziati per le quattro nuove aree marine protette di Capri, Capo Spartivento e Isola San Pietro in Sardegna e Costa di Maratea in Basilicata. Per l’istituzione di ciascuna di queste aree marine protette sono stanziati 500 mila euro per il 2020, per un totale di 2 milioni di euro per quest’anno. A ciò si aggiungono 700 mila euro, sempre per il 2020, e 600 mila euro dal 2021 per le spese di gestione e funzionamento. 

Waterfront Bagnoli, chiuso il concorso d’idee
Si è conclusa la prima fase del concorso internazionale di idee per l’ex area industriale dell’Italsider di Bagnoli. Invitalia, soggetto attuatore del programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana dell’area, comunica che alla scadenza della call, sono state presentate 36 candidature di raggruppamenti di studi di architettura, a cui fanno capo oltre 160 studi, 40 dei quali internazionali. Si apre ora la fase successiva che prevede la nomina di una commissione che selezionerà le 20 migliori candidature basandosi principalmente sulle esperienze accumulate nella realizzazione di progetti con analoghe caratteristiche. I venti candidati selezionati avranno tempo fino alla fine di maggio per presentare il loro progetto. Sarà poi una commissione esterna, composta da esperti indicati da Regione, Comune, MIBACT/Sovrintendenza, Invitalia e Consiglio Nazionale degli Architetti, che entro settembre dovrà selezionare la rosa dei 3 migliori progetti, che verranno premiati, e tra questi indicare il vincitore.

La riconfigurazione dei servizi Ocean Alliance esclude Venezia
Conferma per gli scali di Genova, La Spezia e Trieste. Esclusione per Venezia. È quanto prevede la nuova configurazione dei servizi di linea programmata da Ocean Alliance, formata dalle compagnie di navigazione CMA CGM, COSCO Shipping Lines, Evergreen Line e Orient Overseas Container Line (OOCL). Genova e La Spezia, in particolare, saranno scalati dai due servizi AEM1 e AEM2 che collegano l’Asia con il Mediterraneo e dal servizio transatlantico MENA che connette gli scali portuali del Mediterraneo occidentale con quelli della costa orientale degli USA; Trieste dal servizio AEM6 del network di rotte denominato Day 4. In questa rete saranno impiegate circa 320 portacontainer per una capacità di stiva complessiva pari a 3,76 milioni di TEU, rispetto a circa 330 navi per una capacità di 3,8 milioni di TEU nella precedente programmazione Day 3. Niente scalo diretto per Venezia che sinora era stato compreso nella rotazione del servizio AEM6 che collega la Cina e il sud-est asiatico con l’Adriatico. 

Milleproroghe, misure per l’emergenza Morandi
In deroga al limite generale di 24 mesi il Decreto “Milleproroghe” introduce la possibilità di  estendere fino a 3 anni lo stato di emergenza seguito al crollo del Ponte Morandi. La prima proroga riguarda le assunzioni del personale degli enti territoriali e della Camera di Commercio di Genova, con 10 milioni di euro messi a disposizione per il rinnovo dei contratti per l’anno 2020. Un altro capitolo importante è quello dei servizi aggiuntivi di mobilità: le risorse per la proroga delle misure di sostegno fino al 29 febbraio 2020 sono pari a 3 milioni di euro. Sono stati stanziati inoltre 20 milioni di euro per il rinnovo nell’anno 2020 del parco automezzi del trasporto pubblico locale. Nel Decreto è stata inserita la norma che consente la proroga delle assunzioni da parte dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale e l’estensione a 6 anni delle autorizzazioni in essere per la fornitura di lavoro temporaneo portuale, vengono altresì incrementati i sussidi per questa tipologia di impiego. Le misure sono applicabili anche al porto di Savona-Vado Ligure. È stata infine estesa da 12 a 19 mesi (cioè fino al 31 marzo del 2020) la durata dell’indennità pari alla cassa integrazione in favore dei lavoratori del settore privato impossibilitati o penalizzati a prestare l’attività lavorativa a seguito del crollo del ponte Morandi.

Ufficio Studi Alis, gli investimenti armatoriali hanno abbassato le tariffe
Rispetto a dieci anni fa, le tariffe per il trasporto dei mezzi commerciali sulle rotte per le isole maggiori hanno subìto un forte calo riconducibile agli investimenti effettuati dagli armatori. È quanto emerge da uno studio effettuato dall’Ufficio Studi di Alis congiuntamente alla Università degli Studi di Napoli Parthenope ed alla SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno) che quantifica i ribassi a medie che si attestano tra il 30 e il 40%. Lo studio evidenzia, per i servizi RO/RO, anche l’effetto positivo in termini di esternalità dovuto alla diminuzione di mezzi industriali pesanti coinvolti in incidenti stradali. “E’ da considerare che le navi di ultima generazione impiegate sulle rotte verso le isole e le autostrade del mare sono dotate di capacità di stiva sempre maggiore, ed hanno azzerato le emissioni di CO2 in porto grazie all’adozione di sistemi di alimentazione basati su batterie al litio,” sottolinea lo studio.  

Passi avanti per l’ampliamento del porto di Gela
La Giunta della Regione Sicilia finanzierà le indagini preliminari necessarie all’avvio dei lavori di ampliamento del bacino del porto di Gela. Sono state infatti stanziate le risorse necessarie per realizzare analisi e studi specialistici, propedeutici per la richiesta di finanziamento alla Commissione Europea del progetto complessivo di oltre 143 milioni di euro relativo all’ammodernamento dello scalo. Gli interventi, già approvati dalla commissione regionale del Lavori pubblici, prevedono la costruzione di una nuova darsena commerciale, il completamento delle banchine interne, arredi, impianti ed escavazioni. La durata dei lavori è prevista in poco meno di tre anni attraverso lo strumento dell’appalto-integrato.

Certificazione di qualità per il sistema di gestione della Guardia Costiera
Il Rina ha certificato la conformità del Sistema di Gestione della Qualità del Corpo delle Capitanerie di porto (SGQ), quale Stato di bandiera ai sensi del decreto legislativo 164/2011 (trasposizione della Direttiva 2009/21/EC), alla norma armonizzata ISO 9001:2015 standard internazionale dei sistemi di qualità. Il sistema di gestione adottato, in prima edizione, nel lontano anno 2012 è ormai alla sua terza verifica da parte di enti terzi. Sviluppato e seguito dal VI Reparto – Sicurezza della navigazione – coinvolge l’operato dei Reparti del Comando generale che operano trasversalmente tutti i processi del Corpo per l’erogazione, in ambito territoriale, dei servizi di  certificazione del naviglio mercantile nazionale, per quanto attiene gli aspetti di safety e quelli di maritime security; emanazione della normativa nazionale sull'addestramento del personale marittimo; riconoscimento e monitoraggio dei centri di formazione del personale marittimo; emanazione delle tabelle minime di armamento delle navi nazionali.

Sequestro per tre unità della Caronte & Tourist
I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo e quelli di Messina, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della città dello Stretto, hanno sequestrato 3 navi traghetto della Caronte & Tourist (la Pace, la Caronte e l’Ulisse), denaro, beni mobili ed immobili e quote societarie, per oltre 3,5 milioni. A carico dei vertici della compagnia ipotizzati i reati di truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture. Le navi sequestrate sono attualmente impiegate nei collegamenti La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica.      Le indagini hanno accertato che le tre imbarcazioni presenterebbero gravi carenze tecniche e strutturali che non garantirebbero la sicurezza nel trasporto delle persone a mobilità ridotta. L’inchiesta ruota attorno alla gara con cui la Navigazione Generale Italiana (Ngi Spa), società poi fusa per incorporazione nella Caronte & Tourist Isole Minori Spa nel 2017, si era aggiudicata nel 2015 il lotto II (Trapani-Isole Egadi) del bando disposto dall'assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le isole minori.